Barcellona, Iniesta rivela: "Alla Masia il giorno più brutto della mia vita"

Nella sua autobiografia Iniesta ha raccontato i momenti più felici e i più difficili della carriera: dal gol al Chelsea alla morte dell'amico Daniel Jarque.

Barcellona, Andres Iniesta

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Lunedì 5 settembre in Spagna uscirà l'autobiografia di uno dei calciatori più forti di tutti i tempi: Andres Iniesta. Un centrocampista completo, entrato nella storia per il gol nella finale Mondiale del 2010. Per non parlare delle imprese con la maglia del Barcellona. Lui, cresciuto con il blaugrana cucito addosso.

La jugada de mi vida, questo il titolo del libro pubblicato in collaborazione con i giornalisti Marcos López (El Periódico) e Ramón Besa (El País). A poche ore dall'uscita del romanzo che ripercorre la sua vita, calcistica e non, ecco alcune anticipazioni. A cominciare dalle difficoltà incontrate nella cantera del Barcellona:

Il giorno più brutto della mia vita l'ho vissuto quando ero alla Masia. Ho provato una sensazione di abbandono e nonostante sia passato tanto tempo mi sembra ancora di provarla. Volevo stare lì, sapevo che era la cosa migliore per la mia carriera, ma mi mancava la famiglia. Non sentirli e non vederli per tutto quel tempo è stato molto duro.

Il gol contro il Chelsea

Poi l'attenzione si sposta su uno dei gol più importanti della carriera di Don Andres: quell'esterno destro nella semifinale di ritorno a Stamford Bridge:

Il tiro è andato dove doveva andare. Dall'interno verso l'esterno, più lontano possibile da Cech, un portiere così grande che sembrava occupare tutta la porta. Credo sia stato il destino, o chiamatelo come volete. Se ho pensato come colpirla? Assolutamente no, è stato un colpo istintivo.

Il Calvario di Andres

Nella biografia di Iniesta sono presenti molti momenti difficili della sua vita, come quello che segue:

Tutto ebbe inizio al termine di quella che doveva essere l'estate più gloriosa della mia carriera (nel 2009, ndr). Improvvisamente iniziai a sentirmi male. Nessuno sapeva il perché, ma peggioravo giorno dopo giorno. Ho fatto centinaia di test ed erano tutti negativi. Niente ti preoccupa di più del non sapere cos'hai. Alcuni potranno pensare che è una cosa stupida, altri magari ci si possono identificare. È stato un periodo molto difficile, l'Andrés che tutti conoscevano si stava svuotando dentro. È stata molto dura...

La morte di Daniel Jarque

Ma il peggio doveva ancora venire, anche se l'asso del Barça non poteva certo saperlo:

Ricordo un giorno, quando eravamo negli Stati Uniti, che i medici mi diedero un farmaco da prendere. Pensavamo di aver trovato la soluzione ai miei problemi. Ma purtroppo, quando siamo tornati a Barcellona dopo la preparazione, ho ricevuto un messaggio da Puyol. Mi diceva che Dani Jarque era morto. Non ci volevo credere, ho chiesto se si trattava veramente del mio amico Dani Jarque, mi si era congelato il cuore. È stato quello il momento in cui ho pensato: 'non posso farcela'.

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