I 44 anni di Zinédine Zidane: quando una macchia non cancella il genio

L'allenatore del Real Madrid, fresco campione d'Europa, è tra i simboli del calcio europeo. Oltre 20 anni da protagonista: la gloria schiaccia il raptus di Berlino.

Zidane

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Una carriera trascorsa a deliziare il pubblico internazionale tra mille cose buone, con il rischio di essere ricordato soltanto per quella cattiva. La sua storia sarebbe potuta finire così, ma è giustamente andata nel senso opposto: oggi Zinédine Zidane compie 44 anni, da campione d'Europa in carica con il Real Madrid che ha preso a stagione in corso e con due decenni di grande calcio alle spalle. Compresa quella finale mondiale di 10 anni fa, nella quale dimostrò di possedere un tasso tecnico superiore agli altri, nonostante la burrascosa chiusura col calcio giocato.

Zinédine Zidane
Il murales dedicato a Zidane per Euro 2016

È una storia che comincia da lontano, quella di Zizou, partendo da Cannes e passando per la consacrazione con la maglia del Bordeaux. In un periodo che vede il campionato italiano dominare in Europa, la Juventus sceglie di puntare su di lui dopo la vittoria nella Champions League del 1996. A Torino trascorre cinque anni, tra le grosse delusioni per le sconfitte contro Borussia Dortmund e Real Madrid e le gioie incontenibili con la Nazionale francese: la Coppa del Mondo in casa, con due gol al Brasile in finale, e il Pallone d'Oro dello stesso anno rappresentano i punti più alti della sua esperienza in Italia, durante la quale si mette in mostra con gesti tecnici oltre i limiti del normale: la Veronica, che in Spagna diventerà Ruleta Marsellesa, fa innamorare i tifosi bianconeri.

Un amore che, nell'estate 2001, si interrompe per colpa della folle offerta di Florentino Pérez. 150 miliardi di lire, l'acquisto più costoso della storia del calcio fino all'avvento di Cristiano Ronaldo. Dalla cessione, la Juventus trova i fondi per portare a Torino giocatori come Buffon, Thuram e Nedvěd. Il Real Madrid, invece, acquista Zizou e lo trasforma nell'uomo della nona Champions League, conquistata ad Hampden Park contro il Bayer Leverkusen: il sinistro al volo che batte Butt entra di diritto nell'immaginario calcistico, garantendogli il secondo culmine della sua carriera a distanza di quattro anni. La maglia numero 5 che fu di un'icona come Sanchís diventa sinonimo di arte e qualità. Zidane la indossa fino alla primavera del 2006, quando si appresta a smettere col calcio (giocato).

L'ultimo passo è proprio il Mondiale in Germania. Domenech gli affida le redini della squadra e non sbaglia: la Francia è solo seconda nella fase a gironi, poi dagli ottavi domina. Il numero 10 della Nazionale sale in cattedra contro la Spagna, firmando lo splendido 3-1 che manda a casa la Roja, poi è un autentico one-man-show contro il Brasile. L'assist che vale il gol partita di Henry, il sombrero su Ronaldo e lo stop a seguire sul lancio di Barthez lo rendono il giocatore più pericoloso nella finale contro l'Italia, dopo la vittoria sul Portogallo con un rigore trasformato proprio da Zizou. Contro gli Azzurri è la sua ultima partita, giocata da artista per quasi due ore, prima del famoso scatto d'ira su Materazzi e l'espulsione che chiudono la sua avventura con qualche minuto d'anticipo.

Zinédine Zidane
La seconda carriera di Zizou: già una Champions vinta da allenatore

Una chiusura indegna, contro lo spirito che Zidane ha sempre incarnato: questa è l'analisi a caldo, che nulla ha a che fare con quella di 10 anni più tardi. Sia per il maggior peso dei successi rispetto a quello del raptus, sia per l'impresa portata a termine meno di un mese fa. Zizou sale di nuovo in cattedra, stavolta prendendo in mano un Real Madrid spaesato con Benítez, e lo porta a sollevare l'Undécima nel cielo di Milano, nello storico rematch contro l'Atletico di Simeone.

Florentino Pérez lo sceglie ancora e, per la seconda volta, cambia il volto della stagione delle merengues. Stavolta non dal campo, non con un colpo da campione, ma con l'impatto su una squadra allo sbando, considerata ormai fuori da tutti gli obiettivi stagionali. Nel giorno del suo 44° compleanno, la mente torna a quell'estate del 2001: cosa sarebbe successo se la Juventus non avesse venduto Zidane? Una domanda che torna attuale, con le dovute proporzioni, sulla vicenda legata a Pogba. Una cosa è certa: quei 150 miliardi di lire spesi 15 anni fa dal Real Madrid continuano a fruttare ancora.

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