Bayern Monaco-Hertha Berlino 3-0: Ancelotti è sempre più da record

Ribery, Thiago Alcantara e il redivivo Robben strapazzano l'Hertha. Il tecnico italiano è il primo nella storia del club a vincere le prime 7 gare da allenatore.

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Non se vincerà, ma quali record batterà. L'inizio di stagione del Bayern Monaco cambia le prospettive, sposta l'attenzione non sul risultato ma sui nuovi primati da registrare. Anche contro l'Hertha Berlino, a punteggio pieno dopo tre giornate di Bundesliga, unica squadra ad aver tenuto il passo dei bavaresi. All'Allianz Arena finisce 3-0 (i berlinesi avevano finora subito un solo gol), i Roten conquistano la testa solitaria della classifica a punteggio pieno. Ma lo ripetiamo: i tre punti dei campioni di Germania in questo momento non fanno quasi notizia. È invece un vero e proprio capitolo di storia, quello scritto da Carlo Ancelotti: è il primo allenatore nella storia del club ad aver ottenuto 7 successi nei primi sette impegni sulla panchina bavarese.

Quattro vittorie in campionato, una a testa in Coppa di Germania, Supercoppa tedesca e Champions League: mai nessuno aveva esordito portandosi a casa questo jackpot. Neanche Otto Rehhagel, che nel 1995 si fermò a sei: dopo 21 anni, cade anche questo record. Se ci aggiungiamo i 26 gol realizzati e una sola rete incassata, il bottino raggiunto è ancora più da leggenda. Meno altisonante, ma sempre eccezionale, la striscia positiva firmata da Thomas Müller: 11 vittorie nei suoi primi undici confronti con l'Hertha, primo giocatore in Bundesliga a registrare un simile en plein contro un singolo avversario. Quello di Jerome Boateng è invece un lieto ritorno: dopo i primi sette minuti stagionali contro l'Ingolstadt, ecco il tanto atteso rientro da titolare.

Primo tempo

Che i padroni di casa abbiano voglia di "rimettere al proprio posto" anche la sorprendente formazione di Pal Dardai, lo dimostrano i primi tre giri d'orologio: torre di Vidal per Lewandowski e colpo di testa deviato da Jarstein, subito seguito dal gol divorato da Müller e dal suo piattone troppo aperto da posizione ravvicinata. Passata la sfuriata iniziale, gli ospiti riescono però a sistemarsi e a respirare per una decina di minuti abbondante. Il primo a esserne felicemente stupito, è l'account Twitter ufficiale della Vecchia Signora tedesca:

Com'era? La quiete dopo la tempesta, esatto. Passato il primo quarto d'ora, il Bayern si rifà sotto: prima Thiago Alcantara conclude tra le braccia di Jarstein, poi Javi Martinez si vede respinto sulla linea un colpo di testa propiziato dall'angolo di Ribery. Eccolo, il cognome magico: al 16' è proprio il vecchio Franck a portare in vantaggio i Roten. Come? Chiedete a Pekarik e ai suoi giramenti di testa: il francese riceve in area da Alaba e dopo uno, due, tre finte ai danni dello slovacco deposita in rete. È il suo secondo centro stagionale, il numero 108 con la maglia del Bayern.

Lo stesso Ribery e poi Lewandowski avrebbero la possibilità di raddoppiare, ma i loro tentativi si spengono lontani dai pali. L'Hertha in tutto questo? Due conclusioni (Ibisevic al 37' e l'ex Weiser su punizione al 44') entrambe fuori. I guanti di Neuer rimangono totalmente immacolati, ancora una volta è l'account Twitter degli ospiti ad ammettere umilmente l'impotenza nell'impegnare il portierone tedesco:

Secondo tempo

La calma piatta di Neuer viene però scossa per la prima volta nella ripresa: il neo entrato Stocker lo chiama alla super parata con una puntata da futsal. Il pericolo scampato ha però l'effetto contrario a quello sperato dai bianco-blù: il Bayern dilaga. Il raddoppio arriverebbe già al 67', ma Lewandowski viene pescato in fuorigioco: la disperazione è doppia per il centravanti polacco, che dopo i nove gol in cinque partite consecutive deve accettare un turno di riposo forzato. Il 2-0, quello vero, arriva giusto giusto un minuto dopo: minuto 68, Thiago Alcantara si avventa sull'indeciso Allan e batte Jarstein con il più classico dei rigori in movimento. Poco prima, Ancelotti aveva richiamato in panchina Müller (ancora a secco in campionato) e mandato in campo Arjen Robben.

Per l'olandese è una serata da ricordare: l'ultima presenza in Bundesliga risaliva ormai a 200 giorni fa. L'ultimo gol? 203 giorni (lo scorso 2 marzo contro il Mainz). Al 72' allora l'Allianz non può che alzarsi in piedi per il suo numero 10: controllo di palla in area e sinistro a giro che non dà scampo al portiere avversario. Digiuno spezzato, vittoria messa in cassaforte. All'Arena bavarese il tabellone recita 3-0, il Bayern vola da solo in testa alla classifica con 12 punti nelle prime quattro giornate. E con quelle sette meraviglie di Ancelotti già consegnate ai libri di storia.

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