Diamond League a Zurigo: 14 campioni olimpici nel tempio del Letzigrund

Nuova pagina di storia per il Letzigrund in occasione del Weltklasse di Zurigo, la prima delle due finali della Diamond League: diretta giovedì 1 settembre alle 20 su Fox Sports.

Diamond League

32 condivisioni 0 commenti

di

Share

Quattordici campioni e ventisei medagliati olimpici di Rio de Janeiro, dieci medaglie d’oro mondiali di Pechino 2015 e sedici vincitori degli ultimi Campionati Europei di Amsterdam 2016 costituiscono il cast del Weltklasse di Zurigo, in un meeting che viene giustamente definito come l’Olimpiade in una serata.

Il Letzigrund, che ospitò la prima edizione del Weltklasse nel 1928, è stato teatro di 24 primati del mondo (dal primo in ordine cronologico stabilito nel 1959 dal tedesco Martin Lauer sui 110 ostacoli all’ultimo nel 2009 di Yelena Isinbayeva nel salto con l’asta con 5.06m). L’impianto zurighese è uno dei templi dello sport al pari di Wimbledon per il tennis, di Wembley per il calcio e Twickenham per il rugby. Ricostruito in tempi record in un anno dopo l’ultima edizione nel vecchio impianto, il Letzigrund ha ospitato i Campionati Europei nel 2014. L’impianto da 26mila spettatori si caratterizza per il soffitto delle tribune costruito in legno e il tetto dotato di pannelli solari e di 31 pali della luce che garantiscono un’illuminazione straordinaria.

Il Letzigrund è conosciuto per il tifo scatenato del pubblico zurighese, che conosce tutto di ogni atleta e non smette mai di fare sentire il proprio sostegno battendo le mani sui tabelloni pubblicitari in un’atmosfera coinvolgente. Caratteristico dell’impianto svizzero è lo “Swiss Corner”, l’angolo dello stadio dove i fans sventolano le bandierine rossocrociate quando gareggiano gli atleti di casa.

Il Weltklasse sarà un’occasione per celebrare le medaglie svizzere agli Europei di Amsterdam dove il team rossocrociato ha ottenuto il miglior bottino di medaglie e finalisti nella storia della manifestazione continentale.

L’atteso appuntamento del Weltklasse sarà il momento clou di una settimana di grandi eventi che comincerà martedì pomeriggio con il tradizionale kids clinic “Jugend trainiert mit Weltklasse” che coinvolgerà i grandi campioni del meeting nel ruolo di maestri di atletica in sei città della Svizzera tedesca (Zurigo, Langenthal, Langnau, Schaffhausen, San Gallo e Zug). Oltre mille bambini potranno apprendere i rudimenti dell’atletica insieme ad atleti come Renaud Lavillenie, Kendra Harrison, Christian Taylor, Asafa Powell e Allyson Felix che si trasferiranno in elicottero per raggiungere le sedi del clinic.

Ricco antipasto al Weltklasse sarà la gara del salto con l’asta femminile organizzata mercoledì pomeriggio nella cornice della Stazione Ferroviaria di Zurigo, uno dei luoghi simbolo della bella città svizzera affacciata sull’omonimo lago. Lo scorso anno la Hauptbanhof aveva ospitato l’asta maschile vinta dal campione del mondo di Pechino Shawn Barber. Protagoniste sulla pedana montata all’interno della stazione saranno la greca Ekaterini Stefanidi, campionessa europea a Amsterdam con 4.80m e medaglia d’oro olimpica a Rio de Janeiro con 4.85, la statunitense Sandi Morris, argento alle Olimpiadi con 4.80m, le svizzere Nicole Buchler (quarta ai Mondiali indoor di Portland con 4.80m e sesta alle Olimpiadi di Rio con 4.70m), Angelica Moser, campionessa mondiale juniores lo scorso luglio a Bydgoszcz e la tedesca Lisa Ryzih, seconda agli Europei di Amsterdam.

