Euro 2016, Rakitic contro i tifosi croati: "Così ci cacciano!". La Uefa apre un'inchiesta

Rischia grosso la Croazia dopo che i suoi tifosi hanno lanciato in campo fumogeni e petardi durante il match con la Repubblica Ceca. La Uefa ha aperto un'inchiesta.

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In campo la beffa, sugli spalti la vergogna. È stato un pomeriggio da dimenticare, quello di ieri, per la Croazia, che s'è fatta rimontare due gol dalla Repubblica Ceca e che a causa delle intemperanze dei suoi tifosi rischia sanzioni severe dall'Uefa.

All'87', sul risultato di 2-1 per la Nazionale di Cacic, i tifosi croati hanno iniziato a lanciare in campo fumogeni e petardi sul manto erboso del Geoffroy Guichard di Saint Etienne, rischiando anche di ferire uno steward. Inutili gli appelli dei giocatori ai loro tifosi, l'arbitro Clattenburg ha dovuto sospendere la partita per qualche minuto prima di far riprendere il gioco.

La svolta del match è stata quella, la Crozia è tornata in campo con la testa altrove e Necid su calcio di rigore ha fissato il risultato sul 2-2. Le mosse della Uefa erano facilmente prevedibili, poche ore dopo il triplice fischio è arrivata puntuale la notizia che il massimo organo calcistico europeo ha aperto un'inchiesta sugli incidenti di Saint Etienne. Con ogni probabilità la federazione croata riceverà una pesante ammenda e una diffida come già avvenuto a Russia e Inghilterra.

La rabbia di Rakitic 

La stella del Barcellona, Ivan Rakitic, si è sfogato al termine della partita:

In questo modo rischiamo che la Uefa ci cacci. Vediamo se potremo giocare contro la Spagna. Potremmo essere costretti a tornare a casa dopo quello che è successo. Non abbiamo giocato a porte chiuse per caso. 

L'interruzione ha influito eccome sul risultato finale, Rakitic ne è convinto:

Fatta eccezione per gli ultimi venti minuti abbiamo giocato molto bene, ma dopo la sospensione della partita per alcuni minuti per via del fumo in campo abbiamo perso il ritmo. 

Sulla stessa lunghezza d'onda il ct Cacic: 

Quello che è successo è molto triste. Una parte dei media croati non sarà d'accordo con la mia visione, ma io definisco quella gente hooligan, non tifosi. Si temeva che succedesse qualcosa di simile: sono dei terroristi dello sport e non dovrebbero essere presenti negli stadi.

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