Euro 2016, McCourt ha rinunciato per assistere la moglie malata di cancro

Il centrocampista dell'Irlanda del Nord ha rivelato il motivo della sua assenza: è stato lui stesso a escludersi dopo la diagnosi di un tumore al cervello alla compagna Laura.

Niente Europeo per l'ex giocatore del Celtic

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Quando non è stato inserito nell'elenco dei 23 che avrebbero partecipato all'Europeo in Francia, molti rimasero sorpresi. Paddy McCourt era sempre stato una figura di spicco della Nazionale dell'Irlanda del Nord allenata da Michael O’Neill, quindi la sua esclusione aveva dell'inspiegabile.

Ma dieci giorni dopo l'inizio del torneo è stato lo stesso centrocampista del Luton (ex Celtic) a spiegare i motivi della sua assenza, rivelando di aver espressamente chiesto al ct di non far parte della spedizione nordirlandese per poter stare vicino alla moglie Laura, a cui pochi giorni prima delle convocazioni era stato diagnosticato un tumore al cervello.

Quando ti capita una cosa del genere, tutto il resto diventa secondario - ha detto McCourt in un'intervista al Times, ripresa dal Sun - e i miei soli pensieri erano per Laura e i nostri figli. E non sarebbe stato diverso nemmeno se avessi giocato ogni minuto di ogni partita delle qualificazioni o se alla fine dovessimo arrivare in finale, perché per tanto che mi sarebbe piaciuto essere là con gli altri ragazzi se tutto questo non fosse successo, il fatto invece che sia capitato ha radicalmente cambiato ogni prospettiva.

Come ha raccontato lo stesso giocatore, la moglie si è sentita male di ritorno da un viaggio a Marbella: sul bus che la stava portando all'aeroporto di Gatwick è stata presa dalle convulsioni.

Quando i paramedici mi hanno telefonato, mi hanno chiesto se Laura soffrisse di epilessia o roba del genere - ha continuato McCourt - e quando ho spiegato loro che non aveva mai avuto nulla di simile, l'hanno ricoverata in ospedale per sottoporla ad una serie di test. Neanche 48 ore dopo i medici ci hanno dato la notizia che aveva un tumore benigno al cervello, che però si stava ingrossando e che per questo aveva avuto le convulsioni. Così si è deciso che la cosa giusta da fare fosse l'operazione, che è stata fissata per il 9 di giugno.

Ovvero, il giorno prima che prendesse il via la kermesse continentale, che però a quel punto per il centrocampista non aveva più alcun valore,

perché per me la mia famiglia è sempre venuta prima di tutto e questo non cambierà mai.

Così McCourt ha chiamato O'Neill per spiegargli quello che stava accadendo e comunicargli la propria indisponibilità per l'Europeo

e Michael, che in questi anni è sempre stato prima di tutto un buon amico e poi un compagno di squadra e ora l'allenatore, mi ha risposto di non pensarci nemmeno, al torneo, e di concentrarmi solo su Laura.

L'unico problema era rappresentato dalla stampa, perché era ovvio che ci sarebbero state delle domande sul motivo dell'esclusione, ma ci ha pensato lo stesso ct a tenere a bada tutti.

Sono grato a Michael per come si è comportato - ha concluso McCourt - perché una volta che la notizia fosse stata resa pubblica, si sarebbe scatenata un'attenzione mediatica di cui né io né, soprattutto, mia moglie avevamo bisogno. È stata un'esperienza davvero snervante, ma grazie a Dio è andato tutto bene, Laura si sta riprendendo e ci hanno detto che nel giro di 4-6 mesi potrà finalmente tornare alla normalità. 

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