Hӧwedes, l'uomo Schalke. Oggi lo raccontiamo noi, poi toccherà a lui

Ritratto del capitano dello Schalke prima della pubblicazione della sua intervista esclusiva: dal gol all'Inter in Champions al Mondiale vinto. Ecco chi è Benedikt.

Hӧwedes suona la carica dopo l'inizio di stagione particolarmente complicato dello Schalke

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Si entra da piccoli, si esce da grandi. All’ingresso del centro sportivo dello Schalke campeggia uno slogan che potrebbe sembrare banale, se non fosse che è la pura e semplice verità. Il settore giovanile dello Schalke è il migliore del mondo. Manuel Neuer, Julian Draxler, Leroy Sané, Mesut Özil, Joel Matip, solo per fare qualche nome. Gente cresciuta nella Knappenschmiede, il vivaio del club di Gelsenkirchen.

Fra loro c’è anche Benedikt Höwedes, campione del mondo nel 2014 con la Germania. Capitano dello Schalke, Benedikt è entrato nel settore giovanile a soli 12 anni. Nel 2005, a 17 anni, divenne capitano della seconda squadra del club. Fin da giovanissimo è stato un punto fermo dello Schalke. Nasce difensore centrale, ma sa giocare anche come terzino destro o come mediano. Nel mondiale del 2014 ha giocato da terzino sinistro, adattandosi alle necessità della squadra. D’altronde Benedikt è così: lui per i compagni si sacrifica sempre.

Le gioie

Il più grande traguardo della sua carriera è ovviamente il Mondiale vinto nel 2014. Ma ha una grande importanza anche la stima dei compagni. Thomas Müller una volta lo ha descritto così:

In Nazionale è strepitoso, perché venendo schierato terzino accetta di sempre di giocare fuori ruolo. In fase offensiva non sarà Marcelo, ma nell’uno contro uno non c’è nessuno più bravo di lui.

Ma anche la Coppa di Germania vinta nel 2011 (col suo gol in finale) e la Supercoppa vinta contro il Dortmund l’estate successiva sono momenti importanti della sua carriera. Così come il gol segnato nei quarti di finale di Champions League nel 2011 contro l’Inter campione in carica. Benedikt è un leader. Uno di quelli che parla solo quando ce n’è bisogno. Con lo Schalke a 0 punti dopo 5 partite ha provato a dare la scossa chiedendo maggiore impegno ai compagni. Ha spiegato il momento no della squadra anche in un’intervista in esclusiva che leggerete nei prossimi giorni su Fox Sports. Ma non sorprenda il suo carattere forte: allo Schalke è così, si entra da piccoli, si esce da grandi. In tutti i sensi.

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