Il divertimento sarà assicurato dalla musica pop rock scelta su richiesta dagli atleti stessi e dallo spettacolo offerto dalla popolare mascotte degli Europei 2014 “Cooly”, che nell’occasione si esibirà in prove di salto con l’asta. Il salto con l’asta femminile sta conoscendo un momento di grande popolarità grazie ai recenti risultati di Nicole Buchler, atleta trentatreenne con un buon passato nella ginnastica ritmica che negli ultimi anni ha raggiunto una grande costanza di rendimento grazie anche al matrimonio con il ventinovenne Mitch Greeley, suo allenatore e a sua volta astista di origini statunitensi ora diventato cittadino svizzero con un primato personale di 5.55m. La gara dell’asta femminile non varrà per la Diamond Race ma il titolo di questa specialità verrà assegnato a Bruxelles.

“L’obiettivo di questo evento promozionale è portare l’atletica in mezzo alla gente all’interno della stazione di Zurigo, il luogo più frequentato della Svizzera. Dopo il successo delle gare di lancio del peso e di salto con l’asta maschile, ripeteremo l’esperimento con il salto con l’asta femminile, uno degli eventi più spettacolari dell’atletica. Lo scorso anno circa 2000 spettatori seguirono dal vivo il salto con l’asta maschile”, ha detto Andreas Haidiger, che dirige l’organizzazione del Weltklasse insieme a Christoph Joho.

La prima finale della Diamond League a Zurigo incoronerà i primi 16 atleti vincitori del circuito durante la spettacolare cerimonia di assegnazione dei Diamond Trophies, i trofei a forma di pista di atletica sormontati da un diamante della gioielleria zurighese Beyer. Gli altri 16 vincitori riceveranno il trofeo dei diamanti alla conclusione della seconda finale in programma a Bruxelles il 9 settembre. Cinque atleti in gara a Zurigo hanno già messo al sicuro il successo. Si tratta di Renaud Lavillenie (salto con l’asta), Kendra Harrison (100 ostacoli), Dafne Schippers (200 metri), Ivana Spanovic (salto in lungo) e Sandra Perkovic (lancio del disco). Durante le finali di Zurigo e Bruxelles i punteggi verranno raddoppiati rispetto alle altre tappe del circuito (20 punti per il primo, 12 per il secondo, 8 per il terzo, 6 per il quarto, 4 per il quinto e 2 per il sesto).

Analizziamo le sfide del Weltklasse e la situazione della Diamond Race gara per gara.

Salto con l’asta maschile

I primi a scendere in pista saranno gli acrobati del salto con l’asta alle 18.45 in una sorta di rivincita tra i primi tre delle Olimpiadi. Il ventiduenne brasiliano Thiago Braz Da Silva torna alle gare dopo il trionfo a casa sua a Rio de Janeiro dove ha battuto il record sudamericano e primato olimpico con 6.03m davanti al pubblico di casa superando Renaud Lavillenie, a cui non è bastato fare il personale stagionale all’aperto con 5.98m per vincere il secondo oro olimpico consecutivo quattro anni dopo il successo a Londra.

Braz Da Silva, emerso sulla ribalta internazionale nel 2012 con il titolo mondiale juniores a Barcellona, è cresciuto con i nonni a Marilia in Brasile. Ha iniziato con l’atletica grazie a suo zio che praticava il decathlon. Passò al basket per sei mesi prima di tornare all’atletica praticando il salto con l’asta. Thiago si allena per buona parte dell’anno a Formia con il guru del salto con l’asta Vitaliy Petrov, già tecnico di Sergey Bubka e Yelena Isinbayeva.

“Ho preso la decisione di cambiare vita e di stabilirmi in Italia perché volevo continuare ad allenarmi con Petrov. Anche se le mie giornate sono piene, mi piace rilassarmi con la mia famiglia nei momenti liberi, andare al cinema con mia moglie e bere un caffè con il mio allenatore”, ha dichiarato Thiago Braz Da Silva.

Lavillenie è tornato alla vittoria davanti al pubblico di casa a Parigi dopo le sconfitte di Rio de Janeiro e Losanna. Il campione francese ha superato 5.93m a Parigi battendo l’amico statunitense Sam Kendricks, il bronzo di Rio de Janeiro, che lo aveva battuto due giorni prima a Losanna superando 5.92m. Lavillenie ha già vinto la Diamond Race per il settimo anno consecutivo avendo 22 punti di vantaggio su Kendricks (52 punti contro 30).

