Diamond League a Bruxelles: 41 medagliati olimpici al Memorial Van Damme

Ultimo atto della IAAF Diamond League a Bruxelles. Appuntamento per venerdì 9 settembre alle 22.45 su Fox Sports

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Bruxelles ricorda con la quarantesima edizione del suo celebre meeting il grande mezzofondista belga Ivo Van Damme, morto a soli 22 anni in un tragico incidente stradale nel dicembre 1976 nello stesso anno in cui vinse due medaglie d’argento alle Olimpiadi di Montreal. L’AG Insurance Memorial Ivo Van Damme concluderà alla grande l’estate della IAAF Diamond League con la seconda finale che assegnerà il Diamond Trophy e un assegno di 40000 dollari ai sedici vincitori delle rispettive gare in programma nella capitale belga.

Sei atleti sono già sicuri della vittoria finale. Si tratta di Valerie Adams (getto del peso femminile), Ekaterini Stefanidi (salto con l’asta femminile), Caterine Ibarguen (salto triplo femminile), Orlando Ortega (110 ostacoli maschili), Almaz Ayana (5000 metri) e Alonso Edward (200 metri maschili).

Per onorare la figura di Ivo Van Damme un gruppo di giornalisti belgi guidato dall’attuale Meeting Director Wilfreed Meert organizzò la prima edizione del Memorial Van Damme nel 1977. Quattordici record del mondo e tre primati mondiali juniores sono stati battuti nelle 39 edizioni del meeting belga. Lord Sebastian Coe, attuale Presidente della IAAF, fu il primo ad iscrivere il proprio nome nell’albo d’oro dei primati del mondo del Memorial Van Damme nel 1981 quando corse in 3’47”33 sulla distanza del miglio. Da ricordare tante imprese entrate nella storia dell’atletica come i record di Paul Tergat sui 10000 metri (26’27”85) e Daniel Komen sui 5000 metri (12’39”74) in poco più di un’ora nell’edizione del 1997, i primati mondiali di Kenenisa Bekele sui 10000 metri nel 2005 (26’27”53), di Yelena Isinbayeva nel salto con l’asta (4.92m) e Saif Saeed Shaheen nei 3000 siepi (7’53”63) nel 2004 e di Aries Merritt sui 110 ostacoli (12”80).

In occasione del quarantesimo anniversario del meeting, gli organizzatori hanno presentato un documentario prodotto da Golazo Sport che ripercorre la storia del meeting, i 14 record mondiali e i personaggi che hanno scritto pagine indimenticabili del Van Damme come Sebastian Coe, Carl Lewis, Merlene Ottey, Michael Johnson, Yelena Isinbayeva fino ai campioni dei giorni nostri come Usain Bolt e Dafne Schippers.

Per la serata del Memorial Van Damme è atteso un “parterre de roi” con tante personalità del mondo dello sport e non solo. Il Re Filippo del Belgio e la Regina Mathilde hanno confermato la loro presenza in tribuna d’onore. Sarà la prima visita della famiglia reale al meeting da quando Filippo è diventato Re del Belgio nel 2013. La lista degli invitati comprende anche il belga Jacques Rogge , ex Presidente del Cio, Sebastian Coe e Sergey Bubka, rispettivamente Presidente e Vice Presidente della IAAF e il Principe Alberto di Monaco.

Prima dell’inizio ufficiale del meeting verranno premiate le staffettiste della 4x100 del Belgio Kim Gaevert, Elodie Ouedraogo, Olivia Borlée e Hanna Marien, che riceveranno la medaglia d’oro delle Olimpiadi di Pechino 2008 dopo la squalifica per doping della Russia. Gli sportivi del Belgio che hanno partecipato alle ultime Olimpiadi di Rio de Janeiro sfileranno davanti ai 47000 spettatori attesi allo Stadio Re Baldovino.

Lo Stadio Re Baldovino situato a due passi dall’Atomium nel Parco di Laeken sarà gremito come ogni anno per un meeting che nel corso degli anni ha saputo entrare nel cuore degli appassionati diventando un grande spettacolo sportivo tra i più rinomati del Belgio. Il Van Damme ha saputo innovarsi nel corso degli anni grazie all’eccellente lavoro di Wilfreed Meert, che è stato uno dei primi ad introdurre i tamburi del Burundi durante le gare di mezzofondo, il concerto musicale a fine meeting e i fuochi d’artificio trasformando il meeting di atletica in un vero e proprio “social event”.

