Liga, Valencia-Betis: gol e spettacolo, il Mestalla si tinge di biancoverde

Con la doppietta di Ruben Castro e il gol dell'ex di Joaquin, il Betis espugna il Mestalla. Valencia alla sua terza sconfitta consecutiva: inutili i gol di Rodrigo e Garay.

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Partita sconsigliata ai deboli di cuore, soprattutto se tifosi del Betis. I biancoverdi hanno espugnato il Mestalla: da sottolineare con il pennarello rosso la doppietta di Ruben Castro che, a dispetto dei 35 anni, continua a far sognare il club andaluso. Una vera e propria leggenda, così come Joaquin: cresciuto nel settore giovanile e oggi autore del gol dell'ex ai danni del Valencia. A proposito. È notte fonda per la squadra di Ayestaran, ancora a zero punti dopo tre partite. Ultimo posto in Liga e aria di contestazione. A Bilbao - tra una settimana - è già ultima spiaggia. 

L'importanza di chiamarsi Ruben Castro

Il Real Betis mette da subito le cose in chiaro: non è venuto al Mestalla per recitare la parte della vittima sacrificale. Tutt'altro. Dopo meno di due minuti costruisce la prima palla gol del match con Brasanac, il suo diagonale si perde di poco al lato. La risposta del Valencia è tutta nel mancino di Gaya, respinge con qualche difficoltà Adan. Il match è equilibrato, con la squadra di Ayestaran che ci prova principalmente con tiri da fuori area. A passare però sono i biancoverdi: bello in contropiede portato da Piccini, che trova Ruben Castro libero dall'altra parte, l'attaccante rientra e calcia a giro sul secondo palo senza lasciare scampo ad Alves. Vantaggio del Betis con l'intramontabile Ruben Castro. Si rientra negli spogliatoi sul risultato di 1-0, ma il meglio deve ancora venire.

Secondo tempo in apnea

Tutti in piedi sul divano per i secondi 45 minuti. Al rientro in campo una follia di Enzo Perez lascia il Valencia sotto di un gol e con un uomo in meno: l'intervento a piedi uniti viene sanzionato con il rosso diretto. E, come se non bastasse, i padroni di casa subiscono la rete del raddoppio: palla in verticale per Joaquin che scappa alla difesa e gela Alves per il più classico gol dell'ex. Partita finita? Macché. Els Che non può permettersi di perdere la terza partita consecutiva e tira fuori l'orgoglio: dopo la traversa colpita da Munir, Rodrigo accorcia le distanze a un quarto d'ora dalla fine. Passano tre minuti ed è Garay a trovare il punto del pari: il difensore argentino ribadisce in rete la corta respinta di Adan.

I ragazzi di Gus Poyet sono sull'orlo del tracollo psicologico, tenuti in piedi sono dalle prodezze del proprio portiere. Che prima sbatte la porta in faccia a Munir e poi vola sull'arcobaleno disegnato da Rodrigo. E quando il pareggio ormai sembra scritto ecco che torna protagonista il 'vecchietto' con la maglia numero 24: è ancora Piccini a tempo scaduto a trovare Ruben Castro libero sul secondo palo per il tap-in che vale i tre punti. Trentacinque anni e non sentirli. Il Mestalla si tinge nuovamente di bianco e verde: era dal 1986 che il Betis non vinceva nella tana dei pipistrelli.

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