Euro 2016, Spagna-Repubblica Ceca 1-0: spunta testa di Pique all'87'

La Spagna spreca e soffre, ma a 3' dalla fine ci pensa la testa di Pique a condannare la Repubblica Ceca. Furie Rosse al comando del Gruppo D insieme alla Croazia.

Spagna, Pique salva la roja

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La Roja Baila. Come recita l’inno di battaglia della Spagna, composto ad hoc proprio per Euro 2016, l’armata del capopopolo Vincent del Bosque balla, diverte e lancia un chiaro messaggio alle sorelle europee. Sì, Morata e compagni sono convinti: il triplete europeo si può fare, eccome. Con la battaglia di Tolosa il Gruppo D ha chiuso il suo primo turno di incroci.

All’indomani della cruciale vittoria della Croazia al cospetto della Turchia, le bandiere immortali della Spagna si spiegano al vento. Facile, se si riparte da quel poker di meravigliose certezze: Sergio Ramos, Fabregas, Iniesta e Silva, sono loro gli artefici de l’edad de l’oro delle Furie Rosse. Il curriculum della Rossa parla chiaro: la magica conquista del doppio Europeo in fila, quelli del 2008 e 2012, conditi dalla vittoria del Mondiale del 2010 è il punto dal quale ripartire. Lungimiranza, proverbiale calcio champagne e solidità.

 

De Gea è coinvolto in uno scandalo extra calcistico, ma è in forma e gioca al posto del veterano Casillas. Se si esce dai pali, poi, c’è dinamismo, eleganza ed esperienza. In mezzo c’è un illusionista che tocca tanti palloni, Andres Iniesta, ma c’è anche un Fabregas troppo inibito e imballato. Le Furie Rosse fanno incetta di calci d’angolo, ma davanti a Cech la squadra di Vrba è ben schierata in campo e brava a fare densità. L'uomo del match sarà proprio l'illusionista del Barcellona, eccezionale sul filo di lana a pescare Pique, bravo ad incornare di testa il cross del compagno del Barcellona. 

Primo tempo

La Repubblica Ceca è un avversario scorbutico. Una squadra che ci sa fare, insomma. Gli uomini di Vrba, considerato il Guardiola ceco, hanno vinto il loro girone di qualificazione, davanti a Islanda, Turchia e, soprattutto, alla funestata Olanda. Dall’altra parte, le Furie Rosse hanno un pedigree europeo di lusso: nelle ultime dodici partite disputate nella kermesse continentale non hanno mai perso. E così è stato anche oggi, nell’esordio di Euro 2016.

Come previsto, il canovaccio della gara è quello tipico delle trame scritte dalla Spagna. Tradotto, pallino del gioco nei piedi iberici, con una Repubblica Ceca compatta e pronta a partire in contropiede. Dopo i primi soporiferi 5 minuti, la Spagna prova a prendere in mano le redini del match. Del Bosque lo sa, la Spagna deve sbloccare subito il match, altrimenti la partita rischia di essere incartata dagli avamposti cechi, focalizzati a chiudere ogni pertugio ai rossi.

La mutua collaborazione tra Morata e Nolito funziona poco. I due puntelli iberici vengono irretiti nella trappola del fuorigioco ordita da Hubnik e Sivok. Quest'ultimo, però, verrà bruciato proprio da Morata su consegna di David Silva: la palla, tanto per cambiare, terminerà nei guantoni di Cech. Il primo tempo, sornione, trascorre con la Spagna che governa il gioco, produce possesso, ma capitalizza poche occasioni.

Se in mezzo al campo la fantasia spagnola tende all’infinito, davanti le conclusioni sono formate dal tandem Iniesta e Morata. Come? All’apparenza nel più semplice dei modi, con il mago del Barcellona a ricamare calcio tra le linee, e lo juventinoi a concludere in porta. Peccato però, perché la Repubblica Ceca erige un muro chiamato Cech.

A Tolosa c’è tanto possesso dai connotati blaugrana. E se si ama il calcio, Iniesta è la sintesi e l’essenza di questo sport. Già, anche oggi Don Andres dà prova del suo genio, della quintessenza del campione. Al tramonto della prima frazione, infatti, segue un'escalation di occasioni e colpi di scena innescati proprio dagli scarpini fatati di Iniesta. Ma niente, i rivali dell’est dimostrano di possedere gli anticorpi per reggere il gioco fantasioso di marca spagnola.

Certo, la fantasia e le idee fanno difetto. E con loro anche il ritmo, ma la banda di Vrba tiene botta, rivelandosi il peggiore degli sparring partner. Per questo, bisogna essere onesti: la Repubblica Ceca ha approcciato bene la partita, e scende negli spogliatoi carica di speranza

Secondo tempo

Provate ad indovinare come si apre la ripresa. Sì, c'è sempre Iniesta a ricamare palloni tra le linee con Morata che prova a finalizzare in rete. Ma se nella prima frazione erano i guantoni di Cech a dire di no alle Furie Rosse, nel secondo atto ci pensano i pali a beffare la Spagna: dopo pochi giri d'orologio Morata mette in mezzo un'ottima palla, ma Hubnik devia sul palo. Subito dopo la rassegna dei tiri della Roja continua: ci prova anche Sergio Ramos e il grintoso Nolito, ma Cech è un muro invalicabile. I cechi non mollano, vogliosi di superare questo primo e insidioso esame. L'encefalogramma dei ragazzi di Vrba non è affatto piatto, anzi.

Del Bosque osa poco, e non opta per il doppio centravanti. A sorpresa, Aritz Aduriz entra in luogo del positivo Morata. Alavaro aveva fatto bene, ma ciò non è bastato per il suo allenatore. L'assedio della Roja continua, e alla fine sarà un inaspettato Pique a trarre d'impaccio i ragazzi di Del Bosque.

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