Ian Wright confessa: "Fumavo marijuana, ho rischiato la carriera"

Il secondo miglior cannoniere della storia dell'Arsenal racconta nella sua autobiografia di come ha rischiato di compromettersi la carriera per un vizietto: l'erba.

Ian Wright

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Le opinioni riguardo l'utilizzo della marijuana sono molte e diverse tra loro, ma su una cosa è facile concordare: se sei un calciatore professionista, fumare erba prima delle partite non è la migliore delle idee. Se n'è accorto, forse in colpevole ritardo, anche Ian Wright, stella dell'Arsenal e della Premier League anni Novanta e secondo miglior marcatore della storia del club con 185 reti in 288 partite, che nella sua autobiografia "A Life in Football", pubblicata a puntate sul Sun, ha confessato candidamente il suo vizietto:

Ho iniziato a fumare marijuana quando avevo più o meno 17 anni, anche se non sono mai stato un fumatore pesante e non mi sono mai preoccupato di poter prendere il vizio. Ero come quel tipo a cui piace farsi qualche drink ogni tanto, ma che non diventerà mai un alcolizzato. Da ragazzo preferivo fumare erba che bere, frequentavo molti fumatori sin dall'adolescenza ed era diventato una specie di rituale del fine settimana. Non mi è mai saltato in mente che ci fosse qualcosa di sbagliato

Ian Wright

Ma le cose cambiano quando diventi un calciatore, come un Wright 21enne ebbe modo di accorgersi a sue spese, quando ancora giocava per il Crystal Palace:

Era sabato e avevamo battuto 4-1 il West Brom. Eravamo appena rientrati negli spogliatoi, ancora esaltati, quando ecco arrivare i responsabili dell'antidoping. Era la prima volta che li vedevo e sono andato nel panico, perché avevo fumato cannabis fino al giorno prima: se il test fosse risultato positivo per me sarebbe stata la fine. Letteralmente la fine. 

Per sua fortuna, a fornire la provetta furono Mark Bright e Phil Barber, rispettivamente numero 9 e 11 della squadra. E così Wright, che indossava la 10, lo interpretò come un segno del destino:

Provai un tale sollievo che decisi di non fumare più, non potevo gettare via l'opportunità che mi era stata data. Avrei deluso tutti quelli che conoscevo: ero andato via dal mio quartiere per giocare in un grande club, volevo davvero rovinare tutto a causa delle droghe? Da quel giorno in avanti non ho più fatto nemmeno un tiro

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