I migliori 20 allenatori senza panchina: quattro italiani nella lista

Bravi, vincenti e disoccupati: ecco i migliori tecnici che in questo inizio di stagione sono rimasti appiedati. Quattro italiani tra i venti presenti nell'elenco.

Roberto Mancini.

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Le società non si sono dimenticate di loro, sarebbe difficile farlo. Attualmente sono privi di una squadra da allenare, ma un ritorno in panchina nei prossimi mesi è facile da immaginare. “Loro” sono i migliori venti tecnici disoccupati: se siete dirigenti in cerca di un allenatore, vi conviene leggere le prossime righe.

Nell'elenco non figurano Cesare Prandelli, nuovo allenatore del Valencia, Marcello Lippi, che con ogni probabilità nel 2017 tornerà in Cina, e l'ultimo arrivato nella lista, quel Sam Allardyce appena dimessosi da ct della nazionale inglese dopo lo scandalo che gli costerà quasi sicuramente una squalifica.

Roberto Mancini

Iniziamo con uno degli allenatori contattati dalla FA per il post Allardyce. Roberto Mancini ha lasciato un buon ricordo al di là della Manica, avendo conquistato, alla guida del Manchester City, Premier League, coppa nazionale e Charity Shield. In Italia è uno dei tecnici più vincenti, ha ben vinto nove trofei: 3 campionati, 4 Coppe Italia e 2 Supercoppe. Un palmarès di tutto rispetto quello dell'allenatore jesino, che dopo la rottura estiva con l'Inter può accettare offerte provenienti dalla Serie A anche a stagione in corso.

Mancini.Copyright GettyImages
Mancini a bordocampo.

Fabio Capello

Senza panchina dal 2015, per Capello potrebbe essere arrivato il momento di tornare nel calcio in prima persona. Di recente ha dichiarato di voler guidare un club, cosa che non fa dal lontano 2007, anno in cui vinse la seconda Liga della sua carriera con il Real Madrid. Tra i trofei conquistati ci sono ben 6 scudetti, 4 Supercoppe italiane e una Champions League, quest'ultima seguita qualche mese dopo dalla Supercoppa europea. 

Capello.Copyright GettyImages
'Don' Fabio Capello.

Alberto Zaccheroni

Nel lontano 1999, reduce dalla qualificazione in Coppa Uefa con l'Udinese, riportò lo scudetto al Milan dopo due stagioni di transizione. Fedelissimo al 3-4-3, utilizzando questo modulo arrivò ad avere dei contrasti col presidente rossonero Berlusconi, che lo esonerò nel 2001. Da lì una buona carriera sulle panchine di Lazio, Inter, Torino e Juventus, culminata, però, solo con la vittoria della Coppa d'Asia con la nazionale giapponese. È disoccupato dal maggio del 2016, dopo la fine della brevissima avventura in Cina.

Zaccheroni.Copyright GettyImages
Zaccheroni all'arrivo in Brasile, prima del Mondiale 2014.

Stefano Pioli

Uno dei tecnici maggiormente richiesti in Serie A: non poteva essere da meno visti i buoni risultati ottenuti con Bologna e Lazio (con cui è ancora sotto contratto). Nonostante gli esoneri che hanno scritto la parola fine nelle due ultime esperienze, l'allenatore emiliano ha lasciato un buon ricordo in entrambe le piazze, grazie alle due salvezze consecutive coi rossoblu e al raggiungimento del preliminare di Champions con i biancocelesti, risultato che a Roma, sponda Lazio, non si verificava da otto stagioni. In questi giorni lo hanno contattato Atalanta, Empoli e Sampdoria: la possibilità di rivederlo nel nostro campionato si fa sempre più concreta.

Pioli.Copyright GettyImages
Pioli (a destra) assieme al suo collega Donadoni in Bologna-Lazio.

Louis Van Gaal

Il santone della panchina. Di lui si ricordano scelte fuori dal comune (state pensando alla sostituzione del portiere prima dei rigori in Olanda-Costa Rica?) e cambi di modulo improvvisi, come quando con la nazionale orange passava dal 3-4-1-2 alla difesa a quattro anche durante la stessa partita. Maestro di Mourinho, ha raccolto successi in Eredivisie, Liga e Bundesliga, conquistando la semifinale al Mondiale 2014 con i Paesi Bassi. Dopo quella competizione è arrivato un biennio deludente al Manchester United, terminato però con la vittoria nella finale di FA Cup.

Van Gaal.Copyright GettyImages
Van Gaal e il suo Manchester United vengono premiati dopo la vittoria in FA Cup.

