Da Liverpool a Barcellona, la metamorfosi di Suarez: un 9 che gioca da 10

Da quando ha messo piede in Catalogna nel 2014, l'uruguaiano ha segnato 80 gol e sfornato 50 assist in 99 partite: ormai è riduttivo chiamarlo attaccante.

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Novantanove partite, 88 gol, 50 assist. Per raccontare il Suarez del Barcellona è obbligatorio partire dalle cifre, numeri enormi di chi a Barcellona ha cambiato numero. Se a Liverpool era il classico Inzaghi che non la passa a Barone, in Spagna Suarez è la Scarpa d'Oro che fa segnare l'amico. Un 9 che gioca da 10 almeno una volta ogni due partite. Una metamorfosi, di più, un'evoluzione, figlia anche del rapporto nato con Messi. Chi all'inizio dubitava della loro convivenza, oggi li vede bere dalla stessa cannuccia.

Messi che gli ruba un gol nelle prime uscite insieme è diventato Messi che lo cerca anche quando la logica lo proibirebbe. Sono amici, sembrano fratelli. A Bilbao hanno quasi esagerato, davanti alla porta la prima alternativa non era tirare ma cercare il compagno. Come se il gol fosse meglio farlo fare. Attenti però a non farsi ingannare, il linguaggio del corpo parla chiaro. Anche a partita finita, a vittoria ottenuta, Suarez non si dà pace. Si tira la maglia quasi a strapparla, scuote la testa, non ci sta. Perché è vero che chi trova un amico trova un tesoro, ma per un numero 9 il gol vale molto di più.

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