La Grand Place

Per la prima volta la Grand Place (luogo simbolo della Capitale d’Europa) ospiterà una gara del Memorial Van Damme. Giovedì pomeriggio la finale della Diamond Race del getto del peso femminile sarà ospitata su una pedana montata per l’occasione nell’affascinante piazza nel cuore di Bruxelles davanti all’Hotel de Ville (il municipio). Per l’occasione è annunciato tutto il podio delle ultime Olimpiadi con la medaglia d’oro Michelle Carter, l’argento Valerie Adams e il bronzo Anita Marton. Adams guida la Diamond Race con 46 punti e si è già assicurata il successo finale perché ha accumulato un vantaggio di 21 punti su Carter (ricordando che il punteggio nelle due finali è raddoppiato e una vittoria viene premiata con 20 punti). La fuoriclasse neozelandese, vincitrice di due Giochi Olimpici a Pechino e Londra e di quattro ori mondiali consecutivi (2007, 2009, 2011, 2013), ha vinto l’ultima tappa di Losanna con 19.94m prendendosi la rivincita nei confronti di Carter, che l’aveva superata con un lancio da 20.63m all’ultimo tentativo alle Olimpiadi di Rio. Adams ha vinto quattro titoli della Diamond Race consecutivi nel 2011, 2012, 2013 e 2014.

Ho già gareggiato al di fuori di uno stadio in passato a Zurigo e a Stoccolma. La Grand Place è un luogo straordinario. Il pubblico ci segue da vicino. In uno stadio il getto del peso non é in primo piano, a differenza dello sprint e del mezzofondo. Sono eccitata da questa gara e non vedo l’ora di prendermi la rivincita delle Olimpiadi

ha detto Valerie Adams.

100 metri femminili: Si rinnova il duello tra la campionessa olimpica di Rio de Janeiro dei 100 e dei 200 metri Elaine Thompson e Dafne Schippers, oro a Mondiali di Pechino con il record europeo di 21”63 e argento alle Olimpiadi di Rio sui 200 metri.

Nella finale olimpica di Rio dei 100 metri Thompson ha trionfato in 10”71 sfiorando di un centesimo di secondo il record giamaicano, mentre Schippers ha concluso in quinta posizione in 10”90. Sui 200 metri la caraibica ha bissato il successo in 21”78, mentre la bionda di Utrecht ha conquistato l’argento in 21”88.

Elaine Thompson e Dafne Schippers

Nell’ultima sfida al Weltklasse di Zurigo Thompson ha avuto la meglio su Schippers per un centesimo di secondo nella super sfida dei 200 metri in 21”85 ma l’olandese si è aggiudicata la Diamond Race.

Thompson ha preso un vantaggio di otto punti (30 a 22) su Schippers nella Diamond Race dei 100 metri grazie al successo di Losanna in 10”78. La giamaicana ha vinto altre due gare ad inizio stagione a Rabat in 11”02 e a Roma in 10”87.

Nella passata edizione del Van Damme Schippers vinse i 200 metri precedendo Allyson Felix e Elain Thompson. Per sostenere Dafne sono attesi tanti suoi connazionali vestiti di arancione provenienti dalla vicina Olanda.

Io e Elaine abbiamo entrambe 24 anni e abbiamo un buon rapporto. Dopo l’iniziale delusione per la medaglia d’argento alle Olimpiadi ho rivalutato il valore del risultato ottenuto alle Olimpiadi di Rio perché erano tanti anni che l’Olanda non vinceva una medaglia alle Olimpiadi nell’atletica. Se qualcuno mi avesse detto che avrei vinto una medaglia alle Olimpiadi e il titolo mondiale un anno fa, non ci avrei creduto

ha detto Dafne Schippers. Un’altra giovane giamaicana da seguire sarà Christania Williams, ottava nella finale olimpica dei 100 metri e argento con la staffetta 4x100 a Rio. Williams, compagna di allenamento di Elaine Thompson, ha vinto al meeting Palio della Quercia di Rovereto in 11”02 migliorando il record del meeting trentino detenuto dal 1993 da Irina Privalova. Lo sprint britannico presenta l’astro nascente Desiré Henry, finalista agli Europei di Amsterdam e medaglia di bronzo con la staffetta 4x100 alle Olimpiadi di Rio.

