Un LeBron James stellare trascina Cleveland al primo titolo Nba

Un King James sontuoso da tripla doppia porta i Cavs a sbancare il campo di Golden State e vincere il primo titolo Nba della loro storia: 79-83 il risultato finale.

LeBron

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2,03 di altezza per 113 chili e una faccia non proprio da gigante buono, LeBron James, quando gli consegnano il Larry O’Brien Trophy, quello che va alla squadra che vince il titolo Nba, sorprende tutti e scoppia a piangere:

Cleveland, questo è per te!

Il debito con Cleveland

LeBron contro Curry in gara 7

Il debito è saldato: a Cleveland LeBron ha giocato fra il 2003 e il 2010, è cresciuto, è diventato The Chosen One, il Prescelto, e poi King James, ma i Cavs erano la cenerentola della Nba. Così quando sei anni fa riceve una telefonata dal boss dei Miami Heat, accetta e si trasferisce in Florida per provare a vincere quell’anello che tanto gli manca. E a Miami, insieme a Dwyane Wade e Chris Bosh, di anelli ne vince addirittura due, tanto che nel 2014 decide di tornare a Cleveland, maturato e pronto a saldare il conto: portare i Cavs al primo titolo della loro storia. E stanotte l’opera è finalmente compiuta con la vittoria 79-83 sui Warriors.

Nell’euforia della notte di Oakland, qualcuno ha paragonato il successo dei Cavs a quello del Leicester, alla prima vittoria in Premier League quest’anno, ma il parallelo regge solo fino a lì, al primo successo della storia. Per il resto, non si può certo dire che Cleveland sia una squadra operaia come quella di Ranieri: i Cavs sono un concentrato di stelle da elite mondiale del basket, da James a Kyrie Irving, da Kevin Love a Tristan Thompson, le due imprese non sono davvero paragonabili.

Un’impresa mai riuscita a nessuno

I Cavs col trofeo. LeBron è commosso

I Golden State Warriors erano i campioni in carica, con un leader come Steph Curry, il re del ball handling, uno che LeBron è riuscito a mandare in tilt: avanti 3-1 i Warriors sentivano il titolo in tasca, mai nessuno nella storia era arrivato all’anello recuperando un 3-1. Ma LeBron ha giocato il tutto per tutto e in gara 5 e 6 si è preso cura personalmente di Curry, stoppandolo, inducendolo all’errore, stuzzicandolo e innervosendolo fino all’espulsione di gara 6. Spuntata la principale arma dei rivali, lui, LeBron, ha giocato da favola e in gara 7, quella decisiva, ha messo insieme una tripla doppia da campione vero: 27 punti, 11 rimbalzi e 11 assist.

È il momento più difficile della mia carriera, mi assumo tutte le colpe

è la dichiarazione, un filo di voce, di Curry in sala stampa.

Curry innervosito da LeBron in gara 6

Ora che il debito con Cleveland è saldato, King James sembra avviato a una nuova avventura: la rifondazione dei Los Angeles Lakers, dopo il ritiro di Kobe Bryant, dovrebbe ripartire da lui. Rimane una curiosità: chissà se l’ignoto appassionato che aveva pagato la folle cifra di 99mila dollari per due biglietti di gara 7 era un tifoso di LeBron o di Steph Curry. Non lo sapremo mai.

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