Diamond League: Harrison e Taylor in gara nello storico impianto di Stoccolma

La Diamond League si trasferisce da Oslo a Stoccolma, l'appuntamento per gli appassionati di atletica è fissato per stasera su Fox Sports HD dalle 20 alle 22.

Kendra Harrison

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Dal Bislett Stadium di Oslo allo Stadio Olimpico di Stoccolma. La grande atletica continua il suo viaggio in giro per la Scandinavia dove la Regina dei Giochi Olimpici gode da sempre di grande popolarità. Il teatro dell’ottava tappa della IAAF Diamond League è lo Stadio Olimpico di Stoccolma, impianto costruito nel 1912 in occasione dei Giochi Olimpici. Nonostante il passare degli anni il leggendario stadio svedese costruito in mattoni rossi ha mantenuto intatto il suo fascino.

Ben 85 record mondiali sono stati battuti in questo impianto. Nessuno stadio di atletica al mondo può vantare così tanti primati. Lo stadio è situato nel centro della bella capitale svedese in un grande parco a poche fermate di metropolitana dal centro. Il meeting di Stoccolma nacque nel 1967 con il nome di DN Galan dal nome del giornale svedese Dagens Nyether che ha sponsorizzato il grande appuntamento svedese fino al 2015. Dall’anno scorso il meeting ha preso il nome di Bauhaus Galan.

Il Bauhaus Galan di Stoccolma sarà il momento culminante di una ricca settimana di eventi promozionali di atletica che comprende la gara del getto del peso in programma il giorno prima e una serie di gare giovanili. Saranno 11 campioni olimpici, 59 campioni mondiali e 7 leader mondiali stagionali le attrazioni principali del meeting svedese. Diamanti da 1 carato verranno messi in palio per chi batterà il record dello stadio. Analizziamo le stelle delle gare in programma allo Stadio Olimpico di Stoccolma.

100 ostacoli femminili

La stella emergente Kendra Harrison ha dominato la prima parte della stagione realizzando i migliori quattro tempi dell’anno. Su tutti spicca il clamoroso 12”24 con il quale la ventitreenne del Tennessee ha fatto tremare il vecchio record mondiale della bulgara Yordanka Donkova stabilito nel 1988 con 12”21. Con questa prestazione Harrison ha battuto il record statunitense detenuto dal 2013 da Brianna Rollins con 12”26. Harrison si è aggiudicata anche la seconda gara di Diamond League a Birmingha con 12”46.

Le altre statunitensi in gara saranno la due volte campionessa mondiale indoor Nia Ali, la campionessa NCAA dei 100 e 400 ostacoli del 2010 Queen Harrison e Kristi Castlin, terza a Birmingham, vincitrice al Galà dei Castelli di Bellinzona e quinta delle liste mondiali stagionali con 12”62. Nella sfida tra americane potrebbe inserirsi anche la bielorussa Alina Talaj, medaglia di bronzo ai Mondiali di Pechino e migliore europea in questa stagione con il 12”63 stabilito a Ratisbona.

Susanna Kallur

L’attenzione del pubblico sarà tutta per la svedese Susanna Kallur, primatista mondiale indoor nel 2008 sui 60 ostacoli con 7”68 e campionessa europea a Goteborg nel 2006. La trentacinquenne svedese torna alle gare dopo una serie infinita di infortuni che l’hanno frenata dai Mondiali Indoor di Valencia 2008. Nel Giugno 2013 Kallur ha avuto una bambina chiamata Majken. L’ostacolista di Falun nata negli Stati Uniti, è figlia di Anders Kallur, grande campione di hockey su ghiaccio che vinse quattro Stanley Cup con i New York Highlanders. Nel 2005 Susanna e la sorella gemella Jenny dominarono la finale degli Europei Indoor di Madrid vincendo l’oro e l’argento.

L’obiettivo è qualificarmi per le Olimpiadi di Rio. Durante un training camp in Florida in primavera ho tenuto il ritmo di Alina Talaj in una sessione di allenamento e sono rimasta sorpresa

ha detto Kallur.

Salto triplo maschile

Tre campioni mondiali Nelson Evora (Osaka 2007), Teddy Tamgho (Mosca 2013) e Christian Taylor (Pechino 2015) contro due stelle emergenti Omar Craddock e Chris Benard. Così si può riassumere il cast di Stoccolma.

