Calciopoli: no del Tar al maxi-risarcimento chiesto dalla Juventus

Il Tar del Lazio ha rigettato la richiesta del club di 443 milioni alla Figc, perché l'intera vicenda era stata già trattata in un precedente ricorso, poi abbandonato dal club.

Moggi e Giraudo

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La storia del calcio va avanti, ma le scorie di Calciopoli continuano a pesare come macigni, soprattutto presso la dirigenza della Juventus, che non si è mai rassegnata né alle sentenze della giustizia ordinaria, né a quelle della giustizia sportiva.

Luciano Moggi a una delle udienze su calciopoli

Calciopoli, ultimo atto?

Oggi, forse, si è giunti all'ultimo atto di una vicenda che risale a più di dieci anni fa, quando, per le note vicende, il club bianconero fu privato degli scudetti vinti sul campo nelle stagioni 2004-2005 e 2005-2006. Il primo rimase non assegnato, mentre il secondo andò all'Inter. Proprio questa assegnazione "postuma" era al centro dell'ultimo ricorso presentato al dibattimento del luglio scorso dai legali della Juventus:

Il punto principale è che a fronte di una situazione dove l'Inter ha avuto lo scudetto per scorrimento della graduatoria a seguito di una sanzione sportiva inflitta dagli organi di giustizia sportiva, successivamente, quando anche sono stati accertati illeciti sportivi prescritti, il Consiglio federale della Figc non ha adottato alcun provvedimento.

A causa delle vicende di calciopoli, la Juventus era stata anche retrocessa in Serie B

Per questo motivo la società bianconera aveva richiesto innanzi al Tar del Lazio un risarcimento di 443 milioni a carico della Figc. L'organismo di giustizia amministrativa, esaminati i documenti a corredo della richiesta, l'ha però respinta, proprio oggi, in quanto, recita la motivazione:

Il Tar non può pronunciarsi se lo ha già fatto il collegio arbitrale. L'intera vicenda era già stata trattata in un precedente ricorso, presentato sempre dalla Juventus nel 2006, e poi abbandonato dalla società, che preferì ricorrere al lodo arbitrale da cui tuttavia uscì sconfitta.

L'attuale presidente della Juventus, Andrea Agnelli

Soddisfazione, naturalmente, da parte della Federcalcio, per l'accoglimento della propria tesi, mentre irritazione traspare dalla società di corso Galileo Ferraris, i cui legali hanno dichiarato che intendono analizzare con attenzione le motivazioni per valutare i prossimi passi a tutela delle ragioni della società. 

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