Ecco chi è Brad Binder: il nuovo campione del mondo della Moto3

Dalle corse sui kart alla vittoria del titolo, dall'amicizia con Salom all'idolo Haga. Ecco un ritratto del pilota sudafricano, che il prossimo anno correrà in Moto2.

Moto3, il campione del mondo: Brad Binder

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Bastava un secondo posto per diventare campione del mondo. E secondo posto è stato. Doppio sorpasso nelle ultime due curve: prima Di Giannantonio, poi Bastianini. Brad Binder può festeggiare il titolo con quattro gare di anticipo. Vero e proprio dominatore della Moto3, che quest'anno ha visto risorgere la scuola italiana. Ma il più forte è stato lui, il ragazzo sudafricano che ha tenuto la testa del Mondiale dal secondo gran premio fino ad Aragon, atto conclusivo della sua splendida cavalcata. Il gradino del podio non è quello più alto, ma chi se ne importa. Via il 4 dal cupolino, rimane solo l'1. 

Brad Binder ha vinto il Mondiale di Moto3 grazie al secondo posto di Aragon

Chi è Brad Binder?

Se la simpatia abbinata alla dolcezza avessero un nome, quello sarebbe Brad Binder. C'è anche qualcuno che nel paddock si diverte a prenderlo in giro: capelli biondi, occhi azzurri, lineamenti aggraziati. "Ehi, ma non assomiglia a quell'altro Brad, l'attore famoso?" Non esageriamo. Anche se il rischio che il ragazzino di 21 anni si monti la testa davvero non c'è. Sempre umile, guidato dai preziosi insegnamenti di mamma e papà. Obbediente e disciplinato, il figlio che qualunque genitore vorrebbe. Se non fosse per quel vizio di correre con la moto. Più forte di tutti.

Ma non è colpa sua, nato a Potchefstroom a cavallo tra la notte di San Lorenzo e l'11 agosto 1995. Una stella cadente? Macché. Lui non cade mai, eccezion fatta per il diluvio di Brno, anche lì al comando della gara. Vuole stare sempre davanti, proprio come quel pilota preso a modello quando era ancora piccolo e i gp li guardava solo il tv. Il numero sul cupolino è un grosso indizio: il 41 nella mente degli appassionati di moto viene subito associato a Noriyuki Haga, l'idolo di Brad ai tempi della Superbike. 

La carriera

Mica solo moto. Brad ha approcciato con il mondo delle corse grazie ai campionati australiani di kart, quando aveva solo 8 anni. Poi le ruote da quattro sono diventate due: prima le 50cc, poi il salto sulle 125cc. Dal 2009 al 2011 partecipa alla Red Bull Rookies Cup: il ragazzino cresce e si mette in mostra. Tanto da meritarsi una chance nel Motomondiale. L'occasione arriva a Indianapolis, Binder è chiamato a sostituire l'infortunato Luis Salom nel team RW Racing GP. Ed è proprio al pilota scomparso e compagno di squadra ai tempi della Kalex-KTM che il sudafricano ha dedicato la vittoria del titolo.

Brad Binder ha dedicato la vittoria del titolo al suo ex compagno di squadra Luis Salom

Chi l'avrebbe mai detto che un ragazzino cresciuto sui kart potesse laurearsi campione del mondo di moto? A dir la verità, in tanti avevano scommesso sul talento di Potchefstroom. Al primo anno in Moto3 Binder arriva ventunesimo in classifica generale collezionando 24 punti ma chiudendo la stagione con un bel quarto posto a Valencia. Risultato replicato anche nel 2013 a Jerez, stavolta in sella alla Mahindra del team Ambrogio Racing. Al termine del campionato arriva tredicesimo. Ma l’anno seguente è quello dei podi: con la stessa scuderia centra due grandi risultati al Sachsenring e a Motegi chiudendo il GP di Germania al secondo posto e quello del Giappone al terzo. I piazzamenti nelle posizioni che contano gli consentono di terminare la stagione all’undicesimo posto iridato.

