Le clausole più assurde inserite nei contratti dei calciatori

Dalla museruola per Suarez al premio se passi la palla a Pirlo: ecco le clausole più strane del mondo del calcio. E se hai paura dell'aereo, fai valere le tua fobie.

Calciatori e clausole

1k condivisioni 0 commenti

di

Share

Diventano ogni anno il tormentone dell'estate. Canzonette e hit da ballare in riva al mare? Macché, roba superata. Semplicemente, stiamo parlando delle fantomatiche 'clausole' inserite nei contratti dei calciatori. Da CR7 a Neymar, passando per Higuain e Bale. Sulla testa di questi fenomeni, ma non solo, pendono delle taglie abnormi in euro e sterline: le clausole rescissorie. Vivi o morti? Non proprio, ma se paghi, il campione è tuo. 

cialcioefinanza.it

Wanted

Intermediari e procuratori, per tutta estate, si riversano nel caotico Far West del calciomercato alla ricerca degli 'wanted' del pallone. A questi cacciatori di taglie 2.0 i presidenti delle società si affidano per la cattura dei top player. E se nel frattempo un tal Mino Raiola se la ride, spesso gli agenti si trovano di fronte a delle vere e proprie 'mission impossible'. Già, colpa di quelle clausole assurde. Mentre in Italia si litiga sui bonus legati a presenze e gol, negli altri angoli del globo sono leggermente più avanti. Una perversione del sistema, se la si guarda da questo punto di vista. Ed ecco in rassegna le clausole più strane stipulate nei contratti dei calciatori. 

Thiago Silva, zitto o paghi

Vivi e giochi a Parigi? Guadagni 1,9 milioni al mese? Bene, allora lavora a testa bassa e, soprattutto, non parlare. Anzi, facciamo così: addirittura, se non critichi l'allenatore guadagni un bonus. Al contrario, se fai la voce grossa, ti tratteniamo dal contratto 500 mila euro. In sostanza, è questa la clausola inserita dal Paris Sant Germain nel contratto di Thiago Silva. O meglio, fu Laurent Blanc, ex allenatore dei francesi, a volersi cautelare stipulando questo clamoroso cavillo. Ma vediamo i vincoli ai quali il 'mite' brasiliano si deve attenere:

1 - Non fare commenti di cattivo gusto in pubblico su club, staff e tifosi

2 - Non criticare i torti arbitrali

3 - Non esprimere opinioni religiose che potrebbero danneggiare l'immagine del club

4 - Essere cortese e amichevole con i tifosi

5 - Avere un buon comportamento, sia in campo che fuori

6 - Non partecipare a scommesse sportive

7 - Onorare le convocazioni della squadra brasiliana 

Il monolite del PSG, guarda caso, non ha mai sgarrato. In cambio, il club transalpino gli concede il diritto a 8 viaggi all'anno in Brasile per lui e per la famiglia. Postilla: paga lo sceicco.

Vuoi prendere CR7? Rassegnati

Forte, bello e... impossibile. Nel verso senso della parola. Torniamo indietro, macchina del tempo: stagione 2003. CR7 rinnova sino al 2018, con tanto di 21 milioni di euro a stagione: il portoghese supera Messi e Neymar, è il giocatore più pagato della Liga. Un attimo, guardate la clausola: 1 miliardo di euro. Tutti da pagare, centesimo dopo centesimo, se si vuole strappare il fenomeno dalla corte del Real Madrid. Coraggio, l'asta è partita: fatevi avanti.

Neymar, bella vita

Una montagna di soldi, un mare di clausole. Neymar, intanto, resterà a Barcellona: il brasiliano ha rinnovato il contratto con i blaugrana fino al 30 giugno 2021. Ecco la pila di clausole: chi vorrà mettere le mani sulla stella sudamericana dovrà sborsare 200 milioni di euro il primo anno, 222 il secondo , fino ad arrivare a 250 milioni durante gli ultimi tre anni di contratto. Cifre modiche, dunque. E poi? Si sa, spesso i brasiliani, per natura, sono birichini, sono inclini a qualche bizza caratteriale. A scopo precauzionale, ecco cosa ha deciso il Barcellona: se il brasiliano non contesta le scelte tattiche dell'allenatore avrà diritto a 2,5 milioni di euro. Già, il gioco del silenzio non è mai stato così bello.

