Ibrahimovic a Raiola: "O porti Pogba allo United o ti spezzo le gambe"

A poche ore dal primo gol di Pogba con la maglia dei Red Devils, Raiola racconta la minaccia di ibrahimovic

Manchester United, Ibra e Pogba

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Una minaccia di mercato, mettiamola così. Perché se Pogba è stato la clorofilla del Manchester United nella super sfida contro il Leicester, è anche per merito di sua maestà Ibrahimovic. Per credere, bisogna fare alcuni passi indietro. Estate 2016, calciomercato. 30 giugno, una data storica: Zlatan firma con i Red Evils. Tutto ok? No, lo svedese non è contento. Manca qualcosa. Problemi di contratto, il salario non è adeguato? Fuori strada. Semplicemente, Ibra impugna lo smartphone e chiama il suo agente, Mino Raiola. E via con la minaccia:

Mino, se non porti Pogba allo United e ti azzardi a trasferirlo ad un altro club io ti spezzo le gambe

Così è stato. E tranquilli, il sig. Raiola in piedi si regge ancora molto bene. Intanto, il 9 agosto Paul firma con la storia: per un importo di 105 milioni, pagabili in due anni, Pogba passa al Manchester United. Trasferimento record. Il francese ottiene un mega ingaggio: 15 milioni a stagione e contratto per 5 anni, più opzione di uno. 'Merci Zlatan', disse il francese.

A rivelare questo retroscena è stato proprio il ricchissimo Mino Raiola, che ha rilasciato le seguenti dichiarazioni al quotidiano olandese De Wolkstrant:

Zlatan, non appena firmò con lo United, mi chiamò e mi disse: "Se non porti anche Pogba ti spezzo le gambe".

Detto, fatto. E ieri, finalmente, è arrivato il primo gol di Mr. 105 milioni con la casacca dei Diavoli Rossi. Contro i campioni d'Inghilterra del Leicester, coloro che lo scorsa stagione avevano segnato la fine dell'avventura di Mourinho al Chelsea, è una partita senza storia. La banda del malcapitato Ranieri subisce una sanguinosa sconfitta: Zlatan e compagni calano un pirotecnico poker, le Foxes segnano il gol della bandiera ma, soprattutto, Pogba esulta e dispensa perle arrotate di magia. I rossi hanno l'animo incattivito, non ne possono più dei criticoni, e allora se la prendono con i campioni in carica. 

Paul Pogba, esultanza al gol contro il Leicester

Pogba sale in cattedra, è il protagonista assoluto in mezzo al campo. Magistrale, come lo scavetto che illumina il corridoio all'amichetto Ibra, che poi dilapida l'occasione. Ma poco importa, perché tra i due c'è del gran feeling.

Sempre ai taccuini del sopracitato quotidiano olandese, Raiola pone l'accento sulla collocazione tattica di Pogba, dando i seguenti suggerimenti a Mourinho:

Paul non ha ancora trovato la sua precisa collocazione tattica nello scacchiere di Mourinho. Lui ha i connotati della mezzala sinistra, lì è perfetto. Con il suo equilibrio, la sua potenza e resistenza, in quel ruolo sarebbe straripante. Ma alla fine decide José.

Ieri pomeriggio, però, l'allenatore portoghese ha sacrificato Rooney. L'inglese è partito dalla panchina e Paul ne ha subito tratto beneficio: l'ex juventino era più libero, dialogava con Ibra, era più bianconero. Senza l'attaccante britannico, Pogba giocava più vicino alla porta, nella zona rossa: s'inseriva negli ultimi metri, aveva la licenza di sfondare e si metteva in proprio. Nelle uscite precedenti, con Wayne, il francese sbraitava in gabbia, come se fosse intrappolato. Invece ieri come un magnete attirava a se pallone ed avversari. Come volevasi dimostrare, alla fine ha avuto ragione Ibra.

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