“A Parigi mi sentivo stanco ma il pubblico mi ha aiutato quando ero in difficoltà alla quota di 5.81 che ho superato alla terza prova. L’unico rammarico è non essere riuscito a superare i sei metri ma è stata la mia miglior gara di sempre a Parigi. Sono l’unico atleta ad aver vinto la Diamond Race sette volte. L’obiettivo è arrivare a quota dieci”, ha detto Lavillenie.

In gara anche il campione del mondo Shawn Barber, che ha vissuto una stagione di alti e bassi e non è andato oltre il decimo posto alle Olimpiadi di Rio. “Quest’anno ho dedicato molto tempo ai lavori per la mia nuova casa e non ho trovato continuità nei miei allenamenti”, ha detto Shawn Barber.

Il cast è completato dal quarto classificato delle Olimpiadi di Rio Piotr Lisek, dal campione europeo di Amsterdam Robert Sobera, dal campione mondiale di Daegu 2011 Pawel Wojciechowski, tutti e tre appartenenti alla grande scuola polacca del salto con l’asta, e dal portacolori della Repubblica Ceca Jan Kudlicka, quinto a Rio.

100 ostacoli femminili

Kendra Harrison concluderà la stagione che l’ha incoronata primatista mondiale con 12”20 agli Anniversary Games di Londra. Malgrado abbia ammesso di sentirsi arrugginita dopo una pausa agonistica di un mese durante le Olimpiadi alle quali non ha partecipato dopo il sesto posto ai Trials statunitensi, Kendra ha collezionato due altri successi a Losanna con 12”42 (a due centesimi dal record del meeting di Gail Devers) e Parigi con 12”44.

“Non vedo l’ora di correre a Zurigo. Guardare le Olimpiadi alla televisione mi ha dato tante motivazioni per questo finale di stagione. Punto a battere il mio record personale”, ha detto Harrison.

Assenti le tre medagliate di Rio Brianna Rollins, Nia Ali e Cristi Castlin, il cast di Zurigo presenta la quarta classificata dei Giochi Olimpici Cindi Ofili. La britannica ha coronato il sogno di battere la più celebre sorella maggiore Tiffany Ofili Porter nella finale olimpica classificandosi quarta in 12”61 a due centesimi dalla medaglia di bronzo. Tra le altre protagoniste ci saranno la campionessa olimpica di Pechino 2008 Dawn Harper Nelson (vincitrice delle ultime quattro edizioni della Diamond Race) e Jasmine Stowers, seconda e terza a Losanna, e la tedesca Cindi Roleder, atleta che non sbaglia mai un colpo nei grandi campionati dove ha collezionato due medaglie agli Europei (bronzo a Zurigo 2014 e oro a Amsterdam 2016), un argento ai Mondiali di Pechino 2015 e un sesto posto nella finale olimpica di Rio.

100 metri maschili

Si preannuncia una delle gare più incerte per l’assegnazione del Diamond Trophy. Il ventinovenne Ben Youssef Meité della Costa d’Avorio ha vinto la tappa di Parigi eguagliando con 9”96 il record personale stabilito in occasione del sesto posto nella finale olimpica di Rio. In questa stagione l’ivoriano è già sceso cinque volte sotto i 10 secondi.

Meité guida la Diamond Race con 22 punti ma Asafa Powell ha rilanciato le sue ambizioni di vittoria nella classifica finale grazie al successo di Losanna in 9”96 (novantasettesimo tempo sotto i 10 secondi della sua carriera) che ha portato a 16 il suo punteggio nella Diamond Race. La starting list presenta molti dei migliori sprinter del momento come il campione europeo olandese Churandy Martina, primo a Losanna sui 200 metri in un formidabile 19”81, il sudafricano Akani Simbine, quinto a Rio in 9”94 e compagno di allenamenti del primatista mondiale Wayde Van Niekerk, lo statunitense Mike Rodgers (quarto ai Trials statunitensi e attuale secondo classificato nella Diamond Race), i britannici Adam Gemili (campione europeo sulla pista di Zurigo nel 2014 e quarto a pochi millesimi dal bronzo sui 200 metri a Rio) e Chijindu Ujah, campione europeo juniores a Rieti 2013 e primo degli esclusi dalla finale a Rio con 10”01.

Grande curiosità per il campione olimpico dei 110 ostacoli Omar McLeod, che correrà il primo 100 metri in Europa. Il giovane giamaicano ha corso in 9”99 diventando il primo atleta della storia in grado di correre sotto i 13 secondi sui 110 ostacoli e sotto i 10 secondi sui 100 metri.