Taylor ha dominato le ultime stagioni vincendo le Olimpiadi di Londra 2012 e due titoli mondiali a Daegu 2011 e Pechino 2015. Nella capitale cinese è arrivato a soli otto centimetri dal record mondiale di Jonathan Edwards. Ha superato quattro volte la barriera dei 18 metri e vanta una striscia vincente di nove gare consecutive nel corso degli ultimi 12 mesi. Ha vinto le ultime quattro edizioni della Diamond League e insegue il quinto diamante. Quest’anno ha esordito con successi a Doha e Eugene. Nella tappa statunitense ha vinto all’ultimo tentativo con 17.76m, migliore misura mondiale stagionale.

Tamgho sta ritrovando la condizione dopo due anni difficili a causa di un grave infortunio. Il francese strappò il primato mondiale indoor allo svedese Christian Olsson con 17.90m nel 2010 ai Mondiali Indoor di Doha. Ha successivamente migliorato questo record nel 2011 arrivando fino a 17.92 agli Europei Indoor di Parigi. All’aperto ha vinto il titolo mondiale a Mosca superando la barriera dei 18 metri con 18.04m.

Il portoghese originario di Capoverde Nelson Evora ha vinto il titolo mondiale a Osaka 2007 e quello olimpico a Pechino 2008 prima di un periodo buio a causa di infortuni dal quale è uscito vincendo il bronzo mondiale a Pechino 2015.

Omar Craddock rappresenta il futuro della specialità. Lo statunitense ha vinto tre titoli NCAA prima di conquistare il bronzo ai Mondiali Juniores nel 2010 e di piazzarsi quinto ai Mondiali Indoor di Portland 2016. Ha un primato personale di 17.53m stabilito in occasione del titolo statunitense nel 2015.

Salto in alto femminile

Sarà la gara che più interessa da vicino agli appassionati italiani per presenza delle due compagne di allenamento Alessia Trost e Desirée Rossit. Entrambe vengono dal Friuli e si allenano con il tecnico Gianfranco Chessa. La ventiduenne Rossit ha illuminato l’ultima edizione dei Campionati Italiani Juniores e Promesse di Bressanone dello scorso fine settimana vincendo il titolo nazionale con 1.97m, migliore prestazione mondiale dell’anno. Grazie a questa prestazione è diventata la quinta saltatrice italiana di tutti i tempi alle spalle di nomi straordinari come Antonietta Di Martino, Sara Simeoni, Antonella Bevilacqua e Alessia Trost.

Alessia Trost

Era da parecchio tempo che puntavo a misure di questo genere. Ci credevo più che mai ma non voglio accontentarmi. Anche se esteriormente sono sempre io con il mio 1.79m, oggi mi sento davvero un’altra persona. Sono più matura. Come dice Gianfranco Chessa: “Usa i piedi e salta”. Ci sono tante persone che credono in me e questa è una grande forza

ha dichiarato Desirée Rossit dopo la gara di Bressanone.

Desirée si rivelò nel 2008 quando si piazzò seconda ai Campionati Italiani cadetti a Roma alle spalle dell’amica Alessia Trost. Ha compiuto il salto di qualità nel 2011 quando da allieva superò 1.86 nel corso di un triangolare indoor tra Germania, Italia e Francia a Amburgo. Ha frequentato il Liceo Artistico di Udine con il proposito di specializzarsi nel settore della fotografia ed è stata seguita dall’ex primatista italiano Luca Toso.

Trost e Rossit stanno proseguendo a suon di risultati la tradizione della scuola friulana del salto in alto che in passato rivelò campioni del calibro di Enzo Del Forno, Massimo Di Giorgio, Luca Toso e Alessandro Talotti.

Le due azzurre affronteranno la due volte campionessa europea Ruth Beitia, vincitrice nel freddo di Oslo con 1.90m, la mamma statunitense Chauntie Lowe, tornata a grandi livelli con il successo a Eugene con 1.95m, la polacca Kamila Lichwinko, campionessa mondiale indoor nell’edizione disputata nel suo paese a Sopot vicino a Danzica nel 2014, la leader della Diamond Race Laverne Spencer e le svedesi Erika Kinsey e Sofie Skoog (atleta allenata dal campione olimpico di Atene 2004 Stefan Holm).

