Metti una sera a cena: Cruijff e Valdano che raccontano Leo Messi

La TV spagnola ha trasmesso dei filmati inediti di una cena tra il compianto genio olandese e l'ex dirigente del Real Madrid, girati per il docu-film su Leo Messi.

Johan Cruijff e Jorge Valdano

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Da una parte del tavolo Johan Cruijff, forse la personalità calcistica più influente dei tempi moderni, che parla. Dall'altra Jorge Valdano, campione del mondo, grande dirigente, nonché uomo di ottime letture e penna raffinata, che domanda e ascolta. A immortalare il tutto, cena e dibattito, Alex de la Iglesia, il talentuoso regista spagnolo autore di pellicole stravaganti ma apprezzatissime come "Il giorno della bestia" e "Crimen perfecto".

Crujff
Johan Crujff, morto a 68 anni il 24 marzo 2016

L'occasione l'aveva procurata il docu-film sulla vita di Leo Messi, diretto dallo stesso de la Iglesia e uscito nelle sale nel 2014: utilizzando il materiale rimasto inedito, Mediapro e TV3 hanno prodotto un programma "Gracies, Johan", dedicato alla memoria del padre della patria blaugrana, scomparso lo scorso 24 marzo. Ecco alcuni degli estratti più interessanti della conversazione tra i due giganti:

L'importanza di chiamarsi Cruijff

Non ho mai sentito il peso del mio nome, né il peso di dover rappresentare il mio paese, niente di tutto ciò. Mi piaceva ed è ciò che dicevo ai giocatori. Non puoi sapere se stai giocando bene o male, ma puoi sapere se ti stai divertendo. Gioca sempre al 100%. Il giorno della finale di Wembley (contro la Sampdoria nel 1992, ndr) dissi alla squadra di divertirsi, perché se non si fossero divertiti quella partita sarebbe già stata persa. Non puoi mai dubitare di essere il migliore, devi esserlo e basta. Devi scendere in campo per dominare.

Il famoso rigore in due tempi

Quando calciai quel rigore in due tempi con Olson, l'arbitro venne da me a chiedermi se era regolare. Queste sono le cose belle che ti succedono in campo. Lo sai, un giorno senza sorriso è un giorno perso (celebre citazione da Charlie Chaplin, ndr). Trovo spaventosa l'idea che si possa fare sport senza ridere.

Messi e il talento

Messi l'ho conosciuto da ragazzino, aveva 15 anni. Ero in contatto con Rijkaard e lui mi parlò di questo ragazzo, piccolino ma che sapeva usare bene il corpo. E se uno piccolo sa usare bene il suo corpo, quello grande non può difendersi. Se poi ha anche forza e sa usarla, è molto difficile da marcare. Oltre al suo talento, Messi sa usare bene il suo corpo. Non si poteva immaginare che avrebbe segnato un'epoca, ma le sue qualità enormi erano evidenti sin dal principio.

Messi e l'autorità

Messi è obbligato a comandare, non fosse altro che per difendere se stesso. Deve avere autorità, non come ragazzo ma come uomo. Per esempio, non parla inglese. Non va bene, deve sapere come comunicare. Questa è una colpa del club.

Messi, Maradona e Cristiano Ronaldo

Meglio Messi o Maradona? Sono chiacchiere da bar, parliamo di epoche differenti, la velocità, la struttura fisica, la coesistenza. Entrambi sono mancini, uno è più rapido, l'altro vede le cose in un modo completamente diverso da tutti. Gli avversari sono diversi, i difensori inglesi di 30 anni fa non sono paragonabili con quelli di oggi (il riferimento, ovviamente, è al gol che siglò di Maradona contro l'Inghilterra a Messico '86, ndr). Non si possono paragonare, è assurdo. E anche Messi e Cristiano Ronaldo non possono essere confrontati. Non ce n'è uno meglio dell'altro, sono diversi, oggi può vincere uno e domani l'altro. Hanno stili e qualità opposte, questo sì, opposte in tutti i sensi.

Leo Messi e Diego MaradonaGetty
Messi e Maradona ai Mondiali del 2010

Il segreto di Xavi, Iniesta e Messi

Il loro grande vantaggio è che sono tutti bassi uguali e possono guardarsi dritti negli occhi quando giocano. Non è uno scherzo, questi dettagli fanno la differenza.

Il gol sopra ogni cosa

Ricordo che quando allenavo l'Ajax avevamo delle ottime squadre giovanili. Facevano tutto bene, poi arrivavano sulla linea di porta e la mandavano fuori. Il giorno dopo lo passavano a correre e a provare gli schemi, e non giocavano. Il gol lo devi segnare sempre, è la parte più difficile del calcio.

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