Argentina, Messi gol alla prima di Bauza: "Non ho tradito nessuno"

Contro l'Uruguay finisce 1-0, gol del numero dieci con la fascia di capitano al braccio: "Dopo la Copa America dissi solo ciò che sentivo, ma in questo gruppo sto bene".

Lionel Messi dopo il gol decisivo sull'Uruguay

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Un cerchio che si chiude. Come era prevedibile, nel modo più semplice. Con un suo gol, quello che sancisce ufficialmente il "ritorno" di Lionel Messi in Nazionale. Non che siano state giocate altre partite nel frattempo, ma sono passati 67 giorni da quel suo addio all'Argentina che aveva lasciato tutti a bocca aperta.

Il patto con Bauza

Troppo forte la delusione per l'ennesima finale persa, così uno dei calciatori più forti di tutti i tempi aveva deciso di mollare. Poi, però, l'arrivo sulla panchina del nuovo ct Edgardo Bauza ha cambiato le cose. Il tecnico è andato da Leo e gli ha detto chiaramente: "Non mi devi dire nulla, semplicemente ti dico io che sei convocato per la prossima partita", in sintesi.

E Messi probabilmente non aspettava altro, perché a distanza di due mesi da quella Copa America del Centenario persa in finale contro il Cile, in cuor suo si sentiva pronto per mettere da parte quel fardello e tentare di conquistarsi una nuova opportunità con l'Albiceleste.

Il gol decisivo

Detto, fatto. Nella delicata partita di qualificazione ai Mondiali in Russia del 2018 giocata ieri a Mendoza contro l'Uruguay, quella del debutto di Bauza sulla panchina dell'Argentina, Messi è regolarmente in campo, con la sua maglia numero dieci e la fascia di capitano stretta al braccio.

Finisce 1-0 e il gol decisivo, neanche a dirlo, è proprio suo. Al 43' gli arriva palla sulla trequarti, i giocatori uruguaiani commettono il gravissimo errore di lasciargli troppa libertà per posizionarsi il pallone. Poi scocca il tiro di sinistro, che viene deviato da José Giménez ed entra alle spalle di Fernando Muslera.

Espulsione di Dybala

Poco più tardi l'Argentina resta in inferiorità numerica per l'espulsione dello juventino Paulo Dybala, ma Messi da vero leader guida i suoi compagni alla vittoria finale grazie a una prova di estremo sacrificio:

È stata una partita complicatissima e non siamo riusciti a fare il nostro gioco per colpa dell'arbitraggio. L'importante però era iniziare con una vittoria e piazzarsi subito in testa alla classifica. Questo è un gruppo che risponde sempre presente quando si presentano dei momenti negativi. L'espulsione di Dybala? Ingiusta, ma non è la prima volta che ci capita di restare in inferiorità numerica ed è stato importante come abbiamo reagito.

L'addio e il ritorno

Al termine della gara, Lionel ha parlato di quella sua famosa rinuncia alla nazionale del 27 giugno scorso: 

Non intendevo ingannare nessuno. In quel momento ho detto ciò che mi sentivo di dire. Era stato un colpo molto duro perdere la Copa America, un'altra volta. Dopo però ho parlato con "el Patón" (Bauza, ndr) e i ragazzi, ho capito che dentro questo gruppo mi sento felice. Al di là delle finali che abbiamo perso, abbiamo sempre fatto le cose per bene. La gente? È impressionante l'affetto che mi ha dimostrato in questi mesi. Fin dal primo momento sono stati tutti molto affettuosi con me, mi ha fatto davvero piacere.

In dubbio per la prossima

Tutto tornato come prima, insomma. Ma resta la preoccupazione per quei disturbi all'adduttore che si trascina da Athletic-Barça, già comunicati dal club catalano all'AFA. Così ha lasciato in sospeso la possibile partecipazione a Venezuela-Argentina in programma mercoledì prossimo:

Mi fa molto male l'inguine, ma dopo tutto quello che è successo era giusto che fossi in campo. Per quanto riguarda la prossima gara dovrò parlarne con il medico.

A prescindere dalla sua presenza o meno, però, l'importante per l'Argentina e per il calcio in generale è che Messi vestirà ancora la maglia Albiceleste. Come sempre, a modo suo.

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