Da Maradona a Messi: i gol di mano più famosi di sempre

Il 22 giugno del 1986 Maradona segnò con la 'Mano de Dios' un gol consegnato subito alla leggenda, ma il Pibe de Oro non è stato l'unico a decidere così una partita.

Maradona segna di mano contro l'Inghilterra a Messico '86

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Una sequenza di pensieri quasi automatica. Bakambu decide la sfida tra Villarreal a Leganes con un gol di mano, subito la mente va a un'altra rete di mano ben più famosa. Riaffiorano i ricordi di quel leggendario quarto di finale di Messico '86, quando Diego Maradona omaggiò il mondo con una delle più memorabili performance individuali della storia del gioco. Il 22 giugno 1986 divenne il giorno del gol del siglo, il gol più bello di sempre, ma soprattutto il giorno della Mano de Dios, secondo la fortunata definizione coniata da Maradona stesso. 

Per l'Argentina, il significato di questa rete trascende di molto il suo valore sportivo, diventando immediatamente una sorta di icona di revanche nazionalista contro gli inglesi per la guerra delle Malvinas-Falkland. Quella truffaldina prodezza maradoniana resta unica e inimitabile. Ma ciò non significa che molti non ci abbiano provato, per ultimo Bakambu. Ma anche, ovviamente, Leo Messi. Ecco una selezione dei fratelli minori della Mano de Dios.

Leo Messi (Barcellona-Espanyol, 2007)

L'imitazione più riuscita porta la firma di Messi, ça va sans dire. Alla penultima giornata del campionato 2006-07, il numero 19 del Barça (la 10 era ancora di proprietà di Ronaldinho) segnò così contro l'Espanyol su cross di Zambrotta. Stile maradoniano al 100%, ma la Liga alla fine andò comunque al Real Madrid.

Adriano (Inter-Milan, 2009)

Peppino Prisco amava vincere i derby su autorete all'ultimo minuto, ma c'è da scommettere che anche un gol in bagher l'avrebbe gradito assai.

Sergio Aguero (Atletico Madrid-Recreativo Huelva, 2006)

Un altro che con Maradona ha molto in comune, visto che è piccolo, argentino e gli ha sposato la figlia. E ama i gol di mano.

Thierry Henry (Francia-Irlanda, 2009)

Tecnicamente non è un gol di mano, ma è come se lo fosse. Grazie alla furbata di Henry, la Francia volò ai Mondiali del 2010 e l'Irlanda del Trap fu costretta a restare a guardare.

Raul (Real Madrid-Leeds, 2001)

Se nei casi sopraccitati la svista dell'arbitro era stata netta ma in qualche modo giustificabile, considerata l'abilità dei giocatori a camuffare l'infrazione, nel caso del gol di Raul al Leeds, nella Champions League del 2001, è difficile comprendere come l'arbitro abbia potuto non vedere la schiacciata pallavolistica del numero 7. Che pagò comunque con un turno di squalifica per comportamento antisportivo.

Alberto Gilardino (Palermo-Fiorentina, 2008)

Ne beccò due di turni di squalifica, Alberto Gilardino, a causa della sua smanacciata vincente al Renzo Barbera. Forse non piacque la sua esultanza smodata.

Tulio (Brasile-Argentina, 1995)

Chi di Mano de Dios ferisce, di Mano de Dios perisce. Grazie al gol di Tulio, scaturito da un suo controllo evidentemente irregolare, il Brasile raggiunse l'Argentina e poi la eliminò ai rigori dalla Copa America del 1995.

Raul Ruidiaz (Brasile-Perù, 2016)

Chi di Mano de Dios ferisce, di Mano de Dios perisce: parte seconda. Il Brasile di Dunga chiude in largo anticipo la sua penosa Copa America Centenario per mano, è il caso di dirlo, del peruviano Raul Ruidiaz.

Diego Armando Maradona (Argentina-URSS, 1990)

E siccome la vita è un cerchio, chiudiamo la rassegna da dove l'avevamo cominciata: con la Mano de Dios di Maradona, quella meno conosciuta con cui Diego salvò l'Argentina da un'eliminazione certa ai Mondiali del 1990, parando un colpo di testa di un giocatore sovietico.

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