Real Madrid, patto Zidane-Ronaldo: il portoghese corre verso l'esordio

Secondo Marca il tecnico francese doserà l'impiego di Ronaldo per non ripetere gli errori del passato: 60 minuti contro l'Osasuna e 70 contro lo Sporting Lisbona.

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Il Real Madrid avrà anche vinto la Supercoppa Europea e le prime due gare di campionato, ma senza Cristiano Ronaldo non è la stessa cosa. Sembra essere questo lo stato d'animo dei tifosi madridisti, smaniosi di vedere di nuovo in campo il loro idolo. Il brutto infortunio rimediato nel primo tempo della finale di Euro 2016 non ha solo impedito al portoghese di continuare la partita contro la Francia, ma ha anche ritardato l'esordio stagionale. Ora Cristiano è pronto, la voglia di aiutare la squadra è tanta ma il rischio di ricadute non deve essere sottovalutato.

Il patto

L'idea è chiara in casa Real: l'impiego di CR7 - si legge su Marca - deve essere calibrato, vietato affrettare i tempi. Il calendario è esigente e non permetterebbe ulteriori stop, soprattutto nella seconda fase della stagione quando si accenderà la lotta per la Liga e quella per la Champions League. Zidane però non vorrebbe aspettare ancora, d'altronde il recupero di Ronaldo è completo (grazie anche ai nuovi metodi di allenamento).

Ecco, allora, il patto: 60 minuti contro l'Osasuna, prossimo avversario in campionato, e 70 nella sfida contro lo Sporting Lisbona valida per la prima giornata della fase a gironi di Champions League. Quest'ultima, in programma il 14 settembre al Bernabéu, avrà un fascino particolare per Ronaldo: nello Sporting (25 presenze e 3 gol) è iniziata la sua carriera, a quei colori deve molto.

Ronaldo giovanissimo
Un giovanissimo Ronaldo ai tempi dello Sporting Lisbona

Imparare dagli errori

L'imperfezione è ciò che ci rende vivi e ci spinge a migliorare continuamente. Al contrario, la perfezione ci annulla, ci spegne. Ronaldo incarna questo concetto e ne fa uno dei suoi dogmi calcistici: per raggiungere grandi traguardi bisogna essere al top della forma. L'ostinazione lo rende unico e l'ossessione del lavoro gli ha consentito di essere tra i migliori di sempre.

Ronaldo e il culto della perfezione
La ricerca continua del massimo della forma fisica ha reso Ronaldo uno dei migliori di sempre

A volte, però, i pregi possono diventare difetti se esasperati. È proprio quello che è gli è capitato in più di una circostanza. La scorsa stagione, terminata con 51 reti all'attivo in 48 match disputati (media gol pari a 1,06), ha dovuto saltare nel mese di aprile tre partite (una in Champions League contro il Manchester City e due in Liga contro Rayo Vallecano e Real Sociedad) a causa di un problema muscolare. Il desiderio di giocare sempre, ogni minuto di ogni gara si è rivelato un'arma a doppio taglio. Lo stesso è capitato nell'annata 2013-14, quando per i ripetuti fastidi alla coscia ad aprile e maggio è rimasto fuori dai convocati.

Non è pensabile ripetere gli stessi errori, non gioverebbe né al Real né a Ronaldo. La comprensione e il supporto di Zidane saranno fondamentali per mettere da parte l'ostinazione, lasciando più spazio alla pazienza e alla ragionevolezza. La gara col Valencia in casa è stata l'ultima di CR7 (doppietta) davanti ai propri tifosi, il Bernabéu non può restare ancora senza il suo idolo. Senza Cristiano non è lo stesso.

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