Lancio del disco femminile

La discobola croata Sandra Perkovic é l’unica atleta ad aver collezionato solo vittorie nelle sei prove finora disputate in questa stagione ed è pronta a fare bottino pieno in caso di successo a Zurigo. A Parigi si è confermata la numero 1 del mondo vincendo con 67.62m battendo Melina Robert Michon.

La due volte campionessa olimpica ha messo al sicuro il quinto Diamond Trophy al termine di un’altra stagione da imbattuta anche se alle Olimpiadi ha vinto con fatica grazie alla misura di 69.21m nell’ultimo lancio valido su sei a disposizione.

La Croazia ha vissuto giornate memorabili vincendo due ori olimpici grazie a Perkovic e alla giovane giavellottista Sara Kolak. Al Letzigrund Perkovic vinse il titolo europeo due anni fa con l’eccellente misura di 71.08m e due edizioni del Weltklasse nel 2012 e nel 2014.

Zurigo ripropone l’intero podio olimpico di Rio con la francese Melina Robert Michon (argento) e la campionessa mondiale cubana Denia Caballero (bronzo). Il pubblico di lingua tedesca avrà un occhio di riguardo per Nadine Muller, Julia Fisher e Shanice Craft, rispettivamente terza, quinta e settima ai Mondiali di Pechino.

Salto in lungo femminile

Un’altra atleta che non sbaglia mai un colpo in questa stagione è la serba Ivana Spanovic, che ha vinto il titolo europeo a Amsterdam e il bronzo alle Olimpiadi di Rio con il record nazionale

di 7.08m. Nelle ultime due tappe post olimpiche ha vinto a Losanna con 6.90m e a Parigi con 6.83m. In questa stagione di Diamond League ha collezionato 56 punti (secondo miglior punteggio in assoluto dopo Sandra Perkovic) grazie a cinque vittorie e a un secondo posto. Lo scorso anno Spanovic si impose a Zurigo stabilendo il record serbo con 7.02m

Torna in gara dopo la medaglia d’argento di Rio la campionessa olimpica di Londra 2012 Brittney Reese, che ai Giochi brasiliani ha saltato 7.15m ma non è bastato per battere la connazionale Tianna Bartoletta, che al quinto salto ha realizzato il miglior salto della carriera con 7.17m. Reese ha eguagliato il record statunitense all’aperto saltando 7.31m in occasione dei Trials statunitensi di Eugene. In questa stagione l’ex giocatrice di basket ha vinto il terzo titolo mondiale indoor della sua carriera a Portland con 7.22m arrivando ad un solo centimetro dal record statunitense indoor stabilito in occasione del primo titolo mondiale al coperto a Istanbul. Lo scorso giugno Reese si è esibita davanti al pubblico svizzero in occasione del successo al Galà dei Castelli di Bellinzona con 7.04m.

Tianna Bartoletta è apparsa stanca nelle prime gare dopo l’impresa olimpica dove ha conquistato anche l’oro nella staffetta 4x100 ma è in gara per difendere il secondo posto nella Diamond Race. Le altre protagoniste annunciate saranno le britanniche Shara Proctor (seconda ai Mondiali di Pechino 2015) Lorraine Ugen (bronzo ai Mondiali Indoor di Portland) e Jazmin Saywers (terza agli Europei di Amsterdam), la due volte campionessa europea indoor Dariya Klishina, la finalista olimpica di Rio Ksenija Balta e la tedesca Sosthene Moguenara (terza nelle liste mondiali stagionali con 7.16m).

Salto in alto femminile

La neo campionessa olimpica Ruth Beitia è a un passo dal secondo successo nella Diamond Race avendo un vantaggio di 16 punti (41 a 25) sulla rappresentante di Santa Lucia Laverne Spencer, apparsa in ottime condizioni recentemente con il sesto posto alle Olimpiadi e il secondo posto di Parigi con 1.96m. Beitia si è aggiudicata quattro vittorie su cinque in Diamond League in questa stagione.

Chi punta al podio della Diamond League è l’azzurra Alessia Trost, attualmente terza nella Diamond Race con 14 punti dopo il bel terzo posto di Parigi con 1.93m, stessa misura realizzata in occasione del quinto posto alle Olimpiadi di Rio. Trost ha annunciato di recente la sua decisione di trasferirsi in ottobre a Ancona per allenarsi con Gianmarco Tamberi sotto la guida di Marco Tamberi, papà di Gimbo.

