Copa America: l'Argentina è troppo forte, Stati Uniti Messi al tappeto

L'Argentina è la prima finalista della Copa America: Lavezzi apre le marcature di testa, poi il capolavoro di Messi e la doppietta di Higuain, che spegne il sogno americano.

Copa America: la punizione capolavoro di Messi

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Houston abbiamo un problema: questa Argentina è troppo forte per gli Stati Uniti. Una squadra spaziale, per rimanere in tema di stelle (e strisce). Capitanata da uno che di umano ha veramente poco, eccezion fatta per l'aspetto fisico. Come potremmo chiamarlo? Un marziano. La Terra già l'ha conquistata con la maglia del Barcellona,  nella notte si è preso anche il Texas. Un punizione che ha illuminato la notte, il gol che lo incorona Lionel Messi capocannoniere della Nazionale. I ragazzi di Martino conquistano la 28esima finale della loro storia in Copa America, proprio nell'edizione del centenario. Adesso tocca a New York. L'invasione Albiceleste è iniziata.

Si salvi chi può

L'approccio alla gara dell'Argentina è famelico. Tutti avanti alla ricerca del vantaggio immediato. La squadra del Tata Martino non aspetta un attimo, ha fretta: sono troppi quei 23 anni trascorsi dall'ultima vittoria del trofeo continentale. Neanche tre minuti e Lavezzi ruba il tempo a Guzan con un colpo di tasta a pallonetto sull'assist vellutato di Messi. È il quinto gol nel primo quarto d'ora dell'Albiceleste in questa Copa America. Il Pocho corre verso la bandierina, l'urlo ricorda molto quello di Maradona contro la Grecia, ultima gioia di Diego con la maglia della Nazionale: oltre all'esultanza, da notare anche la data (21/6/1994) e la maglia scura, proprio come quella indossata dalla Seleccion questa notte.

Sono passati 22 anni esatti da quel 21 giugno 1994, ultimo gol del Pibe de Oro

Messi fa a (stelle e) strisce la difesa degli Stati Uniti, ma Higuain si sente magnanimo - almeno per il momento - e grazia la retroguardia messa in campo da Klinsmann. Le statistiche preoccupano e non poco l'ex attaccante tedesco: l'Argentina ha vinto tutte le partite giocate nel 2016 e non perde nei tempi regolamentari di un torneo ufficiale da 21 gare.

Bye Bye Bati

Ennesima accelerazione di Messi alla mezz'ora, fermato con le cattive da Wondolowski. Punizione da circa 25 metri, sul pallone c'è il numero 10 del Barcellona. Sguardo di ghiaccio, calcio pulito a superare barriera e portiere. Capolavoro. E guai a dare la colpa a Guzan: è vero, la Pulga mira al suo palo, ma la precisione del tiro è totale: 100%. Una carezza alla traversa e la rete che si gonfia dolcemente per la 55esima volta. Serve la quinta punizione vincente con la maglia bianca e celeste per staccare Batistuta nella classifica marcatori dell'Argentina. Leo guarda tutti dall'alto, anche in Nazionale.

Le statistiche all'intervallo sono impietose: 68% di possesso palla per i ragazzi di Martino, con gli Stati Uniti incapaci di calciare verso la porta difesa dal Chiquito Romero. Klinsmann protesta con l'arbitro, ma se la dovrebbe prendere esclusivamente con l'atteggiamento dei suoi. E a inizio ripresa - come volevasi dimostrare - gli USA sbandano ancora: Higuain in area si fa respingere la prima conclusione, non la seconda. È il punto del 3-0, l'Argentina sente profumo di finale. A cinque minuti dalla fine, l'attaccante del Napoli arrotonda ulteriormente il risultato sfruttando il secondo assist del match di Messi.

Dempsey e compagni sono costretti a risvegliarsi dal sogno americano, quello di volare al MetLife Stadium di New York per l'ultimo atto della Copa America Centenario. Non c'è storia contro Messi. Non resta che scoprire l'altra finalista, che uscirà fuori dallo scontro tra Cile e Colombia. Se la Roja dovesse avere la meglio, si replicherebbe la battaglia di un anno fa. Con la possibilità per gli argentini di prendersi la rivincita. Cerchio rosso sul calendario: domenica 26 giugno, c'è una coppa tutta d'oro da alzare al cielo.

Prossimi appuntamenti

Semifinale:

Colombia-Cile, giovedì 23 giugno, ore 02.00, Soldier Field, Chicago (Illinois).

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