Legenden der Bundesliga - Quando lo Schalke fu campione per 4 minuti

Il finale di Bundesliga più drammatico della storia. Lo Schalke stava già celebrando il titolo, quando arrivò il gol del Bayern Monaco a rovinare la festa.

A vincere il campionato fu il Bayern Monaco, ma lo Schalke si sentiva campione

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19 maggio 2001. Per gli amanti del calcio tedesco una data storica. C’è un prima e c’è un dopo. Perché il 19 maggio ha regalato ai tifosi tedeschi una delle storie più assurde della Bundesliga. In molti, ripensando a quel giorno, ancora piangono. Qualcuno di gioia, qualcuno di disperazione. Ma se si nomina quella data nessuno rimarrà indifferente. Da Monaco ad Amburgo, in tutta la Germania non troverete un appassionato che non sia in grado di dirvi dove fosse in quel preciso momento.

Nel momento in cui lo Schalke non ha vinto la Bundesliga.

Thriller

È stato il finale di stagione più drammatico della storia della Bundesliga. Teatro di scena il Parkstadion di Gelsenkirchen, che dalla stagione successiva avrebbe lasciato il posto alla Veltins-Arena, nuovo stadio dello Schalke. Vincere lo scudetto proprio nel giorno dell’addio all’impianto era il sogno (poco) segreto di ogni tifoso di Gelsenkirchen. Ed era fattibile. A quasi 50 anni dall’ultimo campionato vinto (nel 1958, quando fra l’altro non esisteva nemmeno la Bundesliga), lo Schalke poteva finalmente lasciarsi tutti alle spalle.

In quella stagione per 13 partite casalinghe lo Schalke non subisce gol, stabilendo un record. Chiude il girone d’andata in testa alla classifica, e lo è anche prima della penultima di campionato, quando perde a Stoccarda per 1-0 al 90’, venendo scavalcato dal Bayern Monaco che a sua volta vince la propria partita contro il Kaiserslautern solo nel recupero. Un finale da cardiopalma, ma le emozioni più forti dovevano ancora arrivare.

L’ultima partita

Miglior attacco e miglior difesa del torneo. Il titolo non può che andare allo Schalke. Mancano solo 90’ alla fine, ma a Gelsenkirchen c’è comunque ottimismo. Quella è la loro stagione. Avrebbero vinto loro. Lo Schalke può laurearsi campione solo vincendo e con una contemporanea sconfitta del Bayern. Incredibilmente però lo Schalke si trova sotto di due gol in casa contro il piccolo Unterhaching. Le speranze sembrano svanire. Ancora una volta il titolo è destinato ad andare in un’altra città, ad un’altra squadra.

Ma tra il 42’ e al 44’ lo Schalke realizza due gol e raggiunge il pareggio. Ad Amburgo, dove al Bayern basta un punto, il risultato è ancora di 0-0. Nel secondo tempo lo Schalke dilaga e chiude sul 5-3. La partita finisce e con essa la speranza dei tifosi dello Schalke, a causa dello 0-0 del Bayern Monaco.

All’improvviso però il boato di chi allo stadio ha la radiolina: ad Amburgo i bavaresi stanno perdendo. E alla fine manca solo il tempo di recupero. È accaduto qualcosa di speciale, di magico. È accaduto quello che allo Schalke serve per diventare campione di Germania. Il campionato è vinto. Finalmente, 43 anni dopo l’ultimo titolo.

Quegli storici ultimi 4 minuti

I giocatori dello Schalke circondano i giornalisti a bordocampo. La domanda è morbosa: “Ad Amburgo è finita?”. No, mancano 4 minuti di recupero. Mancano 4 minuti di sofferenza. I tifosi non riescono più ad aspettare, non dopo 43 anni di attesa. La passione spinge il pubblico in campo. C'è un’invasione. La festa comincia, ventimila tifosi e 11 giocatori sul terreno di gioco. Piangono di gioia, increduli. È successo un miracolo. Andreas Möller, ex juventino protagonista in quello Schalke, prende in mano un boccale di birra e brinda:

All’Amburgo, che ci ha reso campioni

Intorno a lui però improvvisamente non c’è più entusiasmo. Fermi tutti. Il Bayern sta ancora giocando. E può battere una punizione a due dentro l’area. Un silenzio di paura cala sul Parkstadion di Gelsenkirchen. Sul maxischermo dello stadio viene trasmessa quell’ultima drammatica punizione. Sul pallone toccato da Effenberg, Patrik Andersson calcia il pallone con tutta la forza del mondo.

La punizione calcata da Andersson
La celebre punizione calcata da Patrik Andersson

La palla passa in un buco della barriera ed entra in rete. 1-1. Il Bayern è nuovamente in testa. A vincere è ancora Ottmar Hitzfeld, tecnico dei bavaresi. Per un solo punto. Per un solo gol. A Gelsenkirchen i visi, ancora umidi per le lacrime di gioia, vengono bagnati da nuove lacrime, questa volta di dolore.

Dal fischio finale di Schalke-Unterhaching al gol di Andersson erano passati 4 minuti e 38 secondi. Di festeggiamenti. Inutili, perché non c’era nulla da festeggiare. Ancora oggi i tifosi dello Schalke vengono sfottuti per quell'assurdo finale di campionato. Lo Schalke è stato campione di Germania, ma solo per 4 minuti e 38 secondi. Troppo poco per scrivere il proprio nome nel registro dei vincitori.

Quel 19 maggio 2001 in Germania significa storia. C’è un prima e c’è un dopo, perché un giorno così non tornerà più.

Festeggiamenti del Bayern
I festeggiamenti del Bayern dopo il gol di Patrik Andersson

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