Una partnership che potrebbe dare un nuovo slancio alla carriera della giovane saltatrice di Pordenone. Sulla pedana del Letzigrund l’azzurra ritroverà altre protagoniste della finale olimpica di Rio come Mirela Demireva (medaglia d’argento con 1.97), la tedesca Marie Laurence Jungfleisch (2.00 metri saltati in questa stagione a Eberstadt), la campionessa mondiale indoor 2014 Kamila Lichwinko, la statunitense Inika McPherson (l’atleta che detiene il record di differenziale tra la migliore misura saltata in carriera di 2 metri e 1.65 di altezza) e la lettone Ayrine Palsyte (seconda agli Europei Under 23 nel 2015 dietro a Trost, con la quale ha rivaleggiato tante volte nelle categorie giovanili).

Salto triplo maschile

Christian Taylor insegue il quinto successo consecutivo nella Diamond Race al termine di un’altra grande stagione culminata con il secondo oro olimpico consecutivo a Rio de Janeiro con 17.86m davanti all’amico Will Claye. In questa stagione Taylor ha superato la barriera dei 17.50m quattro volte. Lo statunitense si impose al Letzigrund nel 2014 con 17.51m.

L’atleta allenato da Rana Reider guida la Diamond Race con 40 punti grazie ai successi di Doha, Eugene, Stoccolma e Londra davanti al cubano Alexis Copello (26 punti) e al vincitore della tappa di Parigi Chris Carter (20 punti), entrambi in gara a Zurigo. In gara anche il bronzo dei Mondiali di Pechino 2015 Nelson Evora e il ventenne tedesco Max Hess, campione europeo a Amsterdam 2016.

800 metri femminili

Caster Semenya torna alle gare dopo i tanti festeggiamenti in Sudafrica seguiti all’oro olimpico conquistato a Rio con il miglior tempo mondiale dell’anno di 1’55”28 davanti alla burundiana Francine Nyonsaba. La sudafricana detiene quattro dei migliori sei tempi stagionali. In questa stagione di Diamond League ha corso il tempo più veloce a Montecarlo con 1’55”33 precedendo Nyonsaba, che nell’occasione corse il terzo miglior tempo stagionale con 1’56”24. Nyonsaba ha vinto l’ultima gara in

Diamond League a Losanna in 1’57”71 riducendo lo svantaggio a due soli punti nei confronti della sudafricana. La gara di Zurigo è una ripetizione della finale olimpica di Rio con tutte le otto finaliste dei Giochi oltre alla campionessa mondiale di Mosca 2013 Eunice Sum e alla campionessa europea di Amsterdam Nataliya Pryschepa. Guidano la lista delle protagoniste la quarta classificata Melissa Bishop (autrice del record canadese di 1’57”02 stabilito nella finale dei Giochi Olimpici), la quinta Jelena Jozwik, la sesta Lynsey Sharp, la settima Marina Arazamasova (campionessa mondiale a Pechino) e l’ottava Kate Grace (vincitrice ai Trials statunitensi).

Il pubblico svizzero sosterrà la beniamina locale Selina Buchel, prima delle escluse dalla finale sia ai Mondiali di Pechino sia alle Olimpiadi di Rio de Janieiro nonostante ottime prestazioni cronometriche.

Buchel, campionessa europea indoor a Praga e quarta agli Europei di Amsterdam lo scorso luglio, proviene dal vicino Cantone di San Gallo e si allena vicino a Zurigo. Buchel ha migliorato il personale stagionale al meeting di Losanna con 1’58”77. Fa parte della nuova generazione degli atleti rossocrociati lanciati in occasione degli Europei di Zurigo 2014.

3000 siepi femminili

La neo primatista mondiale Ruth Jebet ha riscritto la storia dei 3000 siepi femminili sabato serata allo Stade de France di Parigi polverizzando il record mondiale di 6 secondi con un sensazionale 8’52”78. La diciannovenne atleta di origini keniane ha vinto la prima medaglia d’oro nella storia del Barhein, paese per la quale gareggia dal 2013. Jebet, campionessa mondiale juniores nel 2014 a Eugene, ha realizzato tre dei quattro migliori tempi della storia avendo corso in 8’59”75 in occasione del successo olimpico di Rio e in 8’59”97 al Prefontaine Classic di Eugene.

