Ibrahimovic re di Supercoppe: ne ha vinte 10 in 5 Paesi diversi

Il gol vittoria in Community Shield contro il Leicester è valso alla nuova star del Manchester United la sua decima Supercoppa in carriera in cinque leghe diverse.

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La décima di King Zlatan. Per carità, a chi ha promesso di diventare il "dio" di Manchester, una semplice corona in testa non può che stare stretta. Intanto però Ibrahimovic si gode il titolo di re di coppe, anzi di Supercoppe: sono dieci quelle alzate al cielo in carriera. Traguardo raggiunto grazie a quello stacco imperioso su Wes Morganal minuto 83 di Community Shield contro il Leicester campione d'Inghilterra. Prima rete per Ibra alla prima gara ufficiale con il Manchester United: un esordio da sogno, se non stessimo parlando di uno di quei top-top player che i sogni, soprattutto dei propri tifosi, sono abituati a realizzarli. 

"It's all about winning trophies", ha commentato con la più assoluta serenità il neo numero 9 dei Red Devils: già, è tutta una questione di vincerli, i trofei. Per il calciatore svedese più forte di sempre, sono semplicemente la colonna sonora della sua vita. Il feeling maggiore lo conserva con i trionfi in campionato: è l'unico ad aver conquistato 11 titoli nazionali in quattro leghe differenti, senza contare i due scudetti (il primo revocato, il secondo assegnato all'Inter) con la Juventus. Subito dopo però ecco la simpatia reciproca tra Zlatan e la Supercoppa: con quella (a forma di scudo) sollevata a Wembley, il fuoriclasse di Malmö ne ha vinte dieci in ben cinque Nazioni diverse. Anche qui, record unico e assoluto. Per una liaison d'amore cominciata 14 anni fa, ai tempi dell'Ajax.

La prima Supercoppa non si scorda mai

L'esordio vincente in realtà è molto soft: un quarto d'ora nel finale di gara del Johan Cruijff Schaal, la Supercoppa olandese. L'Ajax, vincitore sia della precedente Eredivisie che della Coppa d'Olanda, ospita all'Amsterdam Arena il PSV secondo in classifica: 3-1 il risultato finale per i Lancieri di Ronald Koeman, con Ibrahimovic in campo appunto a partire dal 76' al posto dell'egiziano Mido. Qualche mese dopo quest'ultimo gli avrebbe lanciato, mancandolo, un paio di forbici. Ma questa è un'altra storia.

Ibra ai tempi dell'Ajax: 48 le reti segnate nelle tre stagioni in Olanda

Italia, Milano: andata e ritorno

Per il bis bisogna aspettare quattro anni. Un gol del nerazzurro Juan Sebastian Veron, nella finale del 2005 tra Inter e Juventus, manderà a vuoto il primo tentativo. La "rivincita" arriverà l'estate successiva, dopo lo scandalo Calciopoli, l'addio ai bianconeri e il contestato passaggio propri ai rivali milanesi. La gara è quella, rocambolesca, che la formazione di Roberto Mancini vincerà 4-3 ai supplementari contro la Roma, dopo aver rimontato lo svantaggio iniziale di tre reti: per Ibra 120 minuti in campo, in coppia prima con Adriano e poi con Crespo.

Con l'Inter due Supercoppe vinte in tre finali contro la Roma

L'anno successivo i giallorossi si vendicheranno, sempre al Meazza e sempre contro Zlatan, grazie a un rigore di De Rossi. Ma nel 2008 saranno di nuovo i nerazzurri a esultare di fronte alla Roma: vittoria ai rigori (dopo il 2-2 al termine dei supplementari) e primo penalty della lotteria realizzato proprio dall'attaccante classe '81. Alle due Supercoppe interviste si aggiungerà poi nel 2011 quella portata a casa con il Milan. Contro chi? Contro l'Inter, nel più classico degli incroci studiati a tavolino dal destino. Il derby della Madonnina, per l'occasione, va in scena a Pechino e Ibra realizza il suo primo centro nella competizione: sua la rete che al 60' pareggia il vantaggio di Sneijder, prima del 2-1 finale siglato da Boateng.

A Pechino nel 2011, in finale contro la sua ex Inter

Nel mezzo, doppietta in Spagna... in un solo anno

Tra la prima esperienza milanese e il secondo atto all'ombra del Duomo, Ibrahimovic ha fatto in tempo a vincere altre due Supercoppe in Spagna... in meno di 365 giorni. Al Barcellona Zlatan è rimasto solo il tempo di una stagione, passata alla storia come una delle meno soddisfacenti per la star svedese. Una parentesi condita però da un campionato, una Supercoppa europea, un Mondiale per club e appunto due Supercoppe iberiche.

Un anno solo a Barcellona, giusto il tempo di vincere 5 trofei e segnare 22 gol

La prima, appena sbarcato in Catalogna nell'estate 2009: assente nella gara d'andata in casa dell'Athletic Bilbao, Ibra ha fatto il suo esordio in blaugrana direttamente nel match di ritorno del 23 agosto (3-0 al Camp Nou). La seconda finale vinta coincide invece con la sua ultima apparizione tra i culé: sostituito dopo 52' minuti nella partita d'andata persa 3-1 in casa del Siviglia, Zlatan rimarrà poi in panchina nel 4-0 che al ritorno ribalterà l'esito dell'edizione 2010. Era il 21 agosto, una settimana prima di essere ceduto in prestito con diritto di riscatto al Milan.

Il triplete di Parigi

Zlatan realizza dal dischetto il gol che apre le danze nella finale di Supercoppa francese 2014 contro il Guingamp

È in Francia invece che Ibra ha raccolto il maggior numero di Supercoppe con un singolo club. Ci riuscirà tra il 2013 e il 2015 con il Paris Saint-Germain, in quello che rappresenta una sorta di tour mondiale. Nel 2013 infatti i parigini solleveranno il Trophée des Champions contro il Bordeaux nella finale di Libreville, in Gabon (2-1 il risultato finale). L'anno successivo sarà di nuovo Pechino ad ammirare l'esultanza di Ibrahimovic: 2-0 e doppietta personale contro la sorpresa Guingamp. L'ultimo successo, nel 2015, vedrà invece il Psg superare 2-0 l'Olympique Lione a Montreal, in Canada.

Conquistata anche l'Inghilterra

Il 6 agosto il Psg ha battuto di nuovo il Lione 4-1, ottenendo la quarta Supercoppa consecutiva. Zlatan però era già volato a Manchester da un mesetto. La presentazione in pompa magna, la reunion con l'amato José Mourinho, i 90 milioni di euro generati in una sola settimana dalla vendita delle sue magliette e il primo gol in amichevole contro il Galatasaray in semi rovesciata: il gol vittoria in Community Shield è suonato come una semplice, naturale conseguenza del suo straordinario impatto in Inghilterra:

Il Manchester United è probabilmente il club più grande per cui ho giocato, posso paragonarlo solo al Milan. Ora speriamo di vincere molto più di questo trofeo, siamo ancora in fase di costruzione ma abbiamo cominciato con un successo. La squadra è fantastica, io sto bene e l'allenatore lo conoscete tutti, fa di tutto per vincere.

Proclami di chi già ci ha preso gusto a esultare e trionfare con la maglia dei Red Devils. L'obiettivo dichiarato non può che essere la Premier League, per completare un filotto di campionati vinti senza precedenti. E magari provare a conquistare, il prossimo anno, l'ennesima Supercoppa.

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