200 metri maschili: Sempre dall’Olanda arriva , che agli ultimi Europei di Amsterdam ha contribuito alla doppietta degli “oranje” sui 100 metri insieme alla vittoria di Dafne Schippers. Martina, olandese originario di Curacao nelle Antille Olandesi, vinse a sorpresa l’oro continentale per un centesimo di secondo in 10”07 ma venne squalificato per invasione di corsia sui 200 metri. Martina si è piazzato quinto nella finale olimpica dei 200 metri a Rio in 20”13 ad un solo centesimo di secondo dalla medaglia di bronzo vinta dal francese Christophe Lemaitre e dal quarto classificato Adam Gemili in un fantastico arrivo al photo-finish.

Martina ha disputato tre finali olimpiche consecutive sui 200 metri, impresa riuscita soltanto al grande Usain Bolt.

Churandy Martina

Nel primo meeting dopo le Olimpiadi Martina ha vinto i 200 metri di Losanna in uno strepitoso 19”81 partendo dalla settima corsia precedendo Alonso Edward, sceso a sua volta sotto i 20 secondi con 19”92.

Della finale olimpica di Rio saranno presenti il terzo (Lemaitre), il quarto (Gemili), il quinto (Martina) e il settimo (Edward). Il panamense Edward ha messo ormai al sicuro il terzo successo consecutivo nella Diamond Race perché guida la classifica generale con 42 punti grazie ai successi di Rabat e Montecarlo e ha un vantaggio di 20 punti sullo statunitense Ameer Webb e di 23 su Martina.

La pista di Bruxelles ha spesso regalato momenti magici sui 200 metri. Nel 2011 Yohan Blake realizzò il secondo tempo della storia con un sorprendente 19”26, arrivando a soli sette centesimi di secondo dal record mondiale di Usain Bolt.

Ci sarà curiosità per l’olandese Solomon Bockarie, che settimana scorsa ha stabilito la migliore prestazione europea sui 200 metri su gara corsa in rettilineo su una pista montata nel centro di Bruxelles in occasione dell’Urban Memorial”, un circuito di gare nel centro di alcune città del Belgio organizzato per promuovere il Memorial Van Damme. Bockarie ha migliorato il record personale con 20”37 a Velenje nell’ultimo test prima del Van Damme.

3000 siepi maschili: Una specialità che ha fatto la storia del Van Damme per il record mondiale di Saif Saeed Shaheen, che nel 2014 fermò il cronometro in 7’53”63, uno dei tre primati su distanze olimpiche stabilito a Bruxelles ancora imbattuto. Il primato di Shaheen potrebbe durare ancora per poco dopo l’annuncio di Conseslus Kipruto, vincitore alle Olimpiadi di Rio, di voler tentare la grande impresa al Re Baldovino di Bruxelles. Kipruto ha ottenuto tutti gli obiettivi stagionali avendo ormai conquistato il successo nella Diamond Race grazie alle cinque vittorie a Doha, Rabat, Roma, Birmingham e Montecarlo. Con il successo a Rio arricchito dal record olimpico di 8’03”28 (con una temperatura di 36°C) il ventunenne Kipruto ha arricchito un palmares già straordinario che comprende anche i titoli mondiali a livello under 18 nel 2011 a Lilla e under 20 nel 2012 a Bydgoszcz. In carriera ha stabilito il record personale con 8’00”12 a Birmingham ma ha dimostrato di poter valere una prestazione cronometrica al di sotto degli 8 minuti.

Saif Saeed Shaheen

L’altro grande protagonista sarà il biondo statunitense Evan Jager, che lo scorso anno realizzò il record nordamericano con 8’00”45 a Parigi malgrado una caduta sull’ultima barriera. Jager, medaglia d’argento alle Olimpiadi di Rio in un ottimo 8’04”28, si è piazzato terzo sui 5000 metri a Zurigo settimana scorsa dopo una gara coraggiosa nella quale ha guidato per gran parte della corsa prima di venire superato nell’ultima curva dall’etiope Hagos Gebrehiwet. Alcuni anni fa Jager conobbe il due volte vincitore della Maratona di New York Orlando Pizzolato durante un periodo di allenamenti a Saint Moritz e tra i due è nato un bel rapporto di amicizia. Le figlie del grande maratoneta azzurro degli anni ottanta hanno fondato il Fan Club di Evan Jager. Il mezzofondista statunitense frequentò l’Università del Wisconsin ed è ancora allenato da Jerry Schumacher, suo coach fin dai tempi del college. Jager lasciò il Wisconsin dopo aver firmato un contratto con la Nike per seguire Schumacher, che era stato assunto dalla celebre azienda di abbigliamento sportivo statunitense a Portland