La vita è bella, ma la bella vita di più. Parola di Neymar, il quale, ogni due mesi, ha il via libera del club ad invitare i suoi amici brasiliani in Spagna. Dettaglio: ogni loro sfizio verrà pagato dal Barcellona. 

Passate la palla, a Pirlo

Se non hai la testa, le gambe da sole non bastano. Oltre a queste fondamentali componenti, Andrea Pirlo ne ha un'altra: una visione di gioco da super eroe. Il bresciano prestato all'America con un solo colpo mette la palla dove vuole. Per questo, per il bene dei New York City FC, ai suoi compagni conviene passargli sempre il pallone. Intanto, se in Italia si stipulano clausole al raggiungimento di un tot numero di gol e assist, in MLS si sono portati avanti: viene dato un premio anche al giocatore che consegna la palla a chi farà poi l'assist decisivo. A New York faranno tutti gara per passarla a Pirlo...

Chamberlain, pagare per giocare

La 'clausola del tempo', ecco l'arzigogolato cavillo imposto dal Southampton all'Arsenal, nell'ambito del trasferimento di Ox-Chamberlain dai Saints ai Gunners. L'ala inglese nel 2011, allora diciottenne, venne acquistato dal club di Wenger per 18 milioni di euro. Dalle parti di Londra non vedevano l'ora di ammirare le galoppate sulla fascia del loro nuovo esterno, ma il fermento fu frenato da quella clausola: i Gunners, infatti, dovevano pagare 12.500 euro ogni volta che Ox-Chamberlain giocava 20 minuti o più durante una partita. Ma l'esperto e astuto Wenger trovò il modo per aggirare questo codicillo: l'allenatore, spesse volte, gli concedeva il campo solo dal 72' del secondo tempo. Peccato che i minuti di recupero quasi sempre facevano sforare il limite imposto. Già, pagare per giocare.

L'importanza di chiamarsi Hazard

Buon viaggio, augurarono i giocatori del Lille a Eden Hazard quando il belga nel 2012 lasciò la Francia per approdare alla corte del Chelsea. I più diranno: scontato, non esistono più le bandiere di una volta. Vero, ma solo in parte. Perché oltre a sborsare 40 milioni di euro per acquistare il calciatore, Roman Abramovich, patron del Chelsea, fu costretto da Hazard a pagare 10.000 euro per ogni calciatore del club francese come indennizzo per aver privato il Lille del suo talento migliore.

Udo Lattek, lesa maestà

Ci sbilanciamo: quest'anno il Borussia Dortmund in Bundesliga arriverà più avanti dello Schalke 04. Poco ma sicuro. Diverso il discorso se si risale alla stagione 1993-94, quando i giallo-neri avevano promesso un milione e mezzo di marchi a Udo Lattek se fosse arrivato davanti ai rivali dello Schalke 04. Ma quando l'obbiettivo sembrava ormai raggiunto, il povero Udo venne esonerato. Chissà, quale sarà stato il motivo di tale scelta?

La clausola immobiliare

aliexpress.com

A Giuseppe Reina, ex giocatore del Borussia Dortmund e Bielefeld, piaceva giocare in casa. Non fraintendete, il tedesco non era riluttante ai match in trasferta, ma preferiva le mura amiche. Così, il Bielefeld, da contratto, aveva promesso una casa a Reina al termine di ogni stagione, senza però specificare di che tipo di abitazione si trattasse. Villa, grattacelo, palazzina, poco importava: il tedesco dal nome italiano semplicemente desiderava una casa. E alla fine della prima stagione gliene diedero una alta 20 centimetri. Simpatici, questi tedeschi.

