Il tragico bivio di Marieke: "Eutanasia dopo le Paralimpiadi"

La dolorosa ammissione di Marieke Vervoort, medaglia d'oro a Londra 2008 nei 200m su sedia a rotelle, al quotidiano belga 'L'Avenir' commuove il mondo dello sport.

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Per Marieke Vervoort, medaglia d'oro a Londra 2008 sui 200 metri in sedia a rotelle, quelle iniziate ieri a Rio saranno le ultime Paralimpiadi della sua carriera. A batterla non sono state le avversarie, né l'età, anche se a 37 anni il ritiro è comune per un atleta, ma la malattia neurodegenerativa che l'ha colpita quando era poco più che una bambina e che l'ha costretta su una sedia a rotelle dai 20 anni in avanti.

Eutanasia: è stata lei a pronunciare la più dolorosa e al contempo dignitosa delle parole. Lo ha fatto nel giorno della presentazione della spedizione belga in Brasile:

La mia carriera si conclude a Rio. Dopo cercherò di capire cosa la vita ha ancora in serbo per me e proverò a goderla appieno. Tutti mi vedono felice e sorridente con le mie medaglie, ma non conoscono l’altro lato di me. Ci sono giorni in cui provo dolori terribili e riesco a dormire soltanto per 10 minuti. Ma alla fine riesco comunque a vincere la medaglia d’oro. Quando salgo sulla carrozzina, tutte le ansie, i dolori e le paure scompaiono. Ma sto cominciando a pensare all'eutanasia. Non voglio vivere come un vegetale: quando arriverò a quel punto, capirò che è il momento giusto

In Belgio, l'eutanasia è stata legalizzata nel 2002, secondo paese al mondo dopo la contigua Olanda, e richiede il consenso scritto di tre differenti dottori. Marieke, dichiaratamente atea, ha già stabilito di non voler alcun funerale religioso:

Non voglio che le mie esequie siano tenute in chiesa. Vorrei che tutti i partecipanti possano brindare a me con un bicchiere di champagne

Lei ha già tutto chiaro nella mente: ci sarà un'orchestra e ai presenti verrà letto un messaggio che Marieke avrà scritto prima di andarsene per sempre. E di riposare nelle acque di Lanzarote, il suo personale luogo dell'anima dove ha chiesto che vengano disperse le sue ceneri. 

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