I cinque verdetti della quinta giornata di Premier League

Conte perde in casa dopo tre anni, Mourinho irriconoscibile. La Premier ritrova un capocannoniere come Lukaku e aspetta di conoscerne un altro. Nel frattempo la capolista Manchester City se ne va.

L'allenatore dei Blues Antonio Conte

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Quinta giornata di Premier League: trentasei gol, tre espulsioni e nessun pareggio. Una capolista che sembra indisturbata, un bomber che promette tanti gol e un altro che sembra essersi dimenticato come si segna. Ecco cosa ci ha insegnato questo turno di campionato.

1) Il Manchester City è la candidata principale al titolo

Primo punto che è facile notare, proprio come la posizione in classifica dei Citizens. Quindici punti, proprio come i gol segnati in queste cinque giornate. 
Sembra già tutto scritto, sembra già tutto chiaro. Il calcio riserva sempre sorprese, Guardiola lavora per evitare il caso dalle partite della sua squadra.

Il 4-0 al Bournemouth è l'ennesima lezione di calcio. Se il caso non si impossessa degli uomini dello spagnolo, se il fato non entra all'Etihad Stadium, sarà difficile vedere altra capolista durante l'arco della stagione. Difficile azzardarlo ora, impossibile non ammetterlo vedendo il Manchester City in campo. Alzi la mano chi ha notato che il giocatore più rappresentativo nelle ultime stagioni, l'ancora di salvezza nei momenti di difficoltà, Yaya Touré, non è mai stato convocato per scelta tecnica. 

2) Decisivo il fattore campo

Dieci partite, nessun pareggio, ben 8 le squadre che hanno vinto davanti al proprio pubblicoSolamente il Chelsea, ne parleremo, e l'Hull City hanno lasciato partire i tre punti dal loro stadio.

Attaccante del Southampton
Austin festeggia il gol da 3 punti davanti ai suoi tifosi

3) È tornato Romelu Lukaku

La Premier League trova un protagonista. L'Everton ritrova il suo trascinatore. Romelu Lukaku segna ancora.

Attaccante dell'Everton
Quattro gol nelle ultime due partite per Romelu Lukaku

Dopo la tripletta che aveva interrotto un digiuno lungo 1139 minuti, l'attaccante belga ha dimostrato che la prestazione contro il Sunderland non era un fuoco di paglia e ha timbrato il cartellino contro il Middlesbrough nel 3-1 finale. Toffeemen ancora imbattuti, lontani solamente due punti dal Manchester City. E' presto per iniziare a raccontare un'altra favola, dopo quella del Leicester?

4) Conte e Mourinho giù

Sconfitte sia per il Chelsea, sia per il Manchester United. Un punto nelle ultime due partite per i Blues, due K.O. consecutivi per i Red Devils. Conte non perdeva una partita in casa in campionato dal 6 gennaio 2013: l'allora ventenne Icardi mise a segno la doppietta che allo Juventus Stadium fissò il risultato sull'1-2 per la Sampdoria. Poi 28 partite casalinghe senza conoscere il significato della parola "sconfitta".

Allenatore Manchester United
Periodo nero per José Mourinho sulla panchina del Manchester United

Per quanto riguarda il suo predecessore Mourinho, ora sulla panchina del Manchester United, con la sconfitta sul campo del Watford colleziona il quattordicesimo ko negli ultimi 32 match disputati. Che la grinta che trasmetteva nei propri giocatori si sia esaurita? Conte, quanto è dura e diversa la Premier League?

5) Zaza, where are you?

Ultimo dei cinque punti. Ultima come la posizione in classifica non troppo lontana dal West Ham. Nuovo stadio, progetto ambizioso, campagna acquisti di tutto rispetto, ma solamente 3 punti in classifica dopo 5 partite. Il fiore all'occhiello del calciomercato estivo degli Hammers, Simone Zaza, arrivato con la pressione e la fama di chi segna e fa vincere la propria squadra, non sta rispettando le attese.

Attaccante del West Ham
Non è ancora riuscito a incidere con la nuova maglia Simone Zaza

Vero: nelle prime due partite indossava ancora la maglia della Juventus, nella terza non è stato convocato ed è ancora fuori forma. Ancora più vero è che nei due match in cui è sceso in campo il West Ham non ha fatto punti, lui è sempre stato sostituito - addirittura nell'ultima gara a fine primo tempo, sul risultato di 3-0 per gli avversari - ed è finito sì sul taccuino, ma sotto la lista degli ammoniti. Già dure critiche dai tifosi, magari frettolose, ma sicuramente giustificabili. Zaza, where are you? 

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