È veramente Frank De Boer l'uomo giusto per la rinascita dell'Inter?

Subentrato in corsa a Mancini a due settimane dall'avvio della Serie A, il tecnico olandese non è partito con il piede giusto: in Europa League una figuraccia storica.

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Frank De Boer è l'uomo giusto per la rinascita dell'Inter? È lecito, quasi doveroso farsi e fare questa domanda, perché i numeri parlano chiaro: nelle 4 partite in cui l'olandese si è seduto sulla panchina nerazzurra, l'Inter ha vinto una sola volta in rimonta sul campo della neopromossa Pescara. 

Centrocampista dell'Inter
Joao Mario, il nuovo acquisto che l'Inter ha pagato 45 milioni

Il misunderstanding alla base di tutti i problemi è la mancanza di chiarezza e la non condivisione dell'obiettivo tra domanda e offerta. Frank De Boer ha accettato con coraggio la calda panchina lasciata in corsa, a due settimane dall'avvio del campionato e in pieno calciomercato, da Roberto Mancini. Forse anche lì ci fu lo stesso problema, la differenza di vedute: il tecnico jesino chiedeva piena libertà di operazioni manageriali promettendo ottimi risultati nell'immediato, la nuova proprietà interista voleva creare un ciclo vincente, magari non immediato ma più duraturo, limitando i poteri di Mancini a quelli di un normale allenatore e non, come richiesto, da manager.

Allenatore dell'Inter
Una sola vittoria sulla panchina nerazzurra

La scintilla che ha fatto scaturire il divorzio con Mancini e infatuare di De Boer è ancora viva, la domanda da parte di Suning & Co. è rimasta invariata. L'offerta proposta dall'olandese era quella che più si avvicinava ai desideri della proprietà, così il colpo di fulmine è diventato subito amore e immediatamente matrimonio. Quella tra l'allenatore e la dirigenza nerazzurra non può però essere catalogata come una semplice e canonica love story, perché c'è un terzo personaggio, che è incomodo, fondamentale nel bilancio finale e molto influente: San Siro.

I due massimi dirigenti dell'Inter
Erick Thohir e Zhang Jindong a San Siro

Bisogna fare un passo indietro: più dei quattro titoli consecutivi conquistati sulla panchina dell'Ajax, va dato atto e merito a De Boer di aver dato identità e gioco a una squadra senza fondamenta.

Quando sono arrivato, l’Ajax non giocava a calcio, non creava. Io volevo giocare in modo dominante, un calcio d’attacco, sviluppando i giovani della nostra accademia e creando una squadra competitiva. Oggi il gioco di posizione e la tecnica individuale sono fattori chiave nell’Ajax

disse senza troppa modestia ma con cognizione di causa e dati alla mano. De Boer è un esteta del calcio, un insegnante che ha bisogno di tempo, fiducia e massima disponibilitàL'Inter può offrirgliela? Il nuovo presidente sicuramente sì: triennale, panchina dell'Inter e due grandi e costosi colpi di mercato.

Classifica di Serie A

Tifoso nerazzurro affranto
Un tifoso dell'Inter affranto dal risultato, ma che comunque mostra la fede

La fiducia e la disponibilità, in curva, si conquistano solo e solamente con i risultati, che tardano ad arrivare.

Vedremo la mia Inter dopo quattro mesi, questa è la normalità. A gennaio sapremo veramente chi siamo

la dichiarazione nella conferenza stampa di presentazione in cui usò più volte la parola "filosofia", affermando che nemmeno Roma fu costruita in un giorno. Parole che lasciarono perplessi più di qualche tifoso, desideroso di vincere dopo anni di transizione. 

"Magari saranno parole di circostanze" avrà pensato qualcuno: invece no. De Boer è così, serve tempo e i risultati, nonostante il palmares dell'olandese parli chiaro, non sono affatto garantiti. La Serie A però non aspetta, l'Europa League neanche. Figuriamoci il treno per la Champions League: bisogna correre per inseguirlo e non c'è tempo per le lezioni di salto sul vagone, bisogna imparare mentre si corre senza fermate. 

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