Salto in lungo femminile

La statunitense Brittney Reese ha dominato il salto in lungo femminile nelle ultime stagioni vincendo sette titoli globali (dei quali sei consecutivi) tra Olimpiadi, Mondiali all’aperto e indoor. Quest’anno ha vinto il terzo oro ai Mondiali Indoor della carriera con 7.22m arrivando ad un solo centimetro dal record personale al coperto stabilito in occasione del successo nella rassegna iridata di Istanbul 2012. Reese ha debuttato nella stagione all’aperto vincendo in Diamond League a Eugene con 6.96 prima di debuttare in Europa al Galà dei Castelli di Bellinzona dove ha realizzato due salti da 7.04m, terza misura mondiale dell’anno. A Stoccolma affronterà la serba Ivana Spanovic, medaglia d’argento ai Mondiali Indoor di Portland 2016 alle spalle di Reese e vincitrice delle tappe di Damon League di Shanghai e Oslo. la campionessa del mondo di Pechino Tianna Bartoletta, l’argento iridato 2015 Shara Proctor della Gran Bretagna e l’australiana Brooke Stratton, autrice di un eccellente salto da 7.05m a Melbourne.

Inizialmente Brittney giocava a basket a buoni livelli. La sua storia di saltatrice in lungo iniziò quasi per caso quando un giorno l’allenatore di atletica della sua high school in cerca di una saltatrice organizzò una garetta di salto in lungo tra le giocatrici di basket mettendo in palio una bottiglia di Coca Cola per chi fosse in grado di saltare più lontano. Brittney batté tutte ed entrò nel team. L’anno successivo vinse i titoli statali delle high school nel salto in lungo e nel triplo

Successivamente frequentò il Mississippi Gulf Coast Community College per il quale ha continuato a giocare a basket a buoni livelli mettendo a referto 18 punti e nove rimbalzi a partita meritandosi l’ingresso nella hall of fame del suo college; scelse però di puntare sull’atletica: vinse due titoli NCAA nel 2007 e nel 2008 e si qualificò per le Olimpiadi di Pechino dove si piazzò quinta. Dal 2009 si aggiudicò il primo dei tre titoli mondiali outdoor a Berlino con 7.10m. Nel 2012 divenne la prima statunitense capace di vincere due titoli mondiali indoor consecutivi e si aggiudicò l’oro olimpico a Londra con 7.12m.

Salto con l’asta maschile

Renaud Lavillenie torna allo Stadio Olimpico di Stoccolma in cerca di rivincite in uno dei pochi impianti dove non ha mai vinto. Nell’edizione di due anni fa perse la prima gara dopo 22 successi consecutivi in una giornata rovinata dalla pioggia e dal freddo. Il fuoriclasse francese arriva a Stoccolma corroborato da due successi stagionali in Diamond League a Eugene e a Oslo che gli hanno permesso di prendere la testa della Diamond Race con 26 punti, 10 in più rispetto a Barber. Lavillenie ha vinto tutti i quattro scontri stagionali con Nella capitale norvegese Lavillenie ha superato 5.80m in una giornata fredda battendo il giovane rivale canadese Shawn Barber, campione del mondo a Pechino. Stoccolma sarà l’ennesimo capitolo della sfida tra il francese e il candese. Barber, nato nel New Mexico, ha il doppio passaporto statunitense-canadese ma ha scelto di rappresentare il paese della Foglia d’Acero per seguire le orme del padre George, astista originario dell’Ontario che prese parte alla prima edizione dei Mondiali di Helsinki nel 1983.