André Villas-Boas

Dall'insegnante di Mou al... discepolo. Villas-Boas iniziò la sua carriera come assistente prima di Bobby Robson e in seguito dello Special One, per poi provare in solitaria con l'Academica. Una bella stagione con l'AAC e poi la chiamata del Porto. Con i Dragoes conquistò campionato, coppa di lega ed Europa League: il paragone con Mourinho divenne scontato, proprio come la successiva esperienza al Chelsea. Che non si è rivelata ricca di trofei come quella del maestro. Dopo nove mesi, infatti, ecco l'esonero, cosa che si ripeterà anche due anni più tardi, stavolta col Tottenham. Abbandonata la Premier, il portoghese nel 2015 ha vinto un campionato russo con lo Zenit, club che ha lasciato lo scorso maggio.

Villas-Boas.Copyright GettyImages
Villas-Boas seduto sulla panchina dello Zenit.

Laurent Blanc

Un mondiale e un Europeo da calciatore, 'zero tituli' internazionali da allenatore. È stata proprio questa mancanza ad aver costretto l'ambiziosa presidenza del PSG ad esonerarlo in estate (con una buonuscita di 22 milioni), nonostante gli undici trofei nazionali messi in bacheca nelle tre stagioni sotto la Tour Eiffel. La Champions, però, è svanita anche per colpa sua, come dicono i parigini, che ancora faticano a comprendere l'esperimento della difesa a tre – mal digerito dalla squadra – nel ritorno dei quarti di finale contro il Manchester City.

Blanc.Copyright GettyImages
Blanc durante la finale di coppa nazionale tra PSG e Marsiglia.

Marcelo Bielsa

Precursore dell'incredibile crescita della nazionale cilena, è presente in questo elenco perché in estate si è reso protagonista di un clamoroso dietrofront ai danni della Lazio, a contratto già firmato. Ideatore del modulo 3-3-3-1 a cui si è ispirato Guardiola nell'ultima stagione al Barcellona e nel triennio al Bayern, è soprannominato 'El Loco' per le sue decisioni improvvise, come quella descritta in precedenza, che lo hanno contraddistinto in vari episodi della sua carriera (per dei contrasti con le rispettive federazioni, si dimise prima da ct dell'Argentina e poi da ct del Cile).

Bielsa.Copyright GettyImages
El Loco Bielsa con la maglia del Marsiglia.

Rudi Garcia

Non allena attivamente dallo scorso gennaio, quando fu esonerato dalla dirigenza della Roma che, dopo un inizio di campionato decisamente discontinuo, gli preferì Spalletti. L'esperienza coi giallorossi, con i quali ha ancora un contratto fino al 2018, lo ha fatto conoscere al grande pubblico, visto che, prima di approdare a Roma, era famoso solo per una Ligue 1 vinta col Lille (prima del dominio del PSG) e per un video pubblicato su YouTube nel quale, suonando una chitarra, cantava “El Porompompero”.

Garcia.Copyright GettyImages
Rudi Garcia, ex allenatore della Roma.

Roy Hodgson

Reduce dal brutto Europeo alla guida della nazionale inglese, il girovago Hodgson potrebbe accettare una meta esotica oppure provare a ottenere il riscatto in un campionato competitivo. In Italia c'è già stato, due volte sulla panchina dell'Inter (dal '95 al '97 e per un mese nel '99) e una su quella dell'Udinese (nella prima parte della stagione 2001-02), ma senza lasciare un ricordo entusiasmante.

Hodgson.Copyright GettyImages
Roy Hodgson nella conferenza stampa d'addio alla nazionale inglese.

Zdenek Zeman

Si scrive Zeman, si legge 4-3-3. Il boemo, fin dagli anni Ottanta, ha costantemente utilizzato questo schema che, unito alla sua idea iper offensiva, gli ha regalato sia momenti di grande calcio sia pesanti sconfitte. Prendere o lasciare, 'il Maestro', come veniva chiamato a Roma, dà più importanza al modo di giocare che ai risultati. Pecca importante per un progetto vincente, pensiero stuzzicante per una squadra di metà classifica.

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Zdenek Zeman alla guida del Cagliari.

Marc Wilmots

Con i club non gli è andata bene, fallendo sia con lo Schalke che con il Sint-Truiden. Il biennio con la nazionale belga, però, è stato da applausi, con il raggiungimento dei quarti di finale al Mondiale e all'Europeo, competizioni alle quali i diavoli rossi non prendevano parte rispettivamente dal 2002 e dal 2000. Ancora alla ricerca del suo primo trofeo da allenatore, con la notorietà acquisita a livello internazionale potrebbe entrare nella lista di diversi top club.

Wilmots.Copyright GettyImages
Marc Wimots durante Galles-Belgio.

