La calda estate del Napoli, tra Higuain "core 'ngrato", Marek e... Arek

Lo sbarco alla Juventus di Higuain, nel giorno del compleanno di Hamsik: è il testacoda emozionale vissuto dal Napoli, tra l'assalto a Icardi e il colpo Milik.

Marek Hamsik e Gonzalo Higuain, da compagni di squadra ad avversari

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Per fortuna che c’è Marekiaro. Nella settimana più movimentata, tumultuosa, emotivamente probante per i tifosi del Napoli, il compleanno di Marek Hamsik è come una boccata d’ossigeno presa al volo, prima di rituffarsi in un altro mare. Quello del mercato, agitato dall’addio burrascoso di Gonzalo Higuain e movimentato dal tentativo in corso di "chiodo schiaccia chiodo” con Mauro Icardi e dal colpo in dirittura Milik.

Rinnovo con vista su Marekiaro

E così, proprio nel giorno in cui il Pipita riceve a Torino il primo bagno di folla juventino e Aurelio De Laurentiis continua a lanciargli contro dardi dialettici avvelenati, il capitano slovacco festeggia i suoi primi 29 anni. Gli ultimi dieci dei quali festeggiati indossando la maglia azzurra: è lui la presenza fissa rispetto ai big che nel corso del tempo hanno salutato, in alcuni casi tradito secondo i tifosi più romantici: da Cavani a Lavezzi, fino al nuovo “core ‘ngrato” Higuain, erede suo malgrado dei vituperi che Napoli riservò più di quarant’anni fa ad Altafini. Nel caso del neo bianconero, per Aurelio De Laurentiis non si sono dubbi: trattasi di tradimento a regola d’arte, con tanti saluti alla gratitudine invocata dal padre patron partenopeo.

Per festeggiare al meglio chi, come Hamsik, ha invece stretto un legame viscerale con i colori del Napoli, De La sta impacchettando un regalo a forma di rinnovo fino al 2020: la medicina migliore per curare i primi mal di pancia che, per voce del padre e dell’agente del giocatore, erano sorti attorno alla permanenza del centrocampista classe ’87. Inevitabile però che i voti matrimoniali tra il club partenopeo e lo slovacco siano oscurati dalle grandi manovre per spedire Higuain e i suoi 91 gol napoletani nel regno dei ricordi. E lanciare un segnale forte alla piazza: rendere la vita difficile alla Juventus nella corsa al suo sesto scudetto consecutivo. Sembra un'impresa impossibile, pochi dubbi al riguardo. Ma un bastone tra le ruote non guasta di certo. Anche perché c’è una Champions League da affrontare, direttamente a partire dalla fase a gironi: cucire una vesta europea addosso alla creatura di Maurizio Sarri è più che mai obbligatorio.

La scalata al monte Icardi

Addirittura scontato per De Laurentiis, come suggerisce la risposta “diplomatica” data a un tifoso presente nel ritiro di Dimaro, che aveva chiesto se sarebbero stati acquistati nuovi giocatori: “Ma che domanda del c….!”. Ai puntini intuite voi cosa dovete sostituire. Rimpiazzare invece i 36 gol dello scorso campionato di Higuain sarà invece assai più complicato. Certo, Mauro Icardi non sarebbe stato affatto male come erede del goleador connazionale. Esattamente quello che deve aver pensato Aurelio, lanciatosi a testa bassa all’assalto del giovane capitano dell’Inter. Sul piatto un’offerta al club nerazzurro che si è andata via via gonfiandosi, fino a toccare la cifra monstre di 60 milioni di euro.

Per la punta classe ’93 sono invece quasi 10 i milioni (tra quota fissa, bonus e diritti d’immagine) proposti, più una parte nel prossimo cinepanettone (poi diventato un programma tv) da garantire alla moglie e agente Wanda Nara: calcio e show business non sono mai stati così intrecciati. “Tutti a Napoli vogliono Mauro, ma è il capitano dell’Inter”, ha sottolineato la giunonica compagna di vita del numero 9 interista. Chissà se in queste parole prevale più il senso di orgoglio o di rammarico, per la carovana di denaro che si sarebbe riversata sulla coppia Icardi-Nara. Sicuramente prevale il primo sentimento nelle parole del presidente nerazzurro Erick Thohir: "Non venderemo Icardi. Abbiamo ricevuto offerte anche dal Napoli ma non lo cederemo”. Dichiarazioni che invitano gli insistenti corteggiatori a gettare la spugna.