Da seguire anche il campione del mondo di Mosca Raphael Holzdeppe al ritorno dopo un infortunio e l’iridato indoor 2014 Kostadinos Filippidis, che nell’ultima stagione indoor ha stabilito il record greco con 5.84m

3000 siepi femminili

Lo Stadio Olimpico di Stoccolma é stato il teatro di tre primati mondiali sui 3000 siepi stabiliti dal finlandese Jouko Kuha nel 1968 (8’24”2), dallo svedese Anders Garderud nel 1975 con 8’09”8 e dal keniano Peter Koech nel 1989 (8’05”35). L’edizione di quest’anno potrebbe regalare il quarto record e il primo in campo femminile. La diciannovenne portacolori del Barhein Ruth Jebet e la campionessa mondiale di Pechino Hyvin Kyeng andranno all’attacco del record detenuto dalla russa Gulnara Galkina (8’58”81 stabilito alle Olimpiadi di Pechino 2008). Jebet e Kyeng hanno dato vita alla più grande gara di sempre nella tappa della Diamond League di Eugene. Jebet, campionessa mondiale juniores a Eugene nel 2014, è diventata la seconda atleta della storia con il record asiatico di 8’59”97 battendo di quattro centesimi di secondo l’ex connazionale Hyvin Kyeng, che nell’occasione ha stabilito il record africano con 9’00”01. Nella lotta per il successo potrebbero inserirsi la tunisina Habiba Ghribi, campionessa olimpica a Londra 2012, che correrà la prima gara stagionale e l’etiope Sofia Assefa, argento olimpico in carica.

5000m maschili

L’Etiopia è pronta a dominare a Stoccolma dopo aver piazzato tre atleti ai primi tre posti a Oslo. Muktar Edris punta al secondo successo a Stoccolma dopo il primo posto di due anni fa quando realizzò il miglior tempo mondiale dell’anno con 12’54”83. Il campione mondiale juniores dei 5000m di Barcellona

2012 è in testa nella Diamond Race con 26 punti grazie ai successi di Shanghai e Eugene e il secondo posto di Oslo e vanta i migliori due tempi della stagione con 12’59”43 e 12’59”96. Gli avversari più agguerriti saranno Yomif Kejelcha, campione del mondo juniores nel 2014 e vincitore della Diamond Race nel 2015, Ibrahim Jeilan, campione del mondo sui 10000m a Daegu 2011 battendo Mo Farah, Yenew Alamirew, vincitore della Diamond Race nel 2013 e Yasin Haji, argento ai Mondiali Juniores sui 5000 a Eugene 2014 e campione mondiale juniores di corsa campestre.

1500m femminili

La mezzofondista del momento in ambito europeo è la ventunenne scozzese Laura Muir, studentessa universitaria di veterinaria. Muir parte come favorita dopo l’eccellente secondo posto nel Dream Mile di Oslo in 4’19”12 alle spalle di Faith Kipyegon. Muir ha stabilito la seconda migliore prestazione britannica all-time del miglio alle spalle di Zola Budd che nel 1985 corse in 4’17”57. Sulla pista di Stoccolma Muir affronterà la keniana Hellen Obiri, medaglia di bronzo ai Mondiali di Mosca 2013 e oro ai Mondiali indoor di Istanbul 2012 sui 3000m, il terzetto di giovani etiopi formato da Gudaf Tsegay, Axumawit Embatye e Besu Sado e la tedesca Gesa Felicitas Krause, argento ai Mondiali di Pechino sui 3000 siepi.

Lancio del giavellotto maschile

Il giavellottista più in forma del momento Thomas Rohler punta al terzo successo stagionale in Diamond League dopo le eccellenti prove di Shanghai e Oslo. Nella capitale norvegese il ventiquattrenne tedesco ha stabilito la migliore prestazione mondiale dell’anno e il record personale con 89.30m. L’obiettivo potrebbe essere il record dello stadio di 89.78m stabilito nel 2006 dal due volte campione olimpico Andreas Thorkildsen. Rohler avrà come principali avversari il vice campione del mondo di Pechino Ilhab Abdelrahman, vincitore nella tappa di Eugene con 87.37m, il campione olimpico Keshorn Walcott (terzo a Oslo con il personale stagionale di 86.35m) e i vincitori delle ultime due edizioni dei Mondiali Vitezslav Vesely (Mosca 2013) e Julius Yego (Pechino 2015)

