Inghilterra: arrivano Zaza e Okaka. Ecco gli italiani in Premier League

I due attaccanti sono i nuovi arrivi italiani nel campionato inglese. Si aggiungono a Mannone, Borini, Ogbonna e Darmian e a quelli col doppio passaporto.

Zaza

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I calciatori italiani hanno da sempre un buon feeling con la Premier League, anche se ultimamente sono soprattutto i nostri tecnici a farla da padroni, chiamati sempre più spesso a ricoprire il ruolo di manager nelle squadre inglesi.

Mancini ha riportato il Manchester City a vincere la Premier dopo 44 anni

Dopo i successi di Carlo Ancelotti al Chelsea, ma soprattutto di Roberto Mancini che nel 2012 aveva portato il Manchester City a vincere il campionato dopo ben 44 anni di digiuno, la scorsa stagione è stata contrassegnata da un'altra vittoria storica, quella del Leicester di Ranieri.

Claudio Ranieri ha fatto sognare un’intera città, riuscendo contro ogni pronostico a trasformare il sogno in realtà e meritandosi un prolungamento milionario di contratto (5 milioni l'anno fino al 2020).

E mentre Ranieri costruiva il miracolo delle Volpi, anche lo Swansea, alle prese con la sostituzione di Garry Monk, aveva optato per il Tricolore, scegliendo e poi confermando Francesco Guidolin: hai visto mai che l’Italia porti bene? Il contratto principesco di Antonio Conte al Chelsea e l’ingaggio di Walter Mazzarri al Watford hanno completato la pattuglia dei manager italiani nella Premier appena decollata.

Gli italiani appena arrivati in Premier League

Da Di Canio a Vialli, da Zola a Materazzi, a Branca, a Cudicini e Montella, fra gli altri, tanti sono stati in passato i calciatori italiani nella massima serie inglese. Rispetto all’ultima stagione la pattuglia italiana ha perso, per motivi diversi, alcuni rappresentanti. Come Graziano Pellè, al quale dalla Cina è arrivata un’offerta che era obiettivamente difficile rifiutare. O come Alberto Paloschi, due reti in quattro mesi nello Swansea di Guidolin, o Marco Amelia, tanta panchina da terzo portiere al Chelsea. O ancora come Mario Balotelli che, pure se in prestito al Milan, era di proprietà del Liverpool.

Vialli e Zola con la Coppa d'Inghilterra vinta dal Chelsea nel 1997

Rinunce che sono state compensate dall’arrivo di due attaccanti del giro azzurro, Stefano Okaka al Watford, dopo un’ottima stagione all’Anderlecht, e Simone Zaza, ceduto negli ultimi giorni di mercato dalla Juventus al West Ham.

Stefano Okaka - Watford

Okaka con la maglia della Nazionale

Ha solo 27 anni, Stefano Okaka, anche se sentiamo parlare di lui da almeno una dozzina. Talento precoce, cresciuto nella Roma, Stefano è tuttora il più giovane giocatore italiano a essere sceso in campo in una coppa europea (settembre 2005, coppa Uefa) e il più giovane in assoluto ad aver segnato un gol in Coppa Italia. Okaka ha bruciato le tappe anche in Serie A – esordio a 16 anni e 125 giorni, primo gol a poco più di 17 – e in Champions. In Azzurro ha giocato finora quattro partite segnando una rete. Peccato che una serie di motivi diversi lo abbiano portato a girovagare, forse anche troppo. Chiuso alla Roma, è andato in prestito al Modena, al Brescia, al Bari, con una precedente parentesi al Fulham (2 reti in 11 presenze).

In Italia le sue stagioni migliori, probabilmente, sono state quelle alla Sampdoria, dove in un anno e mezzo, fra il 2014 e il 2015, ha messo a segno 9 gol in 45 presenze. L’anno scorso Stefano ha fatto le valigie, il successo dell’esperienza belga – 15 gol in 37 match di campionato – ha indotto il Watford a portarlo in Premier League. Con Ighalo e Deeney, Okaka non parte certo favorito, ma Mazzarri è da sempre un suo estimatore e poi la stagione di Premier è molto lunga.

Simone Zaza – West Ham

Il benvenuto del West Ham a Zaza

Quanto a precocità, non scherza neanche Simone Zaza. Lucano, classe 1991, Simone entra a 14 anni nelle giovanili dell’Atalanta dove si mette subito in mostra, tanto che il suo esordio nel massimo campionato arriva a soli 17 anni. Nel 2010 passa alla Sampdoria, ma timbra solo due presenze in Serie A. La stagione successiva il club doriano lo spedisce a farsi le ossa alla Juve Stabia in Serie B, ma a metà stagione finisce in Lega Pro al Viareggio. Il rischio di perdersi è forte, ma Zaza ce la mette tutta e realizza 11 gol in quattro mesi, tanto che nel 2012 dà una svolta alla propria carriera. Ancora in prestito, ma in Serie B, segna 18 gol con la maglia dell’Ascoli, destando l’attenzione della Juventus che lo acquista e lo gira in prestito al Sassuolo.

In due campionati in Emilia realizza 20 reti in 64 match e convince i bianconeri a portarlo a Torino la stagione scorsa. Chiuso da bomber come Morata, Dybala e Mandzukic, Zaza riesce comunque a ricavarsi un discreto spazio. Poche le partite da titolare, ma suo è il gol che a febbraio permette ai bianconeri di battere il Napoli all’88’. In totale segna cinque gol in campionato e uno in Champions che, insieme alle ottime prestazioni in Azzurro a Euro 2016, destano l’interesse di alcuni club stranieri, col West Ham che alla fine la spunta sul Wolfsburg. Con Carroll e Sakho infortunati, Zaza si giocherà il posto inizialmente con Calleri e Fletcher.

