Omofobia nel calcio, arbitro gay minacciato di morte in Spagna

Un giovane arbitro spagnolo è stato insultato e minacciato di morte a causa della sua omosessualità durante una partita di calcio giovanile in provincia di Cadice. E non è la prima volta

Jesus Tomillero

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In Spagna, la terra delle banane a Dani Alves, un giovane arbitro di 21 anni, Jesus Tomillero, è finito nel mirino di qualche tifoso invasato a causa della sua omosessualità. E non si tratta dei soliti episodi di intolleranza omofobica, odiosi ma generalmente innocui, almeno dal punto di vista fisico: questa volta Tomillero ha ricevuto delle minacce di morte via Twitter, per le quali è stato costretto a rivolgersi alla polizia. Ora i tweet incriminati sono stati eliminati, ma Marca è riuscita a pubblicare qualche screenshot raffigurante pistole, proiettili, teschi postati sul profilo dell'arbitro, nonché frasi eloquenti del tipo: "Ritirati o muori", "Figlio di p****na malato di AIDS, ti ammazziamo". Le minacce di morte ricevute su Twitter hanno giustamente convinto la polizia a mettere sotto sorveglianza l'abitazione del giovane arbitro:

Così posso sentirmi più sicuro. Tornerò con più forza e con più voglia di prima, anche se a molte persone questo non piacerà

Oltre all'evidente follia delle minacce, la vicenda ha numerosi risvolti squallidi, a cominciare dal fatto che quella di sabato pomeriggio era soltanto la seconda gara ufficiale diretta dal ragazzo. La prima, arbitrata nel mese di aprile, era finita alla stessa maniera, con insulti omofobi e grandi polemiche. Per non parlare della categoria di cui stiamo parlando: Tomillero stava arbitrando C.D. Lasalle-Atletico Zabal, categoria alevines della provincia di Cadice, l'equivalente spagnolo dei nostri pulcini. Cioè, una partita tra bambini di neanche 10 anni. Ecco la ricostruzione effettuata dall'arbitro al momento della denuncia:

Il match è stato interrotto al minuto 48 poiché uno spettatore simpatizzante del C.D. Lasalle si è rivolto a me con le seguenti parole: "Ritirati, ché devi fare il maricon (volgare per gay, ndr), vattene al Grande Fratello". Tutto questo, dopo che avevo fischiato un calcio di rigore a favore dell'Atletico Zabal. Dopo che il penalty è stato calciato, e sbagliato, il medesimo individuo si è rivolto ancora una volta a me dicendomi: "Sei un maricon di merda". I dirigenti e l'allenatore del C.D Lasalle hanno chiesto a questa persona di abbandonare l'impianto di gioco, ma lui non lo ha fatto

Ma forse la parte più difficile da digerire, per il povero Tomillero, è che tra le persone ad averlo insultato durante la gara c'era anche un suo collega, un arbitro attivo nelle medesime categorie giovanili.

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