Michael Laudrup, 52 anni e quel rimpianto di Euro '92

L'ex stella del calcio danese compie oggi 52 anni: tanti successi con Juventus, Barcellona e Real Madrid, conditi da quella dolorosa assenza a Euro '92.

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Una carriera ricca di successi internazionali, un talento cristallino che ha incantato le platee di tutta Europa. Michael Laudrup compie oggi 52 anni. Guardandosi ha ben pochi rimpianti su cui riflettere, ma ce n’è uno che lo tormenterà per tutta la vita, anche quando il suo percorso da allenatore lascerà definitivamente spazio alla vita privata.

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Michael Laudrup, il grande assente nella Danimarca campione d'Europa

Il miracolo danese

Estate del 1992, in Svezia si gioca la nona edizione dell'Europeo. L’esclusione della Jugoslavia - dilaniata dalla guerra - alla vigilia dello start ufficiale rimette tutto in discussione. Al suo posto viene ripescata la Danimarca, che si era classificata seconda nel girone di qualificazione: convocazioni in fretta e furia, cambi di programma ed il rischio di incappare in una pessima figura al cospetto della Germania vincitrice ad Italia ’90, della Svezia padrona di casa e futura terza classificata al Mondiale americano e dell’Olanda campione d’Europa in carica.

Laudrup, che aveva appena vinto la sua prima Champions League in carriera con il Barcellona, preferisce evitare quel rapido cambio d’umore che sarebbe derivato dalle probabili sconfitte in un girone con Svezia, Francia ed Inghilterra. Un battibecco con Richard Møller Nielsen, all’epoca CT della Danimarca, porta alla mancata convocazione, interpretata da alcuni come un rifiuto. Poco male per il tecnico, che trova in suo fratello Brian, Kim Vilfort ed Henrik Larsen i protagonisti di un trionfo inaspettato ed impossibile da pronosticare alla vigilia.

A 28 anni, nel pieno della carriera, quell’Europeo diventa il tipico treno che passa una volta sola. Michael non lo prende, ma in carriera si toglie altre soddisfazioni. Come ad esempio nel 1995, quando vince la Liga col Real Madrid dopo aver lasciato la maglia blaugrana. O come, sempre nello stesso anno, arriva la consolazione con la maglia della Nazionale, con la quale vince la Confederations Cup. Poi c'è il Mondiale, il secondo e ultimo che disputerà. Si gioca in Francia, la sua Danimarca si spinge fino ai quarti di finale. Con la sconfitta per 3-2 contro il Brasile si chiude la sua avventura con la Danimarca, quasi a rivangare quel rimpianto di Euro ’92.

Una Nazionale, quella danese del '92, che è diventata un esempio per la Grecia, partita da sfavorita ed arrivata sul tetto d’Europa in Portogallo nel 2004. Laudrup non c’era, quella della Danimarca non è stata la sua favola. Con un Europeo in corso, a distanza di altri 12 anni dal successo di Rehhagel ed a 24 da quello danese, c’è ancora spazio per una sorpresa del genere?

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