Jebet guida la Diamond Race con quattro punti di vantaggio sulla campionessa mondiale di Pechino e medaglia d’argento Hvin Kyeng, a sua volta grande protagonista della gara record parigina conclusa in 9’01”96. Il podio di Rio sarà completato dalla presenza della statunitense Emma Coburn, terza a Rio de Janeiro e a Parigi. La bionda statunitense è salita sulla ribalta nel 2014 in occasione della tappa della Diamond League di Shanghai quando vinse a sorpresa con una gara coraggiosa tutta di testa che entusiasmò il pubblico. Coburn è arrivata in Europa subito dopo il bronzo olimpico di Rio insieme all’amica e compagna di allenamenti Jennifer Simpson per abituarsi al clima europeo in vista della gara di Parigi conclusa al terzo posto.

In questa stagione l’atleta nata in Colorado ha migliorato il record nord-americano con 9’07”63 in occasione del bronzo olimpico a Rio. Si allena a Boulder in Colorado con l’inseparabile amica Jennifer Simpson, medaglia di bronzo olimpica a Rio sui 1500 metri. La lista delle top 5 di Rio 2016 è completata dalla quarta classificata Beatrice Chepkoech e dall’etiope Sofia Assefa. Attenzione anche all’australiana Genevieve Lacaze, che a Parigi ha stabilito il record dell’Oceania con 9’14”28.

1500 metri femminili

La ventitreenne studentessa in veterinaria all’Università di Glasgow Laura Muir ha realizzato la grande impresa del meeting di Parigi (record mondiale di Ruth Jebet a parte) polverizzando per la seconda volta il record britannico con un formidabile 3’55”22, quarta migliore prestazione europea di sempre. Muir aveva tolto il record alla campionessa olimpica degli 800 e dei 1500 metri Kelly Holmes lo scorso 22 luglio agli Anniversary Games di Londra con 3’57”49.

Alle Olimpiadi di Rio la giovane britannica ha provato coraggiosamente a inseguire la keniana Faith Kipyegon e l’etiope Genzebe Dibaba finendo per pagare lo sforzo e chiudere la finale in settima posizione. Muir è un’atleta capace di entusiasmare il pubblico per le sue gare coraggiose e sempre all’attacco come l’anno scorso quando vinse da front runner i 1500 metri ai Bislett Games di Oslo. Sempre nella capitale norvegese ha migliorato quest’anno il record scozzese della grande Yvonne Murray finendo alle spalle di Faith Kipyegon. Muir ha ridotto lo svantaggio nella Diamond Race nei confronti di Kipyegon a otto punti (36 a 28) grazie al successo di Parigi.

“Sono sorpresa del record di Parigi perché mi sono allenata solo una volta in pista dopo Rio. Sto beneficiando del fatto di dividere la mia vita tra gli allenamenti e gli studi universitari che mi permettono di non pensare soltanto all’atletica. Conseguire la laurea entro il 2018 sarà più difficile che allenarmi per i Mondiali di Londra perché il quinto anno sarà molto impegnativo”, ha detto Laura Muir.

La britannica, bronzo agli Europei Under 23 di Tampere 2013 e quinta ai Mondiali di Pechino 2015, ritroverà ancora la campionessa olimpica Kipyegon, che è finita seconda sabato scorso a Parigi pur correndo in un formidabile 3’56”72. Della gara parigina, che ha visto ben sette donne scendere sotto il muro dei 4 minuti, saranno presenti la campionessa europea 2014 e iridata indoor Sifan Hassan (3’57”13) e Jennifer Simpson, che ha festeggiato il trentesimo compleanno a Parigi con un eccellente 3’58”19. Simpson diede vita ad un’ incredibile vittoria al photo finish nell’edizione 2014 del Weltklasse con la connazionale Shannon Rowbury che le regalò il successo nella Diamond Race.

In gara ci saranno nove delle prime dieci delle Olimpiadi e le prime 11 della Diamond Race. Potrebbero inserirsi nella lotta per le prime posizioni l’etiope Dawit Seyaum, medaglia d’argento ai Mondiali Indoor 2014 e quinta nella gara di Parigi in 3’58”09, la vice campionessa olimpica dei 5000 metri Hellen Obiri e la medaglia d’oro degli Europei di Amsterdam Angelika Chicocka.