Zlatan, quasi Re

Storia nota: dopo aver detto addio al Paris Saint-Germain, Zlatan Ibrahimovic passa al Manchester United. Prima del passaggio ai Red Evils, tra le pretendenti c'è anche il Rot-Weiss Oberhausen, club di quarta divisione tedesca che aveva formalizzato un’offerta ufficiale all’entourage dello svedese. No, non è uno scherzo, ecco la clausola del contratto offerta dal direttore Frank Kontny: se Ibrahimovic avesse accettato la proposta, sarebbe stato eletto re di Oberhausen e lo stadio avrebbe preso il suo nome.  L'impianto, inoltre, sarebbe stato ristrutturato usando esclusivamente materiale della multinazionale svedese Ikea. Perché la tradizione viene prima di tutto.

Eto'o, l'uomo jet

L'africano di volare proprio non aveva paura. Sia in campo che con l'aereo. Anzi, con il jet. Trasferitosi nel 2011 all'Anzhi, in Russia, per 21 milioni di euro + bonus a stagione, l'attaccante camerunese non esitò ad avanzare delle richieste assai esose. Ecco l'inedita clausola: Samuel ottenne un jet privato per andarsi ad allenare, in quanto preferiva vivere a Mosca anziché a Makhachkala, sede del quartier generale della squadra. Già, colpa delle enormi distanze della Russia...

Ronaldinho, 'notte da leoni'

futbolasapiens.com

Togliere la pizza agli Italiani, il sushi ai giapponesi e la baguette ai francesi è come impedire ad un brasiliano di divertirsi. Impossibile. Di ciò ne è ben consapevole il Flamengo che, pur di accalappiarsi quel genio di Ronaldinho, in partenza dal Milan, ha introdotto una clausola nel contratto quadriennale riconoscendo al giocatore la libertà di godere delle sue notti brave per due sere alla settimana senza nessun tipo di ripercussione.

Bergkamp ha perso l'aereo

discorsivo.it

Riconoscere i propri limiti è un grande segno di intelligenza e maturità e il giocatore olandese Dennis Bergkamp, conosciuto da tutti come l'olandese non volante, ne è la prova. Si, perché Bergkamp soffre di una vera e propria aviofobia causata da una serie di episodi: il decollo improvviso dell'aereo su cui viaggiava da bambino, la morte in aereoplano di un suo ex compagno di squadra e lo scherzo di un allarme bomba avvenuto durante i mondiali del 94. Scherzo per alcuni, vero e proprio trauma per altri. Fu così infatti che Bergkamp decise di non volare più, mettendolo per iscritto in ogni contratto e seguendo la sua squadra con mezzi meno comodi e veloci, ma per lui più sicuri.

Schwarz, 'odissea nello spazio'

Provate a chiedere ad un bambino cosa vuole fare da grande. Tra le risposte più frequenti troverete sicuramente professioni come il calciatore e l'astronauta. Ma cosa succede quando le due passioni si accavallano? Interviene subito una clausola che lo impedisce. Lo sa bene il piccolo Stefan Schwarz, ex calciatore della Fiorentina, che, trasferitosi dal Valencia al Sunderland, ha dovuto firmare una clausola che gli impediva di viaggiare nello spazio interrompendo così il suo sogno e il suo viaggio, già programmato nel 2002.

Suarez, clausola e museruola

"Evitare comportamenti purtroppo usuali e sconcertanti. Niente più morsi." Legge dell'ENPA? No, clausola del Barcellona. Sembrerebbe assurdo e invece è così, sul contratto firmato da Luis Suarez compare anche questa postilla: niente più morsi, pena: la squalifica immediata dalla squadra e dal campionato. E di questo fatto noi italiani non possiamo che sentirci presi in causa: fu proprio nella partita con l'Italia durante i mondiali in Uruguay che il pistolero, preso da un raptus di follia, ha "squartato" il braccio del nostro Chiellini guadagnandosi così un posto nella memoria di tutti i tifosi.

Share

Commenta

Ti potrebbe interessare anche:

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.