La gara presenta tanti altri grandi protagonisti come il francese Mekhissi Benabbad, bronzo a Rio de Janeiro, due volte argento a Pechino 2008 e Londra 2012 e vincitore al Van Damme nel 2010 in 8’02”52, Paul Kipsiele Koech, tre volte primo in tre edizioni consecutive di questo meeting nel 2007 (in un eccellente 7’58”80), 2008 e 2009, il campione olimpico di Pechino 2008 Brimin Kipruto, Abraham Kibiwott, vincitore a Losanna in 8’09”58.

Salto in alto maschile: Mutaz Essa Barshim e Bogdan Bondarenko tornano sulla pedana dello Stadio Re Baldovino, che nel 2014 regalò una delle più grandi gare dell’ultimo decennio. Barshim si impose superando di un centimetro il primato asiatico da lui stesso detenuto valicando l’asticella a 2.43m, mentre Bondarenko realizzò 2.40m.

Alle Olimpiadi di Rio Barshim e Bondarenko hanno vinto l’argento e il bronzo superando rispettivamente 2.36m e 2.33m. Il campione nato da padre qatariota e madre sudanese è stato l’unico in questa stagione a superare la quota di 2.40m a Opole in Polonia, terra d’origine del suo allenatore Stanislaw Szcyrba. Bondarenko ha realizzato il personale stagionale con 2.37m in occasione del secondo posto a Montecarlo e ha vinto due tappe del circuito a Rabat e a Roma

La situazione della Diamond Race vede una lotta ancora molto incerta con Bondarenko, primo con 29 punti con tre punti di vantaggio sul vice campione olimpico di Londra 2012 Erik Kynard, cinque su Barshim e sei sul britannico Robbie Grabarz (quarto alle Olimpiadi di Rio con 2.33m a quattro anni di distanza dal terzo posto di Londra 2012). Chi vincerà a Bruxelles si aggiudicherà il successo finale.

Tutti e quattro si confronteranno a Bruxelles in una gara che presenta anche l’ucraino Andiy Protsenko (quarto a Rio con 2.33m), la medaglia di bronzo degli Europei di Amsterdam Chris Baker della Gran Bretagna e il bahamense Donald Thomas, campione del mondo a Osaka 2007 e sesto alle Olimpiadi di Rio a pari merito con il siriano Majed El Ghazal, salito fino a 2.36 al meeting di Pechino in Maggio, risultato straordinario per un atleta cresciuto nel periodo dei bombardamenti durante la guerra civile di Damasco.

Salto con l’asta femminile: Il record del meeting di Yelena Isinbayeva, che stabilì a Bruxelles uno dei suoi tanti record mondiali nel 2004 superando 4.92m, potrebbe essere in pericolo in questa edizione del Van Damme che vedrà il duello tra la campionessa olimpica e europea Ekaterini Stefanidi (personale di 4.86m) e la medaglia d’argento Sandi Morris (primatista statunitense all’aperto pochi giorni prima delle Olimpiadi con 4.93m a Houston). Stefanidi è già sicura del successo nella Diamond Race dopo aver totalizzato quattro vittorie a Rabat, Roma, Montercarlo e Londra. La vittoria nel circuito è stata il coronamento di una grande stagione nella quale la greca residente negli Stati Uniti ha superato più volte la barriera dei 4.80m. La svizzera Nicole Buchler, sesta alle Olimpiadi di Rio, punta a confermare l’attuale terzo posto nella Diamond Race. In gara anche l’altra svizzera Angelica Moser, campionessa mondiale juniores a Bydgoszcz. Sandi Morris

Il record del meeting è inferiore di un centimetro al mio record statunitense all’aperto. Se batto il record prometto di cantare una canzone. La musica è la mia passione. Ho studiato chitarra e violino. Sono un diavoletto. Mi piacciono le sfide estreme e sport come lo sci d’acqua e i tuffi dalle rocce. Per fare salto con l’asta bisogna essere pazzi. Essendo un’atleta professionista devo stare attenta e non posso più praticare questi sport così pericolosi. Vincere una medaglia alle Olimpiadi è stato molto di più di quanto potessi sognare soprattutto dopo l’infortunio alla mano che mi ha tenuto ferma per sei settimane prima dei Trials statunitensi

