Manchester United come Paperone, ricchissimo ma risparmia sulle magliette

La strana decisione del Manchester United, che ha vietato ai giocatori di scambiare con gli avversari o lanciare ai tifosi le proprie magliette... per risparmiare.

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Vivere in un gigantesco deposito stracolmo di denaro, a tal punto da poterci sguazzare dentro, e al contempo vestire con la stessa palandrana vecchia di decenni: questo era Paperone, archetipo fumettistico del miliardario taccagno, e questo è più o meno il modo in cui verrà guardato il Manchester United da qui in avanti, cioè da quando si è sparsa la notizia che il terzo club più ricco del mondo ha vietato ai propri giocatori di scambiare le magliette con gli avversari a fine partita, e anche di lanciarle ai tifosi. Motivo? Per risparmiare, of course. Lo ha rivelato un'anonima fonte interna alla società al Sun:

Hanno chiesto ai giocatori di non scambiare più le magliette con gli avversari, così non dovranno poi essere rimpiazzate. Sembra una decisione sciocca, considerato quanto vale il club in termini economici

L'anno scorso una simile decisione era stata presa dal Cambridge United, che tuttavia milita in League Two e la cui rosa è valutata non più di 3 milioni di euro. Lo United, invece, ne vale qualcuno di più: secondo Forbes, circa 3 miliardi di euro, terzo club al mondo dopo Real Madrid e Barcellona.

Vero, lo United è, tra le prime 25 società calcistiche mondiali, quella col debito più alto, ma è anche lo stesso club che qualche settimana fa ha cacciato 100 milioni di euro per strappare Paul Pogba alla Juventus, che ogni mese versa 1,2 milioni di euro sul conto di Zlatan Ibrahimovic e 1,4 su quello di Mourinho, e che non più tardi di due anni fa ha chiuso un accordo da quasi un miliardo di euro con Adidas per la sponsorizzazione tecnica. Tanto per rendere bene l'idea, l'assegno annuale che il colosso tedesco gira al Manchester United basterebbe per comprare circa 750mila casacche, un numero sufficiente a vestire l'intera rosa di José Mourinho per i prossimi 600 anni. 

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