Cristiano Ronaldo contro Griezmann: l'Europeo incorona il suo se7en

Sono i protagonisti più attesi di Portogallo-Francia, nella "rivincita" della finale di Champions League tra Real e Atletico Madrid. Con vista sul Pallone d'Oro...

Cristiano Ronaldo e Antoine Griezmann, i protagonisti più attesi di Portogallo-Francia

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AG7 vi piace? O preferite GR7? Fate presto a scegliere però: il marchio CR7 attende il suo alter ego. Che all’anagrafe è stato registrato come Antoine Griezmann, dai connazionali ribattezzato “Le Petit Diable” o “Grizou” (evidente il riferimento a Zizou Zidane) e dagli spagnoli di Marca soprannominato “Griezmannix”. Proprio come un novello Asterix senza i baffoni, è lui l’eroe che sta guidando i Galli alla conquista del loro terzo Europeo. Sulla loro strada non c’è una superpotenza come l’esercito romano di Giulio Cesare, ma il meno attrezzato Portogallo. Che però vanta l’Imperatore per eccellenza: Cristiano Ronaldo dos Santos Aveiro, tre Palloni d’Oro sul comodino e una quantità di record da qui a Plutone. La finale tra Francia e Portogallo non può che essere allora il duello tra i due supereroi di Euro 2016. Così simili, così diversi. E con quel conto in sospeso per Griezmann che riporta al 28 maggio 2016, allo stadio Meazza di Milano e alla Champions League persa dal suo Atletico Madrid contro il Real di Cristiano.

Così simili, così diversi

Dieci centimetri. Un metro e 85 di altezza contro 1,75. Già questo basterebbe per proiettare i due numeri 7 della finale dello Stade de France su due pianeti calcistici differenti. Uno è moro, ha un fisico modellato in maniera maniacale e uno sguardo da chi si alza la mattina e davanti allo specchio ripete a se stesso: “Sei tu il migliore”. L’altro è biondino e sfoggia quella tipica faccia da angioletto impunito che, quando la prof si gira dall’altra parte, lancia bigliettini alle compagne di classe pregandole di aiutarlo a ripassare per l’interrogazione del giorno dopo. Il quotidiano francese Le Monde li ha eletti come i sex symbol degli Europei, ma nell’ultimo atto di Saint-Denis l’appeal estetico conterà davvero poco. Peseranno i numeri, le giocate, il carattere da campioni e la capacità di reggere alle pressioni dei rispettivi Paesi, che sulle loro spalle hanno issato le speranze di trionfo.

CR7 e Griezmann, rivali anche nella Liga

Griez sulla scia di Le Roi

In attesa del faccia a faccia finale, Griezmann e Cristiano Ronaldo si sono sfidati finora a distanza. Il francese è avanti per gol segnati nel torneo: sei contro le tre reti realizzate dal madridista. Con 435’ minuti giocati, anche la media gol è a vantaggio del transalpino: una marcatura ogni 72,5 minuti contro una rete ogni 100 minuti per il lusitano (a quota 600 minuti in questo Europeo). A proposito dei sei gol siglati da Griez, solo Michel Platini con 9 riuscì a fare meglio in una singola edizione: nel 1984, quando la Francia vinse in casa la sua prima competizione maggiore per nazioni. Difficilissimo, con una gara a disposizione, eguagliare Le Roi.

C'era una volta, nel lontano 2004...

Molto più fattibile superarlo, dopo averlo raggiunto, per CR7: quei 9 centri erano stati finora il bottino massimo ottenuto da un giocatore nei vari Europei disputati. Il portoghese ora è accanto a lui in vetta, dopo essere salito sull’Himalaya contro il Galles per schiacciare il pallone del momentaneo 1-0 a quota 2,61 metri da terra. Il classe ’85 è già l’unico ad aver segnato almeno un gol in quattro edizioni diverse, nonché il recordman - con 29 centri - tra qualificazioni e fasi finali. Una storia cominciata nel lontano 2004, il 12 giugno precisamente: il primo gol con la maglia della sua Nazionale arrivò all’esordio del Portogallo nell’Europeo casalingo, quando la Grecia - vincendo 2-1 - fornì un sinistro antipasto di quella che sarebbe stata la finale del 4 luglio.

