Trapattoni rivela "La conferenza stampa su Strunz era programmata"

Il Trap racconta gli aneddoti più divertenti della sua esperienza in Bundesliga sulla panchina del Bayern Monaco. E nel 2000 fu ad un passo dalla nazionale tedesca.

Trapattoni fu anche vicinissimo ad assumere la guida della nazionale tedesca

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Nel momento esatto in cui il Bayern Monaco ha annuciato l'arrivo di Carlo Ancelotti, il pubblico tedesco è tornato con la mente alla fine degli anni 90. Esattamente al 10 marzo 1998, quando Giovanni Trapattoni diede spettacolo in conferenza stampa. Il suo "Strunz", urlato nel microfono così come le sue frasi sgrammaticate hanno fatto storia.

Carletto è un tipo diverso e in Bundesliga hanno già cominciato a capirlo. Molto più calmo, più riflessivo. E forse è meglio così, in modo che nessuno possa macchiare il ricordo di Trapattoni. Proprio in questi giorni uscirà in Germania la versione tedesca della sua autobiografia. Il titolo sarà "Ich habe fertig", cioè la frase finale della sua famosa conferenza stampa. E i tedeschi si stanno già leccando i baffi per gli aneddoti presenti nel libro. La Bild, infatti ne ha raccontati alcuni in anteprima.

La conferenza

Sapevo che quella conferenza stampa avrebbe avuto grande risonanza. C'erano giornalisti giornalisti importanti. Dissi pure al mio amico Bruno Longhi di tenersi pronto. Non fu spontanea, era programmata

Tutto il contrario di Jurgen Klopp, che invece in conferenza va, come da lui stesso rivelato alla televisione ufficiale del Borussia Dortmund quando allenava ancora i gialloneri, esclusivamente per divertirsi.

So che molti miei colleghi si preparano le conferenze - raccontò Klopp -. Per me è inutile perchè penso che quello che verrà detto non possa influire in alcun modo sul risultato. Né in senso positivo né in senso negativo

E il risultato sono conferenze piene di battute e risate.

Il rapporto con i tedeschi

La Germania ha avuto una certa importanza nella vita di Trapattoni. Oltre al periodo al Bayern ha avuto a che fare anche con i tedeschi al tempo dell'Inter. Il più complicato da gestire era probabilmente Matthäus: "Una volta durante l'intevallo gli urlai contro. "Ma lo vuoi capire che non ti devi muovere da lì o prendiamo gol?". Lui scoppiò a piangere, si levò la maglietta e mi disse che non avrebbe più giocato. Era un tipo molto orgoglioso. Mandai fuori tutti gli altri giocatori e gli dissi che mi dispiaceva, che era il più forte di tutti. Tornò in campo". Odi et amo.

Trapattoni racconta anche che nel 2000, prima di accettare l'offerta della federazione italiana, sarebbe potuto diventare allenatore della Germania:

Furono i primi a contattarmi, ma mia moglie non era convinta. E se non è convinta lei...

Peccato, sarebbe potuto esserci spazio per qualche altra conferenza memorabile. Anche perché gli sono bastati solo uno "Strunz" urlato nel microfono e quel famoso "ich habe fertig" per conquistare una nazione intera.

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