Ancelotti su James: "Nel Real Madrid c'è tanta competizione, deve combattere"

Intervistato dal quotidiano spagnolo As, il tecnico italiano dà qualche consiglio al colombiano: "È giovane, per conquistare una maglia da titolare deve lottare".

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Carlo Ancelotti ha iniziato alla grande l'avventura come tecnico del Bayern Monaco, ma ogni tanto il pensiero torna a Madrid, a quel Real dove ha lasciato ricordi piacevoli a cominciare dalla conquista della “Decima” Champions League. Anche se il presente si chiama Zinedine Zidane, i tifosi madrileni lo ricordano sempre con grande affetto. Il quotidiano spagnolo AS è andato a trovarlo a Monaco di Baviera per rivolgergli qualche domanda.

Ancelotti
Ancelotti non ha mai dimenticato Madrid

“Il calcio non mi mette pressione”

Prima di accettare la panchina del Bayern Monaco ti sei preso un anno sabbatico...

Sì, e mi è piaciuto molto. Ho potuto finalmente riposarmi e curare un problema che avevo alla cervicale. Ho vissuto a Vancouver con la mia famiglia.

Avevi bisogno di staccare la spina?

Sì, ma non mentalmente. Adoro quello che faccio. Il calcio non mi mette pressione. Avrei potuto andare a Milano ma non mi sembrava la scelta migliore.

Che cosa hai trovato a Monaco di Baviera?

Un grande club, una società organizzata e un ottimo ambiente. Tutto come da programma. Ho acquistato un appartamento in centro come ai tempi di Madrid.

Ti manca Madrid?

Certamente. In Spagna abbiamo trascorso anni fantastici. La gente era molto affettuosa. Io, però, volevo vivere una nuova esperienza. Conoscere una nuova cultura e una nuova lingua.

La vita dell’allenatore è più difficile senza Cristiano Ronaldo?

Cristiano è stato un elemento fondamentale nel percorso verso la conquista della “Decima”. Adesso, purtroppo, è un avversario. A Madrid ho avuto la fortuna di allenare fuoriclasse come Cristiano Ronaldo, Ramos, Kroos, Modric e Benzema. Il mio obiettivo è quello di avere un buon rapporto con i giocatori, che si chiamino Cristiano Ronaldo o Lewandowski.

A Monaco, però, hai ritrovato Xabi Alonso.

È un giocatore importante. Lui sa quanto lo rispetti. Ha un bagaglio di qualità, esperienza e idee chiare assolutamente irrinunciabile.

Ancelotti e James
Ottimo il rapporto con James

“James è giovane, conquisterà Madrid”

Come si spiega il successo di Zidane a Madrid?

Nel calcio, il carisma è fondamentale. Zidane, a Madrid, gode di grande fiducia e rispetto. La squadra lo segue e i suoi dettami sono ascoltati con grande attenzione. La comunicazione con i giocatori è fondamentale.

L’unico a cui il cambiamento in panchina non ha giovato è James Rodriguez...

La cosa mi ha sorpreso un po’. James, però, è un giocatore molto giovane. Può capitare una stagione con qualche problema. Bisogna sempre continuare a combattere, anche quando non giochi qualche partita. Giocare a Madrid non è facile, la concorrenza è spietata.

Conosci il motivo per cui Florentino Perez ha deciso di fare a meno di te?

Certamente, perché la seconda parte della stagione non è andata come previsto.

In seguito, però, Perez ti ha ricontattato per chiederti se volevi tornare sulla panchina del Real...

Sì, l’ha fatto. Anche se preferisco non entrare in questi argomenti perché non mi piace fare polemiche. Ho un ricordo bellissimo di Madrid. Abbiamo vinto la Decima e altri tre titoli. Ormai, però, sono consapevole che essere esonerato fa parte del tuo lavoro. È difficile che un allenatore rimanga sulla stessa panchina per più di tre anni. Adesso il mio sogno era allenare il Bayern, e l’ho realizzato.

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