Quelli che in Premier c’erano già

Fabio Borini – Sunderland

Borini, terza stagione al Sunderland

Ecco il prototipo, raro, del calciatore italiano cresciuto e maturato all’estero, fuori dall’ombrello protettivo del calcio di casa. Fabio Borini, emiliano, classe 1991, emigra già nel 2007 dalle giovanili del Bologna a quelle del Chelsea. A 18 Ancelotti lo fa esordire in Premier contro il Tottenham e poco dopo anche in Champions. Ma in Blues,Fabio gioca poco e nel 2011, dopo un breve prestito allo Swansea, arriva a scadenza di contratto e si accorda col Parma che, ad agosto, lo gira in prestito alla Roma. Qui Borini segna 9 gol in 25 partite, ma a fine stagione tornano a cantare le sirene inglesi: Brendan Rodgers, suo allenatore allo Swansea, lo chiama al Liverpool.

Peccato che un paio di infortuni lo blocchino per alcuni mesi e ne decretino la cessione in prestito, l’anno seguente, al Sunderland. I Black Cats lo acquistano a titolo definitivo nell’estate del 2015 dopo un breve ritorno fra i Reds. I suoi gol, pochi ma buoni, insieme alle sue giocate, sono stati determinanti per la salvezza del Sunderland nell’ultima Premier. Attualmente è fermo per un infortunio all’inguine che dovrebbe assorbire in un paio di mesi.

Matteo Darmian – Manchester United

Matteo Darmian è allo United dalla stagione scorsa

26 anni, Matteo Darmian è al Manchester United dalla stagione scorsa. Cresciuto nel vivaio del Milan, a 16 anni viene aggregato alla prima squadra, dove impara i segreti del bravo terzino da docenti come Kaladze e Favalli.

Dopo un paio di stagioni in prestito a Padova e Palermo, passa nel 2011 al Torino, dove, sotto la guida di Giampiero Ventura, completa la sua maturazione. Senso tattico e capacità di saltare l’uomo sono le sue migliori qualità che lo portano dritto in Nazionale (26 presenze e una rete in due anni) e alla corte di van Gaal. Quest’estate ha disputato un buon Europeo, ma a livello di club sembra incontrare qualche difficoltà: Mourinho al momento sta provando altre soluzioni, l’ultima volta di Matteo in campo risale al 3 agosto, pochi minuti in un’amichevole estiva. Ma lui non demorde, ha un obiettivo: far ricredere al più presto lo Special One.

Vito Mannone – Sunderland

Vito Mannone, una carriera in Inghilterra

Come Borini, anche Vito Mannone, portiere classe 1988, è cresciuto e maturato all’estero, prelevato a 17 anni dall’Arsenal nel vivaio dell’Atalanta. Ai Gunners rimane fino al 2013, ma gioca in tutto 15 partite di Premier League e 8 di Champions, andando spesso in prestito in Championship, al Barnsley e due volte all’Hull City. Dall’estate 2013 passa al Sunderland, dove gioca con alterne fortune. Attualmente è fermo per un infortunio al gomito. In Azzurro ha giocato 8 partite con l’Under 21.

Angelo Ogbonna – West Ham

Angelo Ogbonna festeggia il gol al Liverpool in FA Cup

Coetaneo di Mannone, Angelo Ogbonna cresce come difensore centrale a Cassino, dove nel 2002 viene notato dal Torino che lo acquista per 3mila euro. In granata debutta in Serie A con Zaccheroni a 18 anni, ma nel 2007 viene dirottato a Crotone. Si fa le ossa e torna sotto la Mole l’anno successivo: in cinque stagioni fra Serie A e B, Angelo diventa una colonna granata, tanto da conquistare la fascia di capitano. Per questo, il suo passaggio, nel 2013, ai rivali della Juventus desta grande scalpore in città e gli attira le antipatie della tifoseria granata.

In bianconero vince due scudetti, una Coppa Italia e una Supercoppa italiana, ma, chiuso da Barzagli, Bonucci e Chiellini, nell’estate del 2015 prende la via della Premier, trasferendosi al West Ham. Nella sua prima stagione londinese gioca 34 match fra campionato e coppe, toccando il momento più alto a febbraio, quando un suo gol al minuto 121 regala agli Hammers la vittoria sul Liverpool, nel quarto turno di FA Cup. Da cinque anni nel giro della Nazionale, Ogbonna ha indossato 12 volte la maglia azzurra.

Gli altri

Adesso è il secondo di de Gea al Manchester United, ma ha giocato a lungo nella Sampdoria, Sergio Romero, portiere della Nazionale argentina col secondo passaporto italiano, come il suo collega e connazionale del Crystal Palace Julian Speroni.

Sergio Romero quando giocava nella Sampdoria

Curiosamente in Premier militano anche due portieri australiani con passaporto italiano e un breve passato nel nostro paese: Adam Federici del Bournemouth, 5 presenze nella Torres nel 2003, e Mark Birighitti dello Swansea, 4 gettoni al Varese nel 2015.

Fra i più noti giocatori col secondo passaporto italiano militanti in Premier, vanno ricordati il brasiliano Lucas Leiva del Liverpool, e gli argentini Manuel Lanzini, compagno di Ogbonna al West Ham, e Christian Stuani, attaccante del Middlesbrough, una stagione e mezza nella Reggina in Serie A.

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