Il vestito vola, le tenniste attaccano la Nike: "Così è impossibile giocare"

Dopo il caso Puma, anche la Nike è stata criticata per il materiale difettoso: a Wimbledon le tenniste si sono lamentate e il marchio ha dovuto ritirare le divise da gioco.

Katie Boulter

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Dietro front. La Nike è stata costretta a ritirare e cambiare il materiale tecnico delle tenniste di Wimbledon: da più parti sono arrivate critiche per l'abbigliamento succinto, limitante per le prestazioni. I produttori hanno chiesto a 20 giocatori di mandare indietro le loro divise prima dell'inizio del torneo. Tutto questo, dopo che le giocatrici si sono lamentate che il vestitino ('Nike Premier Slam'), vola al di sopra della vita ostacolando i loro colpi.

Le contromisure

Nei tornei di preparazione per Wimbledon, le tenniste hanno adottato degli escamotage per rimediare al problema. È il caso della giovane Katie Boulter, che a Roehampton, ha utilizzato una cintura elastica per tenere fermo il vestitino. Anche la ceca Lucie Hradecka ha pensato un modo per non far svolazzare il suo 'Nike Premier Slam': un paio di leggings e passa la paura.

Nike come Puma

Gli organizzatori di Wimbledon hanno approvato il materiale perché conforme a quelle che sono le norme, soprattutto in fatto di colore. Il bianco è di rigore nel torneo più antico e famoso del tennis, ma questo non è bastato per evitare la retromarcia da parte della Nike. In una email, i responsabili del marketing hanno chiesto ai propri giocatori di mandare indietro le loro divise:

Dobbiamo fare alcuni cambiamenti ai vestiti per le regole di Wimbledon. Dovreste mandarli al Nike Wimbledon House per le modifiche.

Una sorta di ammissione di colpa. La vicenda ricorda molto quella legata alla Svizzera a Euro 2016, in quel caso era stata la Puma a finire sotto accusa. Nella partita contro la Francia, gli elvetici sono stati costretti a cambiare maglia per sei volte, causa strappi e buchi nelle divise. Un evento che ha scatenato l'ironia del web e di alcuni addetti ai lavori. Portando all'ammissione di responsabilità da parte del marchi tedesco:

Dagli accertamenti effettuati sulle magliette utilizzate domenica durante il match (Francia-Svizzera, ndr), è emerso che il materiale ha subito danni durante il processo di produzione, l'errore non si ripeterà.

Materiale difettoso, così nel calcio come nel tennis. Una maledizione per i calciatori, un brutto spot per i brand sportivi. Momenti di imbarazzo e scuse pubbliche. Non ci sono più le belle divise di una volta.

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