5000 metri maschili

La lotta per la vittoria finale nella Diamond Race si deciderà tra gli etiopi Muktar Edris e Yomif Kejelcha. Edris ha dominato la prima parte della stagione vincendo a Shanghai e Eugene ma Kejelcha ha vinto a Parigi sui 3000 metri stabilendo il record mondiale juniores con 7’28”19. Edris guida la Diamond Race con otto punti di vantaggio su Kejelcha (30 a 22).

Il cast prevede il secondo e il terzo delle Olimpiadi Paul Chelimo (statunitense di origini keniane) e Hagos Gebrehiwet dell’Etiopia, la medaglia d’argento olimpica dei 10000 metri Paul Tanui, il marocchino Abdelati Iguider (secondo a Parigi sui 3000 con il record personale di 7’30”09), il campione del mondo dei 10000 metri di Daegu 2011 Ibrahim Jeylan (vincitore a Stoccolma).

Merita una citazione particolare anche il vice campione olimpico dei 3000 siepi Evan Jager, grande amico del due volte vincitore della maratona di New York Orlando Pizzolato, le cui figlie hanno creato un fan club italiano. Il quarantunenne Bernard Lagat correrà la penultima gara prima di concludere la sua straordinaria carriera a Berlino sabato prossimo.

Getto del peso maschile

Parigi ha regalato una gara memorabile vinta dal neozelandese Tom Walsh con 22.00m per appena un centimetro sul neo campione olimpico Ryan Crouser. Lo statunitense emerse sulla scena internazionale nel 2009 quando vinse il titolo mondiale under 18 a Bressanone. L’atleta dell’Oregon proviene da una famiglia di lanciatori. Il padre era un ottimo discobolo, mentre lo zio Brian gareggiò in due Olimpiadi nel giavellotto. L’altro zio Dean era un buon pesista e discobolo. Anche i fratelli Sam e Hayley lanciano il giavellotto.

Ryan Crouser si è aggiudicato due titoli NCAA outdoor nel 2013 e nel 2014 e uno a livello indoor nel 2014 gareggiando con la maglia dei Texas Longhorns. Ai Trials olimpici statunitensi ha staccato il biglietto per le Olimpiadi con 22.11m battendo Kovacs in una sorta di anticipazione della finale olimpica di Rio. Walsh ha contribuito al brillante bilancio olimpico di quattro medaglie della Nuova Zelanda a Rio vincendo il bronzo.

In gara anche l’argento di Rio e campione mondiale Joe Kovacss, il campione europeo di Amsterdam e due volte iridato David Storl, l’emergente Franck Elemba del Congo, quarto alle Olimpiadi, il campione e primatista mondiale juniores Konrad Bukowiecki e il brasiliano Darian Romani (quinto alle Olimpiadi). Walsh guida la Diamond Race con quattro punti di vantaggio su Kovacs.

Lancio del giavellotto maschile

Una delle gare più incerte per l’assegnazione del Diamond Trophy. Il tedesco Thomas Rohler ha vinto le Olimpiadi con un eccellente 90.30m riportando la Germania sul gradino più alto del podio ai Giochi Olimpici 44 anni dopo Klaus Wolfremann.

Rohler guida la Diamond Race con 34 punti ma dovrà stare attento al portacolori della Repubblica Ceca Jakub Vadleich, che ha vinto a Parigi davanti al tedesco con un ottimo 88.02m riducendo lo svantaggio nella classifica generale a soli 4 punti (34 a 30). Rohler vinse il Diamond Trophy due anni fa conquistando il successo nella finale di Zurigo. Potrebbe inserirsi nella lotta per le prime posizioni il campione olimpico di Londra Keshorn Walcott, che alle Olimpiadi è salito ancora sul podio con 85.38m dopo un eccellente 88.68m in qualificazione.

400 metri maschili

Lashawn Merritt è vicino a conquistare il terzo successo in carriera nella Diamond Race dopo quelli del 2013 e del 2014. Lo statunitense guida la classifica generale con 30 punti con tre vittorie in altrettante gare e gli basta il successo a Zurigo per vincere il diamante. Dopo il bronzo nei 400, il sesto nei 200 e l’oro nella 4x400 lo statunitense ha vinto a Losanna in 44”50 battendo il giovane Steven Gardiner, secondo in 44”75 e anche lui presente a Zurigo.