La svolta arriva nel 2015: Aki Ajo decide di puntare sul ragazzo sudafricano, a sua disposizione c'è la Red Bull KTM. Binder ripaga la fiducia del team continuando a migliorare e con la nuova scuderia sale quattro volte sul podio (Malesia, Spagna, Repubblica Ceca e Australia). Chiude la stagione al sesto posto assoluto con 159 lunghezze iridate.

Campione del mondo

È il momento di fare sul serio, nel 2016 si punta a vincere il Mondiale. Binder mette le cose in chiaro fin da subito: tre podi nelle prime tre gare. Poi tre successi di fila. È già fuga. Solo Jorge Navarro cerca di tenere il passo del sudafricano, che rallenta tra Assen e Sachsenring. Solo un po' di ossigeno, in Austria torna a fare sul serio: secondo posto e ottavo podio in 10 manche. La scivolata di Brno passa in secondo piano grazie alla doppia vittoria di Silverstone e Misano. Ad Aragon gli basta il secondo posto per diventare campione. Il podio del MotorLand recita: Navarro, Binder, Bastianini. L'impresa è completa.

Brad Binder corre nel team Ajo Red Bull KTM dal 2015

Grande festa nel team Ajo, è la terza volta che la Red Bull raggiunge una vittoria mondiale. Era già accaduto nel 2012 con Sandro Cortese e nel 2013 con Maverick ViñalesLa foto postata da Binder al termine del gp di Aragon con tutta la scuderia parla chiaro:

Abbiamo perso la battaglia, ma abbiamo vinto la guerra. Ancora non ci credo. Un grande ringraziamento al team per l'indimenticabile stagione. Grazie a tutti per i messaggi e il supporto, l'ho apprezzato molto.

Ha ottenuto 11 podi su 14 gare disputate in questa stagione

Un campionato dominato in lungo e in largo. Il pilota numero 41 ha vinto il titolo con quattro gare di anticiporecord che non è mai stato raggiunto da quando è stato introdotto il nuovo sistema di punteggio nel 1993. A 21 anni e 45 giorni, Binder è il più giovane pilota sudafricano a vincere un titolo iridato in MotoGP. L'ultimo a vincere un campionato del mondo era stato Jon Ekerold nel 1980 in classe 350cc. Un grande motivo di orgoglio per tutto il Sudafrica, come ammesso dal Ministro dello Sport, Fikile Mbalula:

È un risultato fuori dal mondo. Binder è cresciuto e dopo tanti anni è campione del mondo. Non possiamo che essere orgogliosi come nazione. Saluto e ringrazio lui, la sua famiglia e i suoi amici. È un grande risultato per il Sudafrica, la nostra bandiera sventola molto in alto.

Il salto in Moto2

Così come accade per la maggior parte dei piloti che vincono il titolo nella classe leggera, anche Binder ha già una moto che lo aspetta il prossimo anno. Una Moto2, ovviamente. Il team è lo stesso, capitanato dall'intramontabile Aki Ajo. L'accordo era stato ufficializzato i primi di settembre.

Brad correrà al fianco di Miguel Oliveira, suo prossimo compagno di squadra. I due saliranno in sella alle nuove KTM 600cc che scenderanno in pista per la prima volta il 16 novembre di quest’anno: 

Sono molto grato per questa nuova opportunità che la mia scuderia mi ha dato in Moto2 - dice Binder - Voglio ringraziare Aki Ajo e tutti gli artefici di questo progetto. Dopo un anno di soddisfazione con questa squadra non c’è niente di più bello che affrontare questa sfida. So che sarà molto difficile ma sono molto motivato.

Ma c'è chi porterà avanti la tradizione. Darryn, tre anni più piccolo, è pronto a seguire le orme del fratello. Perché se ti chiami Binder sei nato per correre. E vincere.

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