Getto del peso maschile

Konrad Bukowiecki è uno degli atleti più in forma di questo inizio stagione. Al debutto in Diamond League il diciannovenne polacco ha stabilito il record mondiale juniores a Oslo con 21.14 piazzandosi alle spalle di Joe Kovacs. Nella sua giovane carriera Bukowiecki ha già vinto i titoli juniores a livello mondiale e europeo e l’oro alle Olimpiadi giovanili nel 2014. Lo scorso Marzo si è piazzato quarto ai Mondiali Indoor di Portland. In questa stagione ha in programma di gareggiare agli Europei di Amsterdam, ai Mondiali Juniores di Bydgoszcz e alle Olimpiadi di Rio de Janeiro. Bukowiecki affronterà il giovane neozelandese Tom Walsh, campione del mondo indoor a Portland 2016 e quarto ai Mondiali outdoor di Pechino 2015. Da seguire con curiosità anche il congolese Franck Elemba, che ha superato la barriera dei 21 metri al recente meeting IAAF World Challenge di Dakar. La gara si svolgerà Mercoledì a Ralambshovsparken, un grande parco cittadino nel cuore di Stoccolma.

Lancio del disco femminile

Grande favorita è la fuoriclasse croata Sandra Perkovic, che ha già vinto tre tappe di Diamond League a Shanghai, Eugene e Oslo. Ha superato la barriera dei 70 metri con 70.88m a Shanghai. Un altro successo la avvicinerebbe alla quinta vittoria consecutiva nella Diamond Race. Le avversarie più accreditate saranno la campionessa mondiale cubana Denia Caballero e la quarta classificata dei Mondiali di Pechino Yaimi Perez, quarta ai Mondiali di Pechino, che hanno superato la barriera dei 67 metri in questa stagione.

200m femminili

La stella dello sprint sarà la ventenne britannica Dina Asher Smith, primatista nazionale lo scorso anno sui 100 e sui 200 metri con 10”99 e 22”07 e quinta classificata nella finale dei Mondiali di Pechino. La ragazza londinese, campionessa mondiale juniores nei 100m a Eugene 2014 ha debuttato in questa stagione in Italia a Gavardo vincendo in 11”22 prima di piazzarsi quarta a Birmingham sui 100m. Dina si divide tra gli allenamenti e gli esami universitari di storia al prestigioso King’s College di Londra

Il giorno in cui sono stata ammessa al King’s College è stato il più bello della mia vita. Ho scelto questa università non solo per la sua reputazione ma anche per l’ambiente famigliare di questo ateneo. Per me è importante godermi il periodo dell’università e costruisce amicizie durature,

ha detto Dina Asher Smith.

400m femminili

Libania Grenot torna in pista dopo il primato italiano sui 200m a Tampa e il sesto posto sui 400m di Oslo. L’azzurra di origini cubane affronterà la giamaicana Novlene Williams Mills, campionessa mondiale con la staffetta 4x400 a Pechino e vincitrice della Diamond Race 2014, la statunitense Natasha Hastings, iridata della staffetta 4x400 ai Mondiali Indoor di Portland 2016, la campionessa olimpica di Pechino Christine Ohuruogu, la giovane britannica Seren Bundy Davies, bronzo sui 400 agli Europei Indoor di Praga 2015 e nella staffetta 4x400 ai Mondiali di Pechino.e la campionessa europea under 23 Bianca Razor della Romania.

400 ostacoli maschili

Gara aperta ad ogni pronostico che vede come protagonisti lo statunitense Michael Tinsley vice campione olimpico di Londra 2012, vice iridato a Mosca 2013 e vincitore della tappa di Diamond League a Eugene, il connazionale Bershawn Jackson, campione mondiale a Helsinki 2005 e vincitore della Diamond Race 2015, il sudafricano Louis Van Zyl, bronzo ai Mondiali di Daegu 2011 e primo classificato al meeting di Ostrava in 48”67 e il keniano Michael Bett, campione del mondo di Pechino 2015

100m maschili

Da seguire “la novità stagionale della Costa d’Avorio Ben Youssef Meité, sceso sotto i 10 secondi per la prima volta in carriera con 9”99 al Memorial Odlozil di Praga di settimana scorsa e l’ “underdog” britannico Richard Kilty, che nel 2014 stupì tutti vincendo contro ogni pronostico il titolo mondiale indoor sui 60 metri a Sopot prendendosi una rivincita dopo un’esistenza vissuta nella povertà e una carriera resa difficile a causa della mancanza di finanziamenti da parte della Federazione britannica che non credeva in lui.

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