Mourinho segreto: “Wenger? Gli spacco la faccia”. E la Aniston...

A settembre 2016 è uscito in Inghilterra un libro su José scritto da un giornalista che lo conosce bene. Ricco di episodi: dall'incontro con l'attrice all'odio per Arsene.

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Riuscite a immaginare José Mourinho a bocca aperta, letteralmente senza parole? Almeno una volta è successo. Lo testimonia Robert Beasley, un giornalista inglese che lo conosce bene e che col portoghese, negli anni, è entrato in confidenza. Nel libro uscito a settembre 2016 in Inghilterra José Mourinho - Up close and personal, Beasley racconta un episodio di qualche estate fa, quando aveva seguito il Chelsea e Mourinho in una tourneé a Los Angeles:

Eravamo seduti con la squadra nella hall del Beverly Hills Hotel e José mi stava raccontando delle sue disastrose vacanze in Brasile, quando all'improvviso ha smesso di parlare. Mi sono girato e ho capito: alla reception c'era Jennifer Aniston. Era assolutamente stupenda, sprigionava un fascino pazzesco. Si voltò verso di noi, sorrise raggiante e se ne andò. José ci mise un po' a riprendersi.

Jennifer Aniston ai tempi della sua relazione con Brad Pitt

Le prime parole di Mourinho, come ricorda Beasley, non possono essere ripetute in fascia protetta, ma poi la buttò sul calcio:

"Accidenti! Jennifer Aniston-Angelina Jolie 1-0" e lo disse gonfiando le labbra, il marchio di fabbrica di Angelina. Con lui non ci si annoia mai, davvero.

Uno dei primi incroci fra Mourinho e Wenger

Nel libro, naturalmente, c'è anche tanto calcio, tanta Premier League e, ovviamente, tanto Wenger. L'avversione fra i due è arcinota e dura da dodici anni, da quando Mourinho approdò in Inghilterra per la prima volta. Ma la reciproca antipatia ha avuto una decisa impennata dal 2013, quando Mourinho tornò al Chelsea, dopo l'esperienza al Real Madrid. Nei primi mesi del 2014, il manager francese dell'Arsenal attaccò verbalmente Mourinho in un paio di occasioni, prima criticando la decisione di cedere Mata al Manchester United, rivale diretto dei Gunners in Premier, poi dicendo che il Chelsea non avrebbe vinto nulla perché era afflitto dalla paura di fallire.

Questo era troppo per uno stracompetitivo come Mourinho che, infatti, sbottò in sala stampa: "Se c'è uno specialista in fallimenti, quello è Wenger. Otto anni senza vincere niente, questo è fallimento! Se lo facessi io al Chelsea mi caccerebbero subito". E a me disse: "Il signor Wenger deve smetterla di occuparsi del Chelsea e di criticarci. Mi piacerebbe incontrarlo fuori dallo stadio per spaccargli la faccia". Naturalmente era un modo di dire, almeno credo.

Poche settimane dopo, comunque, Mou ebbe la sua vendetta sul campo, senza bisogno di passare alle mani: il Chelsea travolse l'Arsenal 6-0 e Wenger fuggì dalla conferenza stampa con la scusa che il bus della squadra stava partendo, fra i lazzi di José.

Ma Beasley fa finalmente chiarezza sul famoso episodio in cui il francese e il portoghese andarono davvero vicini a venire alle mani. Il 5 ottobre 2014 il Chelsea battè l'Arsenal 2-0, ma il match è ricordato quasi solo per gli spintoni fra Wenger e Mourinho:

Ho chiesto a José che cosa era realmente successo: "Wenger stava chiedendo un cartellino rosso per un mio giocatore e, assillando l'arbitro, è entrato nella mia zona tecnica. Gli ho detto di tornare dalla sua parte. Lui mi ha tirato uno spintone e io gli ho detto 'Sai bene che qui non posso reagire, ma ci incontreremo per strada un giorno o l'altro'".

Il celebre scontro fra Mourinho e Wenger

Il libro è ricco di numerosi altri aneddoti, gustosi e finora poco conosciuti. Per esempio, Beasley racconta di una volta che ha trovato Mourinho riverso a terra nella hall di un albergo americano:

Aveva avuto una crisi dovuta a un incrocio di farmaci contro mal di di schiena e mal di gola. E chi c'era a soccorrerlo? La dottoressa Eva Carneiro. Un'altra volta, a colazione, riferendosi a Wayne Rooney, un giocatore che lui ha sempre ammirato, chiese a mio figlio che aveva 12 anni "Hey, Josh, che dici, sarebbe un buon affare se prendessimo il cicciottello?".

Mourinho ha sempre avuto un debole per Rooney

Ma sicuramente, nel volume, la vicenda dell'inimicizia con Wenger fa la parte del leone, anche perché i due - come ricorda l'autore - sono uno l'opposto dell'altro:

Vent'anni in un club è un risultato incredibile, qualcosa che Mourinho desidererebbe ardentemente, ma non è mai riuscito a raggiungere. Nello stesso tempo, a tutta la sua stabilità e la sua sicurezza, Wenger non ha mai abbinato una serie di successi nemmeno paragonabili a quelli di Jose, perché - in ultima analisi - Mourinho mette i successi davanti alla stabilità a lungo termine.

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