Atletico Madrid, il Cholismo spiegato in dieci punti

Il quotidiano spagnolo Marca ha stilato un decalogo per spiegare la filosofia di Simeone e del suo staff tecnico.

Il decalogo che ha reso vincente il Cholismo

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Scattare sull'attenti, in ambito militare, è segno di saluto rispettoso verso il proprio superiore. Sono i soldati ad eseguirlo con regolarità al passaggio di un generale, per esempio, o di un colonnello. Esiste anche nel calcio? Magari non è proprio la stessa cosa, ma il concetto di fondo è ben presente anche nel mondo del pallone.

L'allenatore gode - o almeno dovrebbe godere - di grande stima e rispetto da parte dei propri calciatori, che al fischio del mister è come se si mettessero sull'attenti, pronti ad ascoltare gli ordini e le regole che vengono dettate, ancor prima che in partita, in allenamento. È la conditio sine qua non di ogni successo: lo sa bene l'allenatore dell'Atlético Madrid, Diego Simeone

Marca ha elencato i dieci principi fondamentali che contraddistinguono il lavoro del Cholo - e di tutto il suo staff tecnico - con la squadra. Ecco il decalogo del Cholismo.

Lavoro

1. "Hay cosas que no se explican, muchachos" (Profe Ortega)

Uno dei collaboratori di Simeone, durante lo stage a San Rafael, ha sentenziato così ripetendo la spiegazione di un esercizio. Alcuni atteggiamenti non si insegnano, devono essere innati in un calciatore. È questa la filosofia del 'Profe' Ortega, preparatore atletico dell'Atlético Madrid. Il sacrificio, la disponibilità e la determinazione rappresentano concetti chiave nel lavoro quotidiano. A tutti è richiesto il massimo sforzo, e se la stanchezza si impossessa delle gambe uno scossone arriva immediatamente dalla panchina: "Andiamo così, bravi!". Carota e bastone.

Tutto l'Atlético
Uno per tutti, tutti per uno: la forza dell'Atlético sta nel gruppo

Aggressività

2. "La palla, la palla, vinciamo i duelli!" (Simeone)

Tutto lo spirito combattivo del Cholo è racchiuso qui. Sempre attivi in cerca del pallone che va conquistato e riconquistato. Più duelli si vincono, meno possibilità avrà l'avversario di proporre gioco. Ecco che allora in allenamento diventa fondamentale l'esercizio uno contro uno: il difensore deve fermare l'attaccante che arriva in velocità. I tentennamenti non sono ammessi, bisogna agire subito. "Pensa veloce, agisci veloce, gioca veloce", lo diceva anche un altro grande argentino del passato: Helenio Herrera.

Il Cholo Simeone
Simeone trasmette la sua grinta dalla panchina

Pressione

3. "Seguiamo tutti Gabi!" (Simeone)

Probabilmente Simeone ha studiato, prendendo spunto, l'allenatore dell'Inter degli anni '60 e '70, perché un'altra frase tipica del Mago ritorna tra i pilastri del Cholismo: quel "Taca la bala, taca la bala" urlato a squarciagola verso i giocatori è sinonimo di pressione. Nell'Atletico il pressing è portato dal capitano, Gabi, seguito dagli altri compagni. Un unico blocco si muove alla ricerca del pallone senza lasciar ragionare gli avversari. Quando i Colchoneros sono in pressione, si nota una squadra ordinata, compatta, che sa muoversi in sincronia. Durante le sessioni di allenamento, viene più volte provata la cosiddetta fase di 'non possesso': se la palla scivola sulla fascia, l'interno e l'esterno di centrocampo attaccano il possessore accompagnati da Gabi, formando un triangolo difensivo.

Gabi, il capitano dell'Atlético
Gabi, la pressione parte da lui

Cautela

4. "Portalo sul piede debole" (Simeone)

La propria porta non deve neanche essere avvicinata dall'avversario. In quest'ottica il lavoro del blocco centrale - che sia difesa o centrocampo - è indispensabile. Più la zona centrale è protetta e meno pericoli arriveranno dalle parti del portiere. Si cerca allora di indurre l'altra squadra a portare il pallone dove è meno forte limitando anche le caratteristiche individuali. Obbligare l'attaccante o l'esterno ad utilizzare il piede meno abile impedendogli di girarsi sul lato preferito è l'obiettivo numero uno. Se non si subisce gol, le possibilità di vittoria aumentano.

