Euro 2016, l'Islanda ai piedi di Hallgrímsson: il dentista-allenatore

Il vice di Lagerbäck ha trascinato i suoi ad un quarto di finale inaspettato dopo aver battuto l'Inghilterra. In pochi ci credevano, Heimir invece non ha mai smesso di farlo.

Immagine di Hallgrímsson, Islanda

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Quest’anno deve essere l’anno delle sorprese nel mondo del calcio. Tutti hanno sgranato gli occhi davanti al Leicester di Claudio Ranieri, campione in Premier League. Nemmeno il tempo di far riposare gli schermi tv, che l’Europeo in Francia ci ha regalato un’altra squadra da tifare. Non con il cuore, in Italia batte solo per gli Azzurri di Conte, ma con il coraggio e quella voglia di innamorarsi dei più deboli, almeno sulla carta. L’Islanda è la sorpresa di Euro 2016. Che passasse la fase a gironi nessuno ci credeva, figuriamoci che battesse l’Inghilterra. Ora è ai quarti di finale, la Francia rappresenta il prossimo sogno da realizzare. E non chiamatelo miracolo sportivo, dietro c’è una programmazione federale da dieci e lode e soprattutto un uomo: Heimir Hallgrímsson49 anni, di prima professione dentista. È la mente e il braccio di questa squadra, il vice (da luglio ct) di Lars Lagerbäck vuole portare i suoi più avanti possibile.

Il ritratto

Vivere nelle isole Vestmann e cercare di giocare a calcio è una missione ardua. Tutti pensano alla pesca - l’attività principale - e alla pulcinella di mare, uccello curioso quanto il suo nome che nella sua vita gioca ad assomigliare ad un pinguino. Perché ad Heimaey, unico comune abitabile di 4 mila anime, solo quello puoi fare. Cercare di sognare di essere altro. Heimir Hallgrímsson da giovane si faceva un’ora di traghetto per andare sulla terra ferma e tirare calci ad un pallone. Poi l’avventura nel calcio femminile e maschile da allenatore nel suo paese. Ma dietro alla sfera si cela un’altra passione, quella di fare il dentista. Da tecnico fa bene, viene notato e dal 2012 siede sulla panchina dell’Islanda insieme a Lagerbäck. È lui l’anima dei nordici. E il suo studio incastonato tra le rocce dell’isola vulcanica ai margini della città diventa sempre più frequentato. Un uomo e due mestieri, magicamente si realizza in entrambi i lavori.

Animo isolano

Se in Islanda, tra geyser e ghiacciai. qualche ragazzo ha rispolverato il pallone dalla soffitta, è merito suo e dei 23 ragazzi diventati già eroi di Euro 2016. 
La nostra piccola isola è un laboratorio dell’Islanda. Non siamo capaci nel calcio e nella pallamano. Qui per fare sport bisogna essere motivati e mettersi su un traghetto per farlo altrove. Ecco perché la nostra forza sta nel lavorare sodo.
Quelli dello staff - pochi a dire il vero - lo descrivono come un perfezionista. Un po’ ruvido come la sua terra, ma preciso nell’impostare il lavoro con la squadra. Sarà per quella metodologia ereditata dall’approccio alla medicina e all’odontoiatria che ogni volta studia l'avversario tramite video e attente analisi.
Hemir è il nostro allenatore, siamo orgogliosi di quello che ha fatto.
Iris Robertsdottir, il presidente della squadra locale, da quando è iniziato l’Europeo si sente un po’ più solo in mezzo all'oceano. Lo studio dentistico è chiuso, pazienza se qualcuno necessita di qualche intervento. Di dentisti in Islanda ce ne saranno altri, di dentisti-allenatori no. 

Un mare di vendette

La partita contro l’Inghilterra era stata predetta come una sorta di battaglia calcistica. Lo aveva annunciato Hallgrímsson in conferenza stampa, caricando l’ambiente con la guerra dei merluzzi. E che sarà mai? Negli anni ’50, per un ventennio, l’Islanda e gli inglesi si sono scontrati per zone di pesca in mezzo all’Atlantico. Gli islandesi hanno subito il peso delle maniere forti della Royal Navy. E poi come dimenticare quella partita amichevole nel 2004 all’Etihad. Un sonoro 6-1, i nordici sciolti come neve al solo sotto i colpi di Wayne Rooney, doppietta per lui. La fame di rivincita, sportiva e morale, ha fatto la differenza. Il ct ha toccato le corde giuste, un Paese è con lui. Conosce il Regno Unito, tifa Liverpool, ha studiato per filo e per segno la squadra di Hodgson. La trappola ha funzionato, e i tre leoni hanno fatto la fine dei… merluzzi.

"Paura di volare? No"

Lavorare come dentista mi ha aiutato molto. Alcune persone hanno paura di andare dal dentista, succede anche con me. Quindi bisogna trovare il modo giusto per parlargli. Il primo farlo rilassare, il secondo divertirlo, il terzo magari renderlo serio. L’adattamento veloce è il segreto, la stessa cosa vale per un calciatore.
Da oggi chiamatelo pure il metodo Hallgrímsson. Il 3 luglio tocca alla Francia sedersi sulla poltrona. Allo Stade de France c’è voglia di un’altra missione incredibile, i vichinghi sembrano già carichi. Il suo allenatore dovrà solo dare inizio alla seduta.

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