Mondiali 2018, tentativo di corruzione per la nazionale di El Salvador

La nazionale centroamericana ha reso noto di aver rifiutato dei soldi per aggiustare il risultato del match contro il Canada, valido per le qualificazioni Concacaf.

El Salvador

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2.700 dollari non sembrano un granché, quando si parla di calciatori, ma per i semiprofessionisti di El Salvador sono un gruzzolo mica male, considerando che lo stipendio medio nel piccolo paese centroamericano non supera i 350 dollari al mese. È quella la cifra che sarebbe stata offerta ai giocatori della nazionale salvadoregna per aggiustare il risultato della gara contro il Canada, in programma per oggi e valida per le qualificazioni Concacaf ai Mondiali di Russia 2018, proposta rispedita al mittente. A denunciarlo sono stati gli stessi componenti della nazionale nel corso di una conferenza stampa ad hoc.

Secondo quanto raccontato dai giocatori, ad avvicinarli sarebbe stato un businessman loro connazionale, Ricardo Padilla, intermediario per conto di un milionario honduregno sulla cui identità Padilla non si è mai sbottonato, nonostante le insistenze dei calciatori. L'incontro si sarebbe tenuto sabato 3 settembre: la squadra ha ascoltato la proposta dell'intermediario, per poi rifiutare seccamente la proposta: non solo, l'intera conversazione è stata registrata coi telefonini e quindi diffusa durante la conferenza stampa.

Nella conversazione si sente l'intermediario specificare che l'offerta era in realtà un premio a vincere: l'obiettivo era quello di far perdere punti al Canada, avversario di El Salvador (già eliminato), e dunque favorire la nazionale dell'Honduras, impegnata contro il Messico (già qualificato):

Non è una cosa illegale. Voi dovete comunque giocare con dignità e amore per la bandiera, ma se qualcuno vi offre un piccolo incentivo extra, che male c'è? 

I premi a vincere sono un fenomeno oscuro ma ancora piuttosto diffuso, soprattutto nel calcio spagnolo (dove non sono espressamente vietati, al contrario che in Italia), e probabilmente lo saranno finché continuerà a esistere la formula del "girone all'italiana", che prevede la possibilità di partite decisive affidate a squadre che ormai non hanno più nulla da chiedere alla classifica. 

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