Gli altri protagonisti saranno il grenadino Bralon Taplin (settimo a Rio), il campione del mondo indoor Pavel Maslak e Isaac Makwala, quinto ai Mondiali di Pechino sui 400 metri e alle Olimpiadi con la forte staffetta 4x400 del Botswana, i britannici Martin Rooney e Matthew Hudson Smith, primo e secondo agli Europei di Zurigo 2014. Hudson Smith è stato finalista a Rio con 44”61.

400 ostacoli maschili

Cinque degli otto finalisti delle Olimpiadi di Rio saranno in gara incluso il vincitore Kerron Clement, il secondo Boniface Tumuti e il sorprendente irlandese Thomas Barr. Tutti e tre sono scesi sotto i 48 secondi correndo rispettivamente in 47”73, 47”78 e 47”97. In grande forma arriva anche l’estone Rasmus Magi, secondo agli Europei di Zurigo. Javier Culson, bronzo alle Olimpiadi di Londra, cercherà di riscattare la delusione per la squalifica per partenza falsa nella finale olimpica di Rio.

Il campione del mondo Nicholas Bett ha riscattato un avvio di stagione difficile vincendo a Parigi in 48”01 e arriva a Zurigo in crescita di condizione. Il “Faraone Svizzero” Kariem Hussein, campione europeo a Zurigo 2014 e vincitore al Weltklasse nel 2015, torna alle gare dopo un infortunio al piede che gli ha impedito di rendere al meglio alle Olimpiadi. Clement guida la Diamond Race con 31 punti davanti a Culson (25).

400 ostacoli femminili

Gara non valida per la Diamond Race ma inserita nel programma per festeggiare la medaglia di bronzo agli Europei di Amsterdam della svizzera Lea Sprunger. Le stelle saranno la danese Sara Petersen, atleta tornata a grandi livelli dopo la maternità con il quarto posto ai Mondiali di Pechino e l’argento olimpico a Rio, la scozzese Elidh Doyle, vincitrice del titolo europeo a Zurigo 2014 e vincitrice di due tappe di Diamond League a Doha e Montecarlo e la medaglia d’argento mondiale di Pechino Shamier Little (53”51 come miglior tempo stagionale).

Gli appassionati italiani potranno gustarsi la prima gara in Diamond League della diciannovenne parmense Ayomide Folorunso, splendida quarta classificata a Amsterdam a nove centesimi dalla medaglia di bronzo e semifinalista alle Olimpiadi di Rio. “Ayo” è entrata a far parte del club delle atlete capaci di correre la distanza in 55 secondi in occasione dei Campionati Italiani di Rieti prima di confermarsi agli Europei con il record italiano under 23 di 55”50. La ragazza emiliana tesserata per le Fiamme Oro Padova proviene da una famiglia originaria di Abeokuta in Nigeria trasferitasi a Fidenza (il padre Emmanuel lavora come geologo minerario).

Folorunso è stata scoperta a scuola dal suo insegnante di educazione fisica Maurizio Pratizzoli, che tuttora la segue. La giovane ostacolista azzurra è stata una delle protagoniste della staffetta 4x400, sesta classificata nella finale olimpica di Rio dopo il record italiano stabilito in batteria. Studia presso la Facoltà universitaria di Medicina e Chirurgia.

Staffetta 4x100 UBS Zurich Trophy

Prima del gran finale con la premiazione dei vincitori della Diamond Race ci sarà un momento di festa per il quartetto svizzero composto dalla ticinese Ajla Del Ponte, Sarah Atcho, Ellen Sprunger (sorella dell’ostacolista Lea) e Salomé Kora, che agli Europei di Amsterdam hanno stabilito il record nazionale con 42”87. Le rossocrociate avranno un compito proibitivo contro gli Stati Uniti e la Giamaica, oro e argento alle Olimpiadi in 41”01 e 41”36, la Germania, quarta a Rio in 42”10 ma capace di correre in 41”62 a Mannheim poco prima delle Olimpiadi, e l’Ucraina, sesta nell’ultima finale olimpica.

Share

Commenta

Ti potrebbe interessare anche:

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.