Classifica Serie A: il Napoli sviene a Bergamo, la Juve scappa a + 4

La Juventus in HD mette in chiaro le cose: tre scoppole all'Empoli e primato assoluto. Napoli a meno 4 punti, in virtù della sconfitta di Bergamo. Show del Milan, la Roma piega l'Inter.

Higuain

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Una Vecchia Signora che fugge attira l’inseguitore, anzi: lo crea. Chiedete al Napoli, capirete. Si è conclusa la settima giornata di Serie A e anche in questo turno i colpi di scena non sono di certo mancati. Perché se a Empoli la Juventus balla il tango con Dybala e Higuain, a Bergamo il Napoli  crolla al tappeto come un pugile frastornato: l’orchestra di Sarri stecca la sua prima partita in campionato, perdendo 1-0 contro un’Atalanta tutta anima e cuore.

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Riuscirà il Napoli a ricucire lo strappo con la Juventus?

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Petagna, il giustiziere deglli azzurri, dopo soli 9 minuti fa risorgere dalle ceneri di un sanguinoso inizio di stagione la Dea e manda all’inferno Reina e compagni. Dalle quattro stelle della Champions League, ad uno sciagurato capitombolo italiano: Insigne, Milik e Callejon sono il triangolo della speranza azzurra, ma la squadra è troppo rigida e prigioniera di chissà quale incantesimo. Morale della favola? Juve a + 4 sugli azzurri: a Torino sono tutti più 'Allegri', la fuga è appena cominciata.

La Juventus è una squadra di ultima generazione. Bianconeri in HD, tradotto: Dybala + Higuain, che spettacolo. Il malcapitato Empoli è un ottimo sparring partner per il brunch domenicale. In cinque minuti, tanto è trascorso dal primo al terzo gol, la capolista frantuma il muro toscano: La Joya stappa la partita dopo 20’ dalla ripresa, poi il Pipita con una doppietta archivia la pratica. Il proverbiale 3-5-2 bianconero offre immagini ultra dettagliate, il tutto abbinato ad un sistema surround di qualità invidiabile.

La classifica della Serie A

Surgelato per il momento il discorso relativo al primo posto, nell’apericena domenicale vanno in scena le partite delle altre potenziali inseguitrici. Ecco la gara della redenzione per il Milan. Sassuolo bestia nera del diavolo? Ora non più: fuochi d’artificio a San Siro, pirotecnico 4-3 a favore degli stoici ragazzi di Montella. Pazzo Milan, verrebbe a dire navigando l’onda dell’inno dei cugini nerazzurri: in svantaggio per 1-3 sino al 56esimo, il Diavolo prende per la forca il Sassuolo e ribalta la contabilità. Apre i giochi Bonaventura con un missile terra-aria. A strettissimo giro di posta Politano pareggia i conti sfruttando uno sciagurato passaggio a vuoto di Abate. I neroverdi, nella ripresa, alzano la voce: sorpasso di Acerbi e allungo di Pellegrini dopo serpentina alla Alberto Tomba. E se Bacca accorcia le distanze su rigore, è emozionante la magistrale bomba all’incrocio dell’enfant prodige Manuel Locatelli, fenomenale a fissare il parziale sul 3-3. Poi ci pensa l’eroico Paletta a spedire il Diavolo in paradiso grazie ad uno stacco imperioso su consegnato del positivo Niang. Già, i rossoneri, finalmente, dimostrano di avere gli attributi per spadroneggiare con chiunque.

Il Milan, dunque, raggiunge Lazio e Chievo nei piani dell’alta borghesia e si attesta a quota tredici punti. Il Sassuolo, invece, sconfitto oltre le proprie mancanze, recrimina per i copiosi errori arbitrali e fissa la sua classifica a quota nove attaccature. La sosta per le nazionali, giocoforza, al netto della quarta sconfitta tra Europa League e campionato, equivale a un’oasi nel deserto per gli uomini guidati da Di Francesco.

Una domanda sorge spontanea: è tornato il ‘Grande Torino’? Presto per dirlo, ma poco ci manca. Intanto Mihajlovic, dopo aver sconfitto la Roma, continua a mietere vittime illustri: due schiaffi alla malcapitata Fiorentina e scalata al quarto posto in compagnia di Genoa (una partita in meno) e Inter.  Iago Falque scatenato: gol e assist per Benassi, inutile l’autografo di Babacar nel finale. La Fiorentina arranca nel limbo, ferma a soli otto punti.

Stasera, Roma non ha fatto la stupida. Partita tergicristallo, palla da una parte all'altra: forse i 90 minuti più divertenti di questa Serie A. Alla cassa dell'Olimpico si presenta Spalletti con un carrello ricco di 3 punti, preziosi per nobilitare e propiziare il futuro. Mattatore di serata è Manolas, autore di un'encomiabile prova a tutto campo culminata con la rete della vittoria. La gara sboccia con il sigillo del redivivo Dzeko, nella ripresa un super Banega ricuce lo strappo. Ma nel finale il guizzo di testa di Manolas permette al popolo romano di raggiungere il Nirvana. I giallorissi, dunque, raggiungono la terza piazza assieme in coabitazione Chievo, Lazio e Milan.

In zona Europa League, il Genoa avanza nel segno dal ‘manifesto Cholista’: dopo tre vittorie consecutive al Dall’Ara, il Bologna cade trafitto dall’ennesima zampata di Giovanni Simeone, figlio d’arte del capopopolo dell’Atletico Madrid, ancora in rete dopo la gioia di settimana scorsa nella contestata sfida contro il Pescara. Al contrario, i liguri questa volta vincono dopo due espulsioni degli avversari: cacciati Gastaldello e Dzemaili per i romagnoli, allontanati anche Gentiletti e Juric dall'altro lato. La squadra del presidente Preziosi si attesta nelle zone nobili della classifica, sarà la volta buona per tornare in Europa?

Il sabato si apre con il gioco spumeggiante e ricco di bollicine anche per la Lazio del più piccolo dei fratelli Inzaghi: la doppietta di Immobile e il sigillo del’ex separato in casa Keita spezzano le reni all’Udinese e proiettano i biancocelesti alle calcagna delle super potenze di casa nostra.

Il Chievo, intanto, si addormenta con una dolce ninna nanna: la musichetta della Champions. Meggiorini più Inglese: i veneti volano alto, con buona pace di un timido Pescara. Nell’altro anticipo del sabato, dunque, la squadra di Maran si sbarazza del plotone di Oddo e si attesta, momentaneamente, al terzo posto in classifica. Già, tutto vero. Gli abruzzesi, invece, languono a 6 punti nei piani bassi della Serie A, assieme al Palermo. La rosa di De Zerbi, infatti, si beve il riscaldato brodino del pareggio, strappando un buon punto in casa della Sampdoria: Bruno Fernades, a tempo scaduto, riacciuffa i rosanero e leva i fantasmi ai blucerchiati della quinta sconfitta consecutiva.

Cambiamo latitudine, Sardegna: il Sant’Elia è un fortino, il Crotone annega trascinato in basso dalle correnti cagliaritane. I sardi dominano in tutto: Di Gennaro dà il via alle danze, Padoin firma il raddoppio e Stoian accorcia regalando un’effimera illusione ai calabresi. La squadra di Nicola, paralizzata con un solo punto rimane il fanalino di coda della Serie A.

Il prossimo turno

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