800 metri maschili: Si rinnova il duello tra il giovane keniano Alfred Kipketer e l’algerino Taoufik Makloufi dopo la gara del meeting di Parigi dove entrambi sono scesi sotto il muro dell’’1’43”. Nella capitale francese Kipketer si è imposto in 1’42”87 precedendo di 11 centesimi di secondo Makloufi, argento alle Olimpiadi Rio sia sugli 800m sia sui 1500m. Sette dei primi otto della gara parigina saranno anche a Bruxelles: Jonathan Kitilit, terzo in 1’43”05, Ferguson Rotich Cheruiyot, quarto in 1’43”43, Ayanleh Souleiman, quinto in 1’43”52, Pierre Ambroise Bosse, sesto in 1’43”58 e Adam Kszczot, ottavo in 1’43”76. Gli altri protagonisti di una gara che si preannuncia molto veloce sono il giovane statunitense Clayton Murphy, medaglia di bronzo alle Olimpiadi e vincitore ai Campionati statunitensi, il keniano Kipyegon Bett, campione del mondo juniores a Bydgoszcz e secondo Sabato scorso a Berlino con il record personale di 1’43”76, e il bosniaco Amel Tuka, bronzo ai Mondiali di Pechino.

La classifica della Diamond Race vede Rotich in testa con 33 punti con sei lunghezze di vantaggio su Bosse. Il francese ha vissuto la migliore stagione della sua carriera nella quale si è piazzato quarto in 1’43”41 e ha vinto due tappe della Diamond League a Rabat e a Birmingham.

1500 metri maschili: Il tre volte campione mondiale Asbel Kiprop punta a riscattare il sesto posto nella finale molto tattica delle Olimpiadi di Rio con una vittoria a Bruxelles sulla distanza dove fu protagonista Ivo Van Damme. Una vittoria con un grande tempo sarebbe il modo migliore per onorare la memoria del grande campione belga. La gara si preannuncia molto aperta con tanti protagonisti come l’argento dei Mondiali di Pechino Elijah Manangoi, il vincitore del meeting di Montecarlo Ronald Kwemoi, il marocchino Abdelati Iguider, quinto a Rio de Janeiro e secondo sui 3000 metri con il record personale (7’30”09), il campione mondiale under 18 dei 1500 metri Robert Biwott, lo statunitense Ben Blankenship e l’australiano Ryan Gregson, rispettivamente ottavo e nono alle Olimpiadi. Nella Diamond Race Kiprop guida con tre punti di vantaggio su Manangoi (31 a 28).

Asbel Kiprop (a sinistra)

Salto triplo femminile: La colombiana Caterine Ibarguen ha completato la collezione di medaglie vincendo l’oro olimpico a Rio con l’eccellente misura di 15.17m (seconda migliore prestazione della sua carriera). La trentaduenne sudamericana si è già assicurata la Diamond Race per il quarto anno consecutivo. Ibarguen è diventata una delle sportive più famose del suo paese in assoluto, in grado di rivaleggiare per popolarità con i “Cafeteros”, la squadra di calcio colombiana. A Bruxelles la simpatica triplista sarà seguita addirittura da una troupe della televisione colombiana. Le rivali principali saranno la medaglia di bronzo olimpica Olga Rypakova (unica capace di battere la Ibarguen negli ultimi quattro anni alle Olimpiadi Londra 2012 e al meeting di Birmingham di quest’anno), la portoghese Patricia Mamona e la greca Paraskevi Papahristou, prima e terza agli Europei di Amsterdam. Queste le parole di Caterine Ibarguen:

Mi onora molto quando la gente nel mio paese si avvicina per chiedermi un autografo o per scattare un selfie con me. Nella mia carriera sono stata fortunata ad incontrare un team straordinario che mi supporta molto a livello tecnico e medico. Devo tanto al mio allenatore Ubaldo Duany

