Dante, stoccata a Guardiola: "Bene la tattica, meno il lato umano"

Il difensore del Nizza attacca l'ex allenatore del Bayern Monaco e il Wolfsburg: "Lì non c'erano ambizioni. Per crescere oltre alle parole servono i fatti".

Guardiola e Dante insieme ai tempi del Bayern Monaco

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Aveva giurato fedeltà al Wolfsburg, poi però Dante ci ha ripensato e la scorsa settimana si è accasato al Nizza. Dopo una sola stagione con i "Lupi", il 32enne ex difensore del Bayern Monaco ha deciso di andarsene per provare una nuova esperienza in Ligue 1.

Con il Wolfsburg un addio al veleno

Una settimana fa, subito dopo l'annuncio del trasferimento in Francia, il brasiliano aveva lasciato un messaggio d'addio e di ringraziamento per i suoi ex tifosi, che però non hanno gradito il repentino cambio d'idea e lo hanno accusato di tradimento.

Così, a distanza di qualche giorno, è arrivata ai microfoni di SportBild la spiegazione (che non farà molto piacere al Wolfsburg) del diretto interessato.

Nella vita una persona ha bisogno di pianificazione e obiettivi. Il Wolfsburg non aveva niente di questo. Ne ho parlato a lungo con Dieter Hecking (allenatore del Wolfsburg, ndr) e Klaus Allofs (il ds, ndr), ho chiarito la mia posizione. E nonostante questo non è accaduto nulla. Non basta parlare di Europa, si deve volerla anche nei fatti.

La replica del direttore sportivo non s'è fatta attendere:

Abbiamo grandi obiettivi, ma non abbiamo più obiettivi comuni con Dante. Il Wolfsburg ha ambizioni chiare, vogliamo tornare a giocare in Champions League nel minor tempo possibile. 

L'umanità di Guardiola e il Bayern

È senza peli sulla lingua Dante, che dopo aver sistemato la sua ex squadra fa lo stesso anche con Pep Guardiola, con il quale ha lavorato insieme al Bayern Monaco:

Lui non parla con i suoi giocatori, non ha rapporto. Ci sono degli allenatori che a livello tattico sono bravissimi, ma che umanamente hanno qualche mancanza. Ecco, Guardiola è uno di questi.

Almeno quando si parla di Bayern Monaco, il difensore del Nizza si addolcisce un po':

Tutti potrebbero pensare che il mio momento più bello sia stata la vittoria della Champions League nel 2013. In realtà è stata la firma sul contratto con i bavaresi, è stata la realizzazione di un sogno. Il Bayern non vince per caso, ma perché dal personale che si occupa della pulizia al conducente dell'autobus, tutti sono dei professionisti di livello assoluto. Una volta che viene vinto il campionato non c'è il rischio di essere appagati, perché si riparte da zero e tutto viene rimesso in discussione per restare sempre concentrati al massimo.

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