Luis Figo dal Barça al Real Madrid: 16 anni fa il trasferimento storico

È il 24 luglio del 2000, il portoghese per 140 miliardi di lire cede alle lusinghe di Florentino Perez. Un tradimento mai dimenticato dai tifosi blaugrana.

Immagine di Luis Figo, Real Madrid

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Se qualcuno pensa che il calcio sia fatto solo di partite, vittorie, trofei e dribbling, si sbaglia di grosso. Intorno orbitano tante storie, belle e brutte, rimaste negli album dei ricordi perché epocali. E se si vuol sapere qualcosa di più del match più importante del mondo, ovvero quello tra Real Madrid e Barcellona, è impossibile non soffermarsi sul trasferimento di Luis Figo. Il fenomeno portoghese il 24 luglio del 2000 passa dal vestire la camiseta blaugrana a quella blanca. Alto tradimento per i tifosi catalani, un colpo da 90 per quelli del Real.

Ad un passo dalla guerra

Vicente Del Bosque, tecnico del Real, ringrazia Dio per il colpo di mercato. In realtà l’operazione non ha nulla di mistico, va in porto solo grazie a una cifra record sborsata dalle merengues: 140 miliardi di lire. La rivalità è alle stelle, il confine ormai sorpassato. Ma si supera anche un altro limite, quello economico: la somma versata dal Real al Barcellona polverizza il primato fatto segnare dalla Lazio due settimane prima con l’acquisto di Crespo dal Parma per 110 miliardi.
Dietro c’è l’ombra di Florentino Perez: prima della sua elezione a presidente della Casa Blanca, aveva già trovato l’accordo con Jose Veiga, agente del fantasista. Ma a Florentino non basta la parola, così Figo firma anche un pre-contratto che prevede una penale di circa 60 miliardi a carico del giocatore qualora non mantenesse l’impegno di trasferirsi subito dopo le elezioni presidenziali.
Luis a Madrid ci rimane per 5 anni giocando un totale di 244 partite condite da 58 reti. E in bacheca mette due campionati, una Champions League, una Coppa Intercontinentale, una Supercoppa Europea e due Supercoppe di Spagna.

Ferita aperta

Come non ricordare quel Clasico del 2002 al Bernabeu? I tifosi del Barcellona sono inferociti mentre guardano il loro ex giocatore vestire la maglia dei rivali. Dagli spalti piove di tutto: bottiglie di plastica, in vetro di whisky, scarpe e… una testa di maiale, caduta a pochi passi da Figo mentre batte un calcio d’angolo. Luis non se ne accorge, poco più in là Salgado e Beckham rimangono scioccati.
Passano gli anni, il tradimento non si cancella. Lo scorso anno a Berlino prima della finale di Champions League va di scena un match tra vecchie leggende di Barcellona e Juventus. E sui social con un hashtag, #NoAFigoEnBerlin, i tifosi si scatenano per evitare che la società chiami Figo per quella partita. Il club catalano non pensa minimamente a un ritorno e con un comunicato conferma la scelta di escludere il portoghese dalla serata.
Certe ferite non si rimarginano nonostante siano passati 16 anni. 24 luglio, una data indelebile nella storia di entrambi i club: da quel giorno la rivalità è ancora più aspra.

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