Champions League: Siviglia, istruzioni per l'uso in vista della Juventus

Il Siviglia affronta la Juventus nella prima partita del girone di Champions League: l'utopia di Sampaoli è attesa al banco di prova.

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Parola d'ordine: imprevedibilità. Il Siviglia è il ritratto del suo allenatore, Jorge Sampaoli. L'uomo del tutto o niente. Gioca con 4 trequartisti e un attaccante, pressing alto e quando gli riesce tutto, segna 6 gol -come alla prima giornata con l'Espanyol- poi la settimana seguente fa 0-0, con il Villarreal. Poi, di nuovo imprevedibile, va sotto contro il Las Palmas e ha bisogno di stravolgere l'utopia: fa tre cambi, tutti decivi. Uno si procura il rigore del pareggio, l'altro lo segna e l'ultimo, un 20enne canterano, Carlos Fernandez ribalta la partita in pieno recupero.

Tanti attaccanti significa anche pochi difensori: Sampaoli si affida al solo N'Zonzi in mezzo al campo, lasciando la trequarticampo completamente in mano agli avversari. E come già Espanyol e Las Palmas, è lì che deve concentrarsi la Juve. Ma mai fidarsi di Sampaoli: perché l'unica cosa prevedibile del suo Siviglia è l'imprevedibilità.

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