Euro 2016: l’Italia vince e va in testa da sola. Irlanda-Svezia pari

Italia in testa da sola alla classifica del girone E dopo aver vinto, 2-0, e convinto contro il Belgio. Nel pomeriggio pari sfortunato dell'Irlanda con la Svezia: 1-1.

Pellè

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L'Italia batte il Belgio 2-0 con i gol di Giaccherini e Pellé.  L’Italia di Conte a Euro 2016- è giusto dirlo - ha dimostrato di esserci, di avere cuore, sì, ma anche organizzazione, pazienza e piedi sufficientemente buoni. Il Belgio è apparso sotto tono, se per merito degli Azzurri o per demeriti propri lo vedremo presto, a disagio nella parte dell’inseguitore. Avrà tempo per rifarsi. Sempre nel Girone E, nella partita preserale un’Irlanda bella e sfortunata, quasi sorprendente, aveva messo sotto la Svezia che però era riuscita a pareggiare grazie a un autogol di Clark.

Italia-Belgio

Mertens e Candreva

L’ultima volta che Italia e Belgio si erano incontrate in una fase finale dei Campionati europei, a Euro 2000, avevano prevalso gli Azzurri, in un match che aveva visto in campo entrambi gli attuali ct, Antonio Conte e Mark Wilmots.

A Lione, stasera, entrambe le squadre si schierano sul terreno di gioco con le formazioni previste: Eder e Pellè in campo per l’Italia e De Rossi al posto di Thiago Motta. Il primo lampo è del Belgio con Nainggolan che al 10’ lascia partire un siluro da fuori, ma Buffon c’è e devia in corner. Gli uomini di Wilmots mostrano maggiore organizzazione, ma gli Azzurri hanno un buon atteggiamento e giocano a viso aperto, chiudendo comunque bene ogni spiffero. Ciman e De Bruyne cominciano a creare grattacapi sulla nostra sinistra a Giaccherini e Darmian, ai quali Conte chiede più coraggio in avanti. La prima conclusione azzurra arriva al 29’ con Pellè da fuori area, ma la palla esce di poco.

Giaccherini aggancia la palla che sta per spedire inrete

L’Italia capisce che può osare, al 32’ Bonucci conquista la sfera a metà campo e verticalizza immediatamente per Giaccherini che scatta in posizione regolare, folletto in mezzo ai granatieri avversari, aggancia di sinistro e di destro batte Courtois: Italia in vantaggio. Il Belgio accusa il colpo e sono ancora gli Azzurri a spingere: prima, al 35’ grande occasione per Candreva che però trova i guantoni di Courtois e poi, un minuto più tardi, Pellè ha l’occasione per approfittare di un pasticcio collettivo della difesa belga, ma la sua conclusione ravvicinata di testa manca di precisione. Al 41’ Giaccherini spedisce la candidatura a Man of the match andando a immolarsi in piena area per murare un siluro di De Bruyne.

Il Belgio sembra sorpreso dallo svantaggio, come fosse un’eventualità che non aveva messo in conto e comincia a singhiozzo anche la ripresa, mentre l’Italia mantiene una buona iniziativa. Rischia grosso Darmian che al 53’ perde palla malamente con l’Italia scoperta, ma Lukaku grazia Buffon sparando un pallone che fa la barba al palo. Gli Azzurri ripartono ed è Candreva, all’ennesimo ricamo con invenzione, a liberare splendidamente Pellè, la cui girata chiama al miracolo Courtois. Pochi minuti dopo il miracolo lo fa Alderweireld andando a chiudere su Eder lanciato in porta. Da lì in poi è solo sudore e sofferenza, filo spinato e sacchi di sabbia, con spazio per un contropiede di Ciro Immobile che trova ancora un grandissimo Courtois che si supera di nuovo.

Pellè si coordina per il gol del 2-0

Fino all’ultima pazza corsa di Ciro al 92’, alla sua splendida apertura per Candreva che vede Pellè libero. Cross e tiro al volo dell'attaccante del Southampton, di quelli da stampare sulle bustine delle figurine: 2-0 sul fischio finale. Il Belgio non riesce a spezzare il tabù Italia: non ci battono in una partita ufficiale dal 1972, mentre gli Azzurri non vincevano la prima partita degli Europei da tre edizioni.