Cristiano Ronaldo, allora 19 enne, in lacrime dopo il ko nella finale di Euro 2004 contro la Grecia

Di quella sfortunata notte di Lisbona, gli unici ancora in rosa sono il 38enne Ricardo Carvalho e appunto lui, Cristiano Ronaldo. Che in 12 anni ha fatto in tempo a diventare il numero uno con la casacca rossoverde sia per quanto riguarda le presenze (132) che le reti segnate (61). A 19 anni era la stella emergente della selezione favorita per Euro 2004, sconfitta in finale dall’outsider ellenica. A 31 anni è più che mai il leader incontrastato della sua rappresentativa, che stavolta indossa i panni dell’underdog: spacciata secondo i pronostici, ma abile e fortunata quanto basta ad arrivare alla meta della finalissima contro ogni aspettativa. Pronta, soprattutto, a guastare la festa dei padroni di casa. La carica ovviamente la suona Cristiano:

Avranno l'intero Paese dalla loro, ma è una finale e tutto può succedere. Dobbiamo pensare positivamente, sarà la prima volta che il Portogallo vincerà un trofeo internazionale. Riuscirci per me sarebbe qualcosa di enorme.

Questione di... Pallone d'Oro?

Il gran gala dello Stade de France era invece la metà naturale dei Blues, tra i favoriti per alzare il trofeo già prima dell’inizio del torneo. Che fatica però nelle prime partite: al debutto contro la modesta Romania, solo una magia di Payet è riuscita a togliere le castagne dal fuoco di Deschamps. A deludere parecchio, in quell’occasione, fu proprio Griezmann. Stanco, esausto per la lunghissima stagione con l’Atletico Madrid, svuotato del tocco magico: le critiche e gli alibi per il talento di Macon piovvero da tutte le parti del Paese. E trovarono evidentemente d’accordo il ct, che alla seconda contro l’Albania lasciò fuori sia lui che Pogba. La molla che ha permesso ad Antoine di tornare a essere devastante, probabilmente, è scattata proprio grazie a quell’esclusione: ingresso in campo dopo 68 minuti, gol vittoria al 90’. Da quel momento, strada spianata verso il titolo di capocannoniere del torneo: due reti all’Irlanda negli ottavi, pallonetto strappa-applausi nei quarti contro l’Islanda, soprattutto la doppietta che in semifinale ha rispedito a casa i campioni del mondo della Germania.

Se dovesse risultare decisivo anche contro il Portogallo, la candidatura forte di CR7 per il quarto Pallone d’Oro della carriera rischierebbe seriamente di essere messa a repentaglio:

Cristiano Ronaldo si gioca il Pallone d’Oro con il nostro Griezmann? Queste sono cose che interessano voi giornalisti. Ronaldo è un meraviglioso top player, è al vertice da tanti anni e sa aiutare la squadra ben oltre gli individualismi. Antoine è giovane e ha disputato una grande annata. Da quando ho cambiato formazione sta giocando in un ruolo molto adatto alle sue caratteristiche, ma io devo schierarlo sempre nella posizione che, secondo me, può favorire tutta la squadra.

Musica e parole di Didier Deschamps, consapevole del fatto che caricare oltremodo di pressione il gioiello classe 1991 non serva né a lui né alla Francia. Certo, nella corsa al titolo di giocatore più forte del mondo, pesa anche quella Champions League vinta da Cristiano lo scorso maggio. Il numero 7 del Real Madrid disputò una partita estremamente sottotono, ma riuscì lo stesso a mettere la sua firma sull’undecima grazie al rigore decisivo nella lotteria finale. Anche Griezmann, dal canto suo, realizzò il primo tiro dal dischetto per l’Atletico Madrid. Non bastò però per cancellare la macchia del penalty fallito a inizio ripresa, quando il Real era in vantaggio 1-0. Insomma, quel set point fu tutto a favore di Ronaldo. Da Milano a Parigi, la rivincita è alla portata del Piccolo Diavolo francese. In fin dei conti, non si tratta mica di scavalcare Cristiano come numero di fan su Facebook: 113,5 milioni per il portoghese (più della popolazione del Giappone), “appena” 5 milioni per Griez. Che sogna di esultare ancora una volta come Drake nella sua hit “Hotline Bling”. E diventare definitivamente AG7. O GR7, come preferite. CR7 permettendo.

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