Sam Allardyce, che scandalo! A rischio la panchina dell'Inghilterra

Bufera in Inghilterra sul c.t. della nazionale, incastrato da alcuni giornalisti in incognito mentre spiega, dietro la promessa di pagamento di 400mila sterline, come aggirare le norme federali sulla third party ownership.

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Nel migliore dei casi, una colossale, atroce figuraccia. Nel peggiore, una pietra tombale sulla sua (breve) carriera da commissario tecnico, con inquietanti risvolti legali all'orizzonte. Rischia di costare caro a Sam Allardyce lo scherzetto tiratogli da alcuni giornalisti del Telegraph, che si sono finti rappresentanti di alcuni businessman di Singapore e Hong Kong e hanno convinto il c.t. della nazionale inglese a rivelargli, dietro il pagamento di 400mila sterline, alcuni trucchi per aggirare le norme federali in merito alla cosiddetta third party ownership, che in Inghilterra è vietata dal 2008. Il tutto sotto l'occhio implacabile di una telecamera nascosta; un'imboscata in piena regola, insomma.

Il video, pubblicato sul sito del Telegraph, ha sollevato un polverone degno della Tornado Alley. Non è facile digerire la visione del commissario tecnico della nazionale, nonché capitano di lungo corso del calcio di Sua Maestà, mercanteggiare con degli oscuri figuri come un furbetto del quartierino e vendere informazioni di cui nemmeno lui avrebbe dovuto essere in possesso. Nel corso delle due riunioni immortalate nel filmato, Allardyce illustra ai suoi ospiti il modo per bypassare allegramente la normativa della FA riguardo al divieto di trattare giocatori i cui cartellini sono parzialmente di proprietà di una terza parte (third party ownership), generalmente dei fondi di investimento. Allardyce ha fatto l'esempio di Enner Valencia, giocatore da lui acquistato ai tempi del West Ham:

Non è affatto un problema. Il cartellino di Valencia era in parte proprietà di terzi quando l'abbiamo comprato dal campionato messicano

Enner ValenciaGetty
Enner Valencia, acquistato dal West Ham di Sam Allardyce nel 2014

Com'è noto, non è solo la FA ad aver dichiarato guerra ai fondi d'investimento, ma anche la FIFA, a partire dal 2015. E questo rende la posizione di Allardyce ancora più complicata. Come se non bastasse, durante le amene chiacchierate coi giornalisti del Telegraph travestiti, Big Sam si è lasciato scappare qualche commento poco lusinghiero a proposito del suo predecessore Roy Hodgson, preso in giro per un difetto di pronuncia, e sul vice Gary Neville

E ora, che succede? Questa mattina, la FA terrà una riunione di emergenza alla presenza dell'amministratore delegato Martin Glenn e del presidente Greg Clarke, che così ha commentato al Daily Mail:

Voglio conoscere i fatti, ascoltare i testimoni e farmi un'idea su cosa fare. Il senso di giustizia ci impone di andare a fondo alla questione prima di prendere qualunque decisione. Giudicare prima di conoscere tutta la storia non è utile, in faccende come questa bisogna contare fino a dieci prima di agire

Ma tira una brutta aria, tanto che, secondo il Sun, lo stesso Allardyce avrebbe confessato ai suoi amici più stretti di essere certo del licenziamento. E anche altrove la sensazione è che lo scandalo sia troppo vasto per poter essere bypassato come una banale regola federale. 

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