Irlanda-Svezia

Una bella immagina dei tifosi delle opposte fazioni nella fan zone

Nel match preserale di Saint Denis, Irlanda e Svezia scendono in campo entrambe con la convinzione che se c’è una partita da vincere nel girone è questa. L’Irlanda vuole abbattere il tabù Svezia, mai battuta in un match ufficiale, e contemporaneamente tornare alla vittoria in una fase finale degli Europei: la prima e unica volta risale alla storica affermazione sull’Inghilterra del 1988. Dall’altra parte, Ibrahimovic cerca il primo gol contro l’Irlanda, alla quale non ha mai segnato nelle precedenti tre occasioni.

I primi minuti sono di studio, le squadre avanzano con cautela. Al 9’ Hendrick prova ad accendere la miccia con un tiro violento di controbalzo dal limite, ma Isaksson si fa trovare pronto e devia di istinto in corner. La Svezia prova a rispondere subito e per poco un esitante Randolph non la aiuta, ma Berg non ne approfitta. Ancora Irlanda al 17’, ma l’occasionissima passa per i piedi poco morbidi di O’Shea che non riesce a deviare un pallone solo da spingere in rete. Gli uomini di O’Neill si chiudono bene e ripartono con ordine, mentre la Svezia fatica a manovrare, con Ibra costretto a giostrare basso per cercare palloni giocabili. L’Eire è decisamente più incisiva: al 29’ imbastisce un’azione a partire da destra con Coleman, la palla arriva sulla sinistra a Robbie Brady che inganna Larsson, converge e lascia partire un destro improvviso che sorvola la traversa di una spanna. Tre minuti dopo Hendrick lucida la mira, ma il suo tiro a giro si stampa proprio sulla traversa, per la disperazione di O’Neill: sarebbe stato il gol più bello segnato fino ad ora a Euro 2016. La Svezia del primo tempo sembra una Volvo del ’74, lenta e fumosa.

Hoolahan festeggiato dopo il gol

La sfuriata di Hamren nell’intervallo non sembra sortire effetti immediati perché la partita la riaccende subito l’Irlanda fin dal primo minuto con Hendrick, sulla cui conclusione si supera ancora Isaksson, ma il portiere svedese non può nulla un minuto più tardi su un’azione tutta targata Premier League. A destra splendido slalom ubriacante di Coleman che lascia sul posto tre difensori e mette al centro per il tiro al volo di controbalzo di Hoolahan. Il vantaggio dell’Eire – sull’asse Everton-Norwich - è uno schiaffo per i gialloblù che provano a riversarsi in avanti, ma impensieriscono Randolph soltanto con una lunga serie di corner che non producono occasioni. Al 60’, finalmente un lampo di Ibrahimovic, che usa il fisico per girare, quasi spalle alla porta, un cross di Olsson, ma la palla esce di poco.

Da un'iniziativa di Ibrahimovic è nato l'autogol di Clark

Sempre macchinosa la Svezia che però può contare sull’unico fuoriclasse in campo: Ibra non ci sta a perdere e lo fa vedere al 71’ quando spinge sulla sinistra e crossa al centro dove Clark, preoccupato dall’inserimento di Guidetti, lo anticipa deviando però nella propria porta: 1-1. La Svezia rifiata e l’Irlanda riparte subito a testa bassa e per poco non torna subito in vantaggio, con Hendrick che approfitta di una papera dell’ex genoano Granqvist, ma trova ancora sulla sua strada Isaksson che gli chiude bene lo specchio della porta. È l’ultima vera occasione del match, c’è ancora solo il tempo di vedere in campo Robbie Keane, che raccoglie il suo gettone numero 144 in Nazionale. Pareggio giusto? Il campo lo scrive, ma la Svezia ha sicuramente raccolto il massimo col minimo sforzo: un pareggio 1-1 senza mai arrivare a tirare in porta. L’Irlanda non sarà una squadra di fuoriclasse ma O’Neill le ha dato disciplina, ordine e organizzazione: una bella realtà.

Prossima giornata

  • Italia-Svezia: Tolosa, 17 giugno, ore 15.00
  • Belgio-Irlanda: Bordeaux, 18 giugno, ore 15.00

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