Intanto ecco la "consolazione" Milik...

Prima di capire se De Laurentiis seguirà o meno il consiglio, ecco arrivare in porto il “piano B” Arkadiusz Milik. Il blitz per l’attaccante dell’Ajax e della Nazionale polacca (un gol contro l’Irlanda del Nord agli ultimi Europei) sta per andare a segno: 25 milioni più circa 5 di bonus ai Lancieri, contratto di cinque anni a 2,5 milioni a stagione per l’ariete classe 1994, autore di 47 reti nei due anni trascorsi ad Amsterdam. Un rinforzo importante per il tridente di Sarri, soprattutto in prospettiva: impensabile aspettarsi da lui la capacità realizzativa e la carica carismatica del Pipita, ma a soli 22 anni ha già dimostrato una maturità tattica e una voglia di mettersi in mostra assolutamente incoraggianti. E se di Marek (Hamsik) ce n’è solo uno, Arek (nomignolo di Milik) farà di tutto per rendere meno pesante la partenza dell’ex Real Madrid.

Affiancargli un altro colpo sembra essere comunque la convinzione della dirigenza azzurra. Magari Carlos Bacca, in uscita dal Milan ma ancora senza sistemazione dopo l’arenarsi delle trattative con il West Ham. I rossoneri hanno rifiutato un primo tentativo di circa 20 milioni, ma le voci (poi confutate) della presunta presenza dell’attaccante colombiano a Napoli lasciano intendere come il discorso non sia ancora chiuso del tutto. Da un sudamericano a un altro (ex Juve oltretutto), anche Carlitos Tevez è stato cercato invano dagli uomini mercato di De Laurentiis: come ammesso dallo stesso Apache, la sua carriera però proseguirà e si chiuderà nell’amato Boca Juniors.

Le "spine" interne Gabbiadini e Koulibaly

Alla lunga serie degli attaccanti candidati ad alleviare la ferita Higuain, si aggiunge anche un’altra opzione… a costo zero: “Manolo Gabbiadini non si sente inferiore agli attaccanti accostati al Napoli”, ha ribadito a Sky Sport l’agente del numero 23 azzurro. La situazione del jolly d’attacco bergamasco in ogni caso è chiara: se i nuovi innesti dovessero relegarlo ancora una volta al ruolo di comprimario di lusso, l’ipotesi di cambiare aria tornerebbe a farsi viva.

Quella di Gabbiadini non è l’unica, potenziale grana che la dirigenza partenopea è chiamata a risolvere. I 45 milioni offerti dal Chelsea per Kalidou Koulibaly hanno infatti solleticato l’ambizione del centrale senegalese, tra le migliori rivelazioni della scorsa stagione. Anche in questo caso il ritiro di Dimaro è meta di pellegrinaggio per il procuratore, con il Napoli tutt’altro che intenzionato a privarsi del roccioso centrale difensivo. Il tentativo per il granata Maksimovic (22 milioni sul piatto del Torino, che però ha sbarrato la porta) non è strettamente legato alla permanenza di Koulibaly, ma la situazione del K2 napoletano è una delle tante da tenere d’occhio.

Retromarcia Tolisso a centrocampo

Tra casi interni da gestire e caccia all’erede del Pipita, il Napoli registra il passo indietro di Corentin Tolisso, il centrocampista classe 1994 di cui l'Olympique Lione ha dichiarato la permanenza con un comunicato. Una decisione inattesa, proprio quando i 26 milioni di euro offerti al club francese sembravano aver condotto a lieta conclusione l'affare. Jolly tuttofare nato nel 1994, il gioiellino francese è stato uno dei prospetti più interessanti delle ultime edizioni di Ligue 1: mezzala a tutti gli effetti, all’occorrenza anche terzino, vanta anche un discreto feeling con il gol (14 nelle ultime due stagioni da titolare).

Sempre a centrocampo, rimangono invece alte le percentuali dell’arrivo di Marko Rog, classe ’95 della Dinamo Zagabria che in patria paragonano a un certo Luka Modric e che il Napoli ha praticamente bloccato. Una cosa è certa: l'addio doloroso a Higuain ha aperto lo stomaco a De La e alla dirigenza partenopea, mai così affamata sul mercato come in questi giorni. D'altra parte, con 90 milioni in più in cassaforte chi non lo sarebbe.

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