110 ostacoli maschili: La medaglia d’argento olimpica di Rio Orlando Ortega ha messo al sicuro il successo nella Diamond Race dopo il secondo posto di Losanna alle spalle di Omar McLeod. Lo spagnolo di origini cubane guida con 14 punti di vantaggio su McLeod, che non gareggia a Bruxelles. Sarà presente il francese Dimitri Bascou, terzo alle Olimpiadi e campione europeo a Amsterdam. Bascou è cugino di Stephane Diagana, primatista europeo dei 400 ostacoli con 47”37 nel 1997. La grande scuola francese sarà rappresentata anche dal quarto classificato delle Olimpiadi Pascal Martinot Lagarde e dal bronzo europeo di Amsterdam Wilhelm Belocian. In gara ci saranno anche il bronzo olimpico di Pechino 2008 David Oliver, il giovane britannico David Omoregie, campione europeo under 23 e vincitore a Berlino in 13”24 Sabato scorso davanti a Martinot Lagarde, l’ungherese Balazs Baji, argento agli Europei di Amsterdam e il cipriota Milan Trajikovic, sorprendente finalista alle Olimpiadi di Rio.

Salto in lungo maschile: L’astro nascente Jarrion Lawson debutta in Diamond League al termine di una stagione che lo ha visto meritarsi il soprannome di “nipote” di Jesse Owens dopo aver vinto 100 e 200 metri e salto in lungo agli ultimi Campionati NCAA di Eugene eguagliando la tripletta riuscita in questa manifestazione solo al leggendario quattro volte campione olimpico di Berlino 1936. Lawson si è piazzato quarto alle Olimpiadi di Rio de Janeiro e secondo ai Campionati statunitensi di Eugene con 8.58m (migliore prestazione mondiale dell’anno perché l’8.59 del vincitore dei Trials Jeff Henderson era ventoso). Il giovane texano ritrova un altro protagonista delle ultime Olimpiadi Luyo Manyonga del Sudafrica, argento con 8.37 (a un solo cm dalla medaglia d’oro). Per la Diamond Race sono rimasti in lizza il cinese Gao Xinglong, sorprendentemente in testa a pari merito con 24 punti insieme all’australiano Fabrice Lapierre, argento ai Mondiali di Pechino. Da seguire anche il giamaicano Damar Forbes, vincitore a Montecarlo con 8.23m e secondo a Londra.

400 metri femminili: La campionessa europea Libania Grenot torna a gareggiare in Diamond League dopo la splendida estate che l’ha vista conquistare con la maglia azzurra il secondo titolo continentale sui 400 metri e il bronzo con la staffetta 4x400 agli Europei di Amsterdam prima di centrare la prima finale della sua carriera alle Olimpiadi e un brillante sesto posto nella finale olimpica della 4x400 il giorno dopo il record italiano (3’25”16) nella batteria insieme a Maria Enrica Spacca, Maria Benedicta Chigbolu e Ayomide Folorunso. La Diamond Race vede in testa la finalista olimpica giamaicana Stephanie Ann McPherson con 31 punti, tre in più rispetto alla statunitense Natasha Hastings, campionessa olimpica della 4x400 e quarta classificata della gara individuale. Del podio olimpico di Rio sarà presente la giamaicana Sherika Jackson, medaglia di bronzo in 49”85 e argento olimpico con la 4x400. Ci sarà grande curiosità per il debutto in un grande meeting europeo della campionessa olimpica degli 800 metri Caster Semenya, che in questa stagione ha corso il giro di pista in 50”74 che le avrebbe permesso di qualificarsi per la finale alle Olimpiadi. In chiave giovanile sarà interessante seguire anche il debutto europeo della statunitense Courtney Okolo, vincitrice del titolo NCAA nel 2016 e autrice di un eccellente 49”71 a Baton Rouge, primo tempo sotto i 50 secondi nella storia delle gare dei college statunitensi. Okolo ha vinto la medaglia d’oro con la staffetta 4x400 sia ai Mondiali Indoor di Portland sia alle Olimpiadi di Rio nel 2016.

400 ostacoli femminili: La britannica Elidh Doyle è la favorita per il successo nella Diamond Race dove guida con 36 punti grazie ai successi di Doha e Montecarlo. La scozzese guida con sei punti di vantaggio sulla statunitense Cassandra Tate, terza ai Mondiali di Pechino. Le altre grandi protagoniste saranno la danese Sara Petersen, argento a Rio de Janeiro e quarta ai Mondiali di Pechino al rientro dopo la maternità, e la due volte campionessa mondiale e quarta classificata delle Olimpiadi di Rio Zuzana Hejnova, che si è aggiudicata due volte il Trofeo dei Diamanti nel 2013 e nel 2015.

