Ray Wilkins shock: "Sono alcolizzato, ma non finirò come George Best"

L'ex Milan ha rivelato la sua dipendenza dall'alcol, ma anche la sua determinazione a uscirne con l'aiuto di famiglia e amici: "Sono in terapia e non bevo da tre mesi".

Wilkins

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Il 59enne Ray Wilkins, ex centrocampista di Manchester United e Milan, nei giorni scorsi ha rivelato di essere dipendente dall'alcol ma di essere fermamente intenzionato a guarire:

L'alcolismo è una malattia terribile e io purtroppo ce l'ho. È stato un periodo molto difficile, credo più per la mia famiglia che per me, perché io sono la persona che causa i problemi e loro devono subirne le conseguenze in larga misura. Sono una persona molto fortunata ad avere avuto il loro supporto.

Wilkins in panchina

Wilkins si è sottoposto a una terapia ferrea in un centro di riabilitazione e ora sta provando a camminare con le sue gambe:

Adesso ho il destino nelle mie mani, di certo non voglio finire come George Best. 

Da calciatore era stato un giramondo, Ray Wilkins. Cresciuto nel Chelsea, che negli anni Settanta non era ancora quell'ammiraglia del calcio europeo che è ora, a 23 anni passò al Manchester United, dove ben presto divenne il faro del centrocampo. Cinque anni dopo, nel 1984, notato dagli osservatori milanisti, arrivò in rossonero. Era il periodo d'oro della Serie A, "il campionato più bello del mondo" si diceva, naturale approdo per i migliori stranieri di tutto il mondo, da Zico a Maradona.

Ray Wilkins, con la maglia del Milan, contro il Napoli di Maradona

Al Milan, Wilkins non fece faville, tanto che nel 1987 fu ceduto al Psg. Breve esperienza in Francia, poi arrivò in Scozia, un paio d'anni ai Rangers, prima del ritorno - nel 1989, a 33 anni - a Londra, nelle file del Queens Park Rangers, dove rimase per ben 7 anni. A 40 anni, non ancora stanco di calcio giocato, Ray girovagò ancora un po', fra Scozia e le serie minori inglesi. Le scarpette al chiodo le appese soltanto nel 1997, dopo tre presenze nel Leyton Orient.

Wilkins con la maglia del Qpr

In totale aveva giocato circa 700 match in squadre di club e 84 nella Nazionale di Sua Maestà, di cui fu anche capitano. Ma il calcio è sempre stato la sua vita, così a Wilkins venne naturale passare alla panchina. Al Qpr, per la verità, Ray era già stato allenatore-giocatore e quella è rimasta la sua unica esperienza da tecnico titolare.

Tranne un paio di interim al Chelsea, infatti, Wilkins in panchina è sempre stato vice di qualcuno, che fosse al Fulham, al Chelsea, appunto, dove fu anche secondo di Vialli, al Watford, nell'Under 21 inglese, al Milwall. Nel settembre 2014 Ray ha l'occasione della vita: la Giordania lo nomina commissario tecnico, ma nel febbraio successivo l'eliminazione dalla Coppa d'Asia gli costa subito la panchina. Poca gloria per lui anche nell'ultima stagione, come vice all'Aston Villa, retrocesso in Premiership.

Wilkins con Guus Hiddink sulla panchina del Chelsea nel 2009

Wilkins, che ha avuto la patente ritirata per quattro anni dopo essere stato beccato tre volte col tasso alcolico oltre i limiti, ora affronterà la sfida più difficile:

Sto già molto meglio e non bevo da tre mesi, anche se la parte più dura viene adesso e giuro che mi spaventerebbe meno affrontare il mio eterno rivale Graeme Souness che quello che mi toccherà nel prossimo futuro.

Auguri di cuore, Ray!

Ray Wilkins all'uscita del tribunale dove ha dovuto spiegare come sta combattendo la sua battaglia contro l'alcol

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