Marcelino Garcia Toral

Tre stagioni e mezzo perfette col Villarreal, che lui stesso ha riportato nel grande calcio dalla Segunda Divison. Conquistati per la prima volta in carriera i preliminari di Champions, alla vigilia della doppia sfida con il Monaco, una rissa con il suo calciatore Musacchio ha messo fine all'avventura. Il futuro gli riserverà una nuova esperienza in Liga oppure la prima al di fuori dei confini spagnoli?

Marcelino.Copyright GettyImages
Marcelino dopo Liverpool-Villarreal.

Dunga

Da calciatore ha giocato in Italia con le maglie di Pisa, Fiorentina e Pescara. Poteva tornare nel nostro paese da allenatore dell'Inter, possibilità che lui stesso scartò nel 2011. Cinque anni dopo il no ai nerazzurri, Dunga si trova attualmente senza panchina, esonerato in estate dalla federazione brasiliana, a causa della pessima figura rimediata in Copa América (eliminazione ai gironi).

Dunga.Copyright GettyImages
Dunga in conferenza stampa.

Guus Hiddink

Artefice delle favole della Corea del Sud nel 2002 e dell'Australia nel 2006, alla guida della nazionale olandese ha clamorosamente mancato l'accesso agli ultimi Europei. Uno strano scherzo del destino, visto che proprio con l'Olanda, dopo il quarto posto al Mondiale del 1998, divenne uno dei tecnici più reclamizzati di quell'estate. Reduce da sei mesi deludenti al Chelsea, lontani per gioco e risultati alla prima esperienza londinese (nel 2009), è in attesa di una chiamata per il riscatto.

Hiddink.Copyright GettyImages
Guus Hiddink assieme a John Terry.

Bernd Schuster

Fermo dal 2014, è uno dei pochi ad aver vinto la Liga con il Real Madrid sia da calciatore che da allenatore. Stupenda la cavalcata del 2007-08 con i 'blancos', in testa praticamente dalla prima all'ultima giornata. La nascita del Barcellona di Guardiola è però coincisa con la fine dell'egemonia madrilena, con Schuster che venne allontanato dopo soli sei mesi dalla vittoria del campionato. Dopo il Real, Besiktas e Malaga: esperienze entrambe concluse con le dimissioni.

Schuster.Copyright GettyImages
Schuster nell'ultima esperienza al Malaga.

Steve McClaren

In Inghilterra è ancora ricordato come l'uomo che fallì la qualificazione ad Euro 2008, un risultato così deludente che gli causò il soprannome di 'scemo con l'ombrello' (pioveva durante Inghilterra-Croazia 2-3). Il biennio al Twente, datato 2008-2010, rappresenta l'ultima esperienza positiva del tecnico, che da lì ha fallito in tutte le squadre allenate successivamente. Wolfsburg, Nottingham, Twente-bis, Derby County e Newcastle: cinque esoneri in cinque avventure. E adesso?

McClaren.Copyright GettyImages
McClaren alla guida del Newcastle.

Alejandro Sabella

Vice allenatore del Parma dal novembre al dicembre del 2001 (durante la gestione Passarella), al Mondiale del 2014 ha guidato l'Argentina ottenendo la medaglia d'argento dopo la sconfitta in finale. Finora vanta una sola esperienza in un club, seppur positiva: nel biennio all'Estudiantes, portò i 'Pincharratas' a conquistare la Copa Libertadores e il Torneo Apertura.

Sabella.Copyright GettyImages
Sabella e Messi dopo la finale persa contro la Germania.

André Breitenreiter

Nel 2014 è riuscito a compiere un autentico miracolo portando il Paderborn in Bundesliga per la prima volta nella sua storia. Nella stagione successiva non è arrivata la salvezza, tuttavia il tecnico è riuscito a guadagnare un contratto con lo Schalke. Con i Minatori ha ottenuto un quinto posto, rescindendo a fine campionato il biennale che aveva firmato l'anno prima.

Breitenreiter.
André Breitenreiter con la divisa dello Schalke.

Leonardo

Concludiamo con un allenatore tale soltanto per un anno e mezzo, visto che, al termine dell'esperienza con l'Inter, decise di tornare al vecchio ruolo di direttore sportivo. Tornare su una panchina non è nelle intenzioni del brasiliano, tuttavia lo sceicco Al-Khelaifi aveva pensato a lui al momento di sostituire Blanc. Un “no, grazie” che però potrebbe trasformarsi in un sì, magari davanti a un progetto interessante: dopo il discusso passaggio dal Milan all'Inter, non sarebbe la prima decisione scioccante dell'ex fantasista verdeoro.

Leonardo.Copyright GettyImages
Leonardo con la coppa Italia vinta nel 2011.

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