Ronaldinho ambasciatore del Barcellona a New York: "Messi il migliore"

Il fuoriclasse brasiliano è stato il protagonista dell'inaugurazione della nuova sede del Barça nella Grande Mela. E l'Empire State Building si è tinto di blaugrana.

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Gli Usa come nuova terra promessa del calcio, New York polo di attrazione sempre più irrinunciabile per i top club europei. Come il Barcellona, che in questi giorni ha inaugurato ufficialmente una nuova sede nella Grande Mela. Sarà il quartier generale da cui, secondo i desideri del club catalano, il brand blaugrana dovrà espandersi in tutti gli Stati Uniti.

Le premesse, in realtà, sono già ottime: con 19 milioni di fan, il Barça è diventato già quest'anno il club del Vecchio Continente con più sostenitori a stelle e strisce (sorpassato il Manchester United).

Per l'occasione la città di New York ha voluto rendere omaggio al club culé nella maniera più spettacolare possibile: colorando di blaugrana l'Empire State Building, simbolo della metropoli della East Coast.

L'Empire State Building si tinge di blaugrana in onore del Barcellona

Tra i progetti in cantiere, come spiegato dal presidente Josep Maria Bartomeu, anche la costruzione di una rete di scuole di calcio a marchio Barcellona e la creazione di una franchigia femminile che prenda parte alla National Women's Soccer League.

Protagonista assoluto della festa blaugrana a NY, è stato uno dei grandissimi ex del passato recente catalano: Ronaldinho è tornato a indossare i colori del Barcellona, nelle vesti di ambasciatore d'eccezione in terra americana. Tra l'inaugurazione della nuova oficina e l'anniversario dei 10 anni di collaborazione tra Barça e Unicef (celebrati nella sede dell'Onu), la leggenda brasiliana si è detto davvero entusiasta di aver potuto collaborare nuovamente con il club che, nel 2006, guidò alla conquista della seconda Champions League della sua storia:

Stare con i miei amici del Barcellona mi rende sempre felice.

Anche conversare della formazione blaugrana, di Leo Messi e dei suoi campioni deve appassionarlo molto. Come dimostra la chiacchierata con il quotidiano catalano Sport.es, con cui ha parlato anche dei progetti personali per il futuro. Partendo da una constatazione autoironica, che spiana la strada alle idee che frullano nella mente del Pallone d'Oro 2005

Sono vecchio, ho 36 anni ormai. Non sono più un ragazzo di 26 anni. Sto valutando come concludere la carriera, il mio desiderio è quello di giocare per un altro anno. Ma sono immerso anche in nuovi progetti legati alle mie due grandi passioni. Il calcio, ovviamente, ma anche la musica.

Tra le opzioni in ballo, anche la possibilità di disputare la sua ultima stagione agonistica proprio negli Stati Uniti:

È una delle alternative in ballo, già in passato ho avuto l'occasione per farlo. Ma per me conta molto avere a disposizione il tempo per viaggiare e promuovere quello che intendo realizzare. Mi riferisco alle mie idee in campo musicale, ma anche il desiderio di aprire scuole calcio per bambini in tutto il mondo.

Tra il 2003 e il 2008, Ronaldinho ha segnato 94 gol in 207 presenze con la maglia blaugrana

Una volta appesi gli scarpini al chiodo, chissà, all'orizzonte potrebbe ripresentarsi proprio il Barcellona:

È stata una tappa della mia carriera fantastica, vedremo cosa succederà in futuro. Di sicuro è la squadra con cui ho trascorso più anni (dal 2003 al 2008, ndr). Il Barça è senza alcun dubbio molto speciale per me. I ricordi stupendi che conservo sono tantissimi e indimenticabili. Oggi mi diverte molto veder giocare questa squadra, una delle migliori dell'intera storia del calcio.

Per certi versi, se il Barcellona è oggi una delle superpotenze del calcio mondiale, gran parte del merito di aver cominciato un lunghissimo ciclo vincente è da assegnare proprio a Ronaldinho e alla ventata di freschezza tecnica e umana che il suo arrivo nel 2003 portò al Camp Nou: 

È la cosa più bella che un calciatore possa sentirsi mai dire. Ma non fu solo merito mio, sarebbe molto pretenzioso. Insieme a me c'erano giocatori del calibro di Puyol, Xavi e in panchina sedeva Rijkaard. Tutti insieme abbiamo dato vita a un nuovo ciclo.

Il numero 10 del passato, a destra, e quello del presente, a sinistra

A testimoniare che il Barcellona attuale deve molto a quello guidato da Ronaldinho, quale simbolo migliore del passaggio di consegne tra il fuoriclasse brasiliano e l'uomo immagine più importante del presente blaugrana, Leo Messi:

È il più forte calciatore della storia? Ogni epoca ne ha uno, sicuramente Leo oggi è il migliore. Pelé, Garrincha, Maradona, ognuno ha caratterizzato la propria epoca. Messi rientra in questa categoria. Il fatto stesso di mantenersi come il numero uno per tanto tempo dimostra come Leo sia un fenomeno.

La "benedizione" di Ronaldinho è dedicata però anche a un altro campione del club catalano. Un connazionale, stavolta:

Credo che Neymar raggiungerà il livello di Messi e che diventerà a sua volta il migliore della sua epoca. È molto giovane ma ha già vinto tanto. In questo momento ha solo la sfortuna di giocare nello stesso periodo d'oro di Leo.

Ok Messi, va bene Neymar. Ma in fondo, in un certo momento storico, anche lo stesso Ronaldinho può vantarsi di essere stato il giocatore più importante al mondo:

Sì, anche io sono stato il migliore. Ripeto, ognuno lo è stato nel proprio tempo. E nella mia epoca il migliore ero io.

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