Godin contro Ronaldo
Ostacolare l'avversario portandolo sul piede debole: una delle regole del Cholismo

Contropiede

5. "Nel contropiede c'è il gol" (Simeone)

Nel gioco di Simeone ha un ruolo primario il contropiede. L'idea è quella di attaccare difendendo, di aspettare e ripartire. In Italia si chiama catenaccio, quasi con una nota di disprezzo. L'ordine tattico unito a una rigorosa intensità garantiscono l'imprevedibilità. Il contropiede è organizzato in breve tempo, subendo inizialmente e riversandosi con velocità all'improvviso verso l'area di rigore avversaria. L'Atlético Madrid è al momento la squadra che ne fa il miglior uso e ne sono la prova i successi degli ultimi anni.

Griezmann palla al piede
Il contropiede è un insieme di velocità e tempismo

Ripiegamento

6. "Teniamo la linea, guardiamoci" (Vizcaino)

Cambia chi dà gli ordini, non muta il succo. Un'altra regola la detta Vizcaino, collaboratore di Simeone: la linee di difesa non deve mai scomporsi. In allenamento molti esercizi mirano proprio al movimento delle linee senza il pallone, così si perfeziona il meccanismo e il ripiegamento diventa un'arma. Scappare all'indietro per proteggersi è essenziale, ma la pressione non va dimenticata.

Godin e Messi
Indietreggiare per difendere senza rinunciare al pressing

Insistenza

7. "Se sbagliamo il passaggio in allenamento, figuriamoci in campo" (Profe Ortega)

Il 'Profe' Ortega sprona i suoi, chiede massima concentrazione: non si può sbagliare neanche un passaggio. Uscire con velocità e precisione dal pressing avversario consente di creare pericoli in zona gol. La giocata è standard: conduzione di palla dalla difesa alle fasce cercando il compagno più vicino, eseguendo passaggi semplici e brevi. Rischi inutili nel fraseggio non sono ammessi.

Simeone durante l'allenamento
Il passaggio non può essere sbagliato

Intensità

8. "Facciamo tutto con intensità, vi voglio sempre attivi" (Simeone)

Eccolo il dogma per eccellenza incarnato dal Cholismo. L'intensità che l'Atlético mette in campo fa impressione per quanto è costante. Sempre stimolati a tenere la tensione alta, ai ragazzi di Simeone non è permesso calare il ritmo né la concentrazione. "Non mi hai rubato neanche una palla", avverte il mister provocando la reazione dell'attaccante Santos Borré. Se ogni movimento non è compiuto con energia, tutta l'organizzazione ne risente.

Diego Simeone, Atlético Madrid
L'intensità è il marchio di fabbrica del Cholo

Immaginazione

9. "Pensiamo, siamo noi che decidiamo" (Profe Ortega)

È nei momenti di difficoltà che serve un pizzico di inventiva, di immaginazione appunto. L'idea del singolo può cambiare la partita quando la stanchezza avanza. Anche la creatività va allenata cosicché possa emergere a sostegno di tutto il resto. Il gioco difensivo di Simeone - almeno così è visto - prevede della sana genialità, espressa liberamente dall'istinto individuale. 

Griezmann in azione
La creatività del singolo deve emergere

Fede

10. "Bombeeeeer, te l'ho detto!" (Mono Burgos)

Il sostegno non manca mai. Gli urlacci e i rimproveri sollecitano a fare meglio e dare di più, ma una buona parola è sempre gradita. Si scherza, ci si rilassa e si scommette. Sì, si scommette sulle possibilità di ognuno perché bisogna credere in quello che si fa. Come una fede, ma verso se stessi. Mono Burgos in questo è campione, rincuora i suoi vestendo i panni del padre che crede nella forza dei propri figli.

Simeone e Burgos
Mono Burgos, fedele collaboratore di Simeone

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