Lancio del disco maschile: Il campione mondiale Piotr Malachowski è a un passo dal quarto successo consecutivo nella Diamond Race avendo un vantaggio quasi incolmabile di 17 punti sull’altro polacco Robert Urbanek. Dall’Estonia arrivano il campione olimpico di Pechino 2008 Gerd Kanter e il quarto classificato delle Olimpiadi di Rio Martin Kupper. Il pubblico di casa farà sentire il suo sostegno per il belga di origini bulgare Philip Milanov, medaglia d’argento ai Mondiali di Pechino 2015 e vincitore due settimane fa a Losanna. Da seguire anche l’austriaco Lukas Weisshaidinger, finalista alle Olimpiadi di Rio e primo classificato a Berlino.

Piotr Malachowski

Lancio del giavellotto femminile: La lettone Madara Palameika è vicina al successo nella Diamond Race dove guida con 14 punti di vantaggio sull’australiana Kathryn Mitchell (39 a 25). Per la lettone il Trofeo dei Diamanti potrebbe essere una compensazione dopo il nono posto alle Olimpiadi di Rio. Il podio olimpico sarà rappresentato dalla fuoriclasse della Repubblica Ceca Barbora Spotakova, bronzo a Rio dopo le vittorie di Pechino e Londra. Altra protagonista della stagione in gara a Bruxelles è la bielorussa Tatsiana Khaladovich, campionessa europea a Amsterdam e quinta alle Olimpiadi di Rio.

Salto in alto femminile: Gara non valida per la Diamond Race ma molto attesa per la presenza della neo campionessa olimpica dell’eptatlon Nafissatou Thiam, figlia di papà belga e mamma senegalese. Gli organizzatori del Van Damme hanno inserito la gara del salto in alto pochi giorni dopo il trionfo della ragazza di Namur ai Giochi di Rio con 6810 punti davanti alla campionessa uscente Jessica Ennis Hill. Nella gara olimpica Thiam si è distinta per prestazioni eccellenti come l’1.98 nel salto in alto (migliore prestazione mai realizzata nel contesto di una gara di eptatlon alle Olimpiadi pareggiata anche dalla britannica Katarina Johnson Thompson), il primato personale nel salto in lungo di 6.58m e il 53.13m nel giavellotto. Thiam salì sulla ribalta in Italia quando vinse il titolo europeo juniores a Rieti nel 2013. Oltre alla giovane belga sarà presente la statunitense Inika McPherson, che nel 2014 ha superato l’asticella posta a 2.00m, 35 cm oltre la sua altezza di 1.65m, stabilendo il record mondiale di differenziale tra la sua statura e la misura superata.

400 metri maschili: In conclusione di serata è stata inserita una gara non valida per la Diamond Race ma molto sentita dal pubblico belga per la presenza dei tre fratelli Kevin, Jonathan e Dylan Borlée, che nell’ultima estate hanno vinto il titolo europeo della staffetta 4x400 un mese prima di sfiorare la medaglia di bronzo alle Olimpiadi per tre centesimi di secondo. I tre fratelli sono figli del grande velocista Jacques Borlée, medaglia d’argento sui 200 metri agli Europei Indoor del 1983 a Budapest. Oltre ai fratelli Borlée l’altro atleta da seguire sarà il vice campione olimpico di Londra 2012 Luguelin Santos, vincitore al Palio della Quercia di Rovereto in questa settimana.

Jonathan Borlée:

Ogni campione olimpico vuole gareggiare a Bruxelles. E’ uno degli “highlights” della stagione estiva ed è sempre un’emozione gareggiare in questo stadio. I successi con la staffetta hanno compensato le delusioni delle gare individuali. Siamo motivati a lavorare duramente per gareggiare fino alle Olimpiadi di Tokyo 2020. Sarebbe la nostra quarta Olimpiade

100 ostacoli femminili: Gara non valida per la Diamond Race ma tutta da seguire per la presenza della campionessa europea di Amsterdam 2016 e medaglia d’argento mondiale Cindy Roleder, la statunitense Jasmine Stowers, nona delle liste all-time con 12”35 e autrice di un personale stagionale di 12”55, la finalista olimpica Phylicia George, la primatista mondiale indoor Susanna Kallur, la belga Anna Zagré, quarta agli Europei di Zurigo e la tedesca Nadine Hildebrand, autrice di un personale